Author: eleonora-mineo

  • Nadia Setti

    Mail: nadia.setti(chiocciola)neuf.fr

    Nadia Setti è docente e direttrice di ricerca di Letterature comparate e Studi femminili nel Centre d’Études Féminines et d’Études de genre dell’Università di Paris 8. Si occupa di poetica, letterature comparate al femminile, questioni di lettura e scrittura al femminile, scritture migranti. È autrice di saggi in francese, italiano e inglese su scrittura e differenza sessuale e saggi su lettura e traduzione. Ha tradotto testi di politica e psicoanalisi, scrittura e teatro. Attualmente in preparazione il volume Passions Lectrices. (2006). Attualmente fa parte del Consiglio Direttivo della SIL.

     

    Bibliografia

    • Clarice Lispector : une pensée en écriture pour notre temps (Creations au feminin), di Maria Graciete Besse, Nadia Setti, Harmattan, 2014.
    • Passions lectrices, Indigo Cote Femmes, 2010.

     

    Bibliografia in italiano

    • Fortini, Laura ; Misserville, Giuliana; Setti Nadia (2015 a cura di), Morante la luminosa, Iacobellieditore, Roma.

    Nel 2012 Elsa Morante avrebbe compiuto cent’anni. Per festeggiarla la Società Italiana delle Letterate le ha dedicato il 3 e 4 novembre 2012 un incontro alla Casa internazionale delle donne di Roma, da cui è emerso un profilo diverso rispetto a quello tramandato dalla vulgata morantiana: i contributi qui riuniti in volume restituiscono una scrittrice dalla statura altissima, la cui opera è volta a comprendere il cuore umano in maniera tale da permettere a ognuno di cogliere la comune appartenenza alla vita e alla difficile misura dell’amore e della bellezza.

    • Il teatro di Duras: conversazioni intime con l’eternità, in Marguerite Duras. Visioni veneziane,C. Bertola e E. Melon (2008 a cura di) , Il Poligrafo, Padova.
    • Magnifici ospiti e maschere fatali, in Una signora di mio gusto. Elsa Morante e le altre, di M. P. Mazziotti, Apeiron, (2005 a cura di), Apeiron Editori, Roma.
    • Le fantasticherie della donna selvaggia. Scene primitive, Bollati Boringhieri, Firenze 2005.

    È il complesso rapporto con un paese natio che si rifiuta di accoglierti, la tensione tra un radicamento agognato e uno sradicamento inevitabile, al centro di questo libro in cui l’autrice affronta un periodo decisivo della sua vita come della storia algerina e francese, collocato prima e durante la guerra d’Indipendenza. Pur non essendo esplicitamente autobiografica, la scrittura intreccia personaggi, scene e sequenze dell’infanzia e dell’adolescenza algerina della Cixous, con storie e testi del suo altrove letterario e creativo, la Francia.

    • Transreadings in Joyful Babel, translating Hélène Cixous, (2004 a cura) di M. Diocaretz, M. Segarra Rodopi.
    • Felicità clandestine, in Movimenti di felicità, (2004 a cura di) D. Alesi e L. Fortini, Manifestolibri, Roma.
    • La scrittura archeologica di Marguerite Yourcenar. Memorie sui generis, in Marguerite Yourcenar. Una narrazione ancora parlante, a cura di M. P. Mazziotti, Apeiron, 2003
    • Scrivere la notte ovvero l’abisso della scrittura, in Duras Mon Amour 2. Saggi italiani su Marguerite Duras, a cura di E. Melon, Lindau, Torino 2001
    • Passaggi di genere. Figure e transfigure della differenza in Scritture del corpo. Hélène Cixous variazioni su un tema, a cura di P. Bono, Sossella, 2000
    • Marina Tsvetaeva, de poètes à poètes (opera collettiva), Travaux et Documents, 2000.
    • Fouque, A.; Cigarini, L,; Setti, N. (1999 a cura di), I sessi sono due: nascita della femminologia, Nuova pratiche editrice, Roma.
    • Approche, appartenance, chemins, in AA.VV. Genre – Sex – Roman. De Scudéry à Cixoux, Frankfurt/Main-Berlin-Bern, Lang, 1995
    • Savannah Bay, la perdita interminabile, in Duras Mon Amour. Saggi italiani su Marguerrite Duras, a cura di E. Melon, Marcos y Marcos, Milano, 1992
    • Racconto di un destino e destini di un racconto: il caso della duchessa di Amalfi, in Trasgressione tragica e norma domestica: esemplari di tipologie femminili, Mondadori, Milano 1983.

     

    Articoli

    Società italiana delle letterate (con Maria Vittoria Tessitore), in Rivista di studi letterari e culturali, 2014, Issue 12, pp.203-219.

    Eppur si muove: pensiero e pratiche di genere, tra accademia, mondo associativo ed editoriale femminista, in Cahiers d’études italiennes, 06/21/2013, Issue 16, pp.39-49

    Corpografie in scena, DWF 3-4, 2009

    Migrants’ Art and Writings: Figures of Precarious Hospitality, European Journal of Women’s Studies 2009

    Anna Moï la voce dell’altra a più lingue, recensione di Espéranto désespéranto, La francophonie sans les Français, in Diotima Per amore del mondo/2009

    Genesi e generazione della scrittura, Leggendaria, Sulle Italiane n.68/2008

    Scritture transfrontaliere dell’ospitalità, Diotima Per amore del mondo, 2008

    Scritture dell’alterità, DWF Voci migranti, n.3-4 /2006

    Langue maternelle en langue autre, Diotima Per amore del mondo/2005

    L’Algeria nel cuore in Scritture Leggendaria n.50/2005

    Una leggenda in Libridine Leggendaria n.50/2005

    L’educazione sentimentale della scrittura secondo Elsa Morante in Narrativa n.17/2000

    La marionetta sublime intervista a Hélène Cixous, con Edda Melon, in DWF 1(41), 1999

    L’approccio di Clarice Lispector, in DWF, n. 3/1988

    l teatro del cuore, scelta di testi dedicati al teatro, Parma, Pratiche, 1992

    Lettera a Zohra Drif (bilingue), in “Leggendaria”, 14, 1999

    La mia Algeriance, in DWF 1 (41), 1999

    Tancredi continua e Apparizioni, in Scritture del corpo. Hélène Cixous variazioni su un tema, a cura di Paola Bono, Sossella, 2000

     

     

    Altre traduzioni

    A. Fouque, I sessi sono due. Nascita della femminologia, Milano, Nuova Pratiche Editrice, 1999

    Link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice

    Profilo su academia.edu

    https://univ-paris8.academia.edu/NadiaSetti/Papers

    Laura Pariano e le personagge inaspettate. Intervista a cura di Nadia Setti

    Laura Pariani, e le personagge inaspettate. Intervista a cura di Nadia Setti

    Società delle Letterate. Dibattito con Nadia Setti

    Mondialités au féminin : écritures migrantes entre ici et ailleurs

    http://www.einaudi.cornell.edu/files/sanspapier/N%20Setti.pdf

    Anna Moï la voce dell’altra a più lingue

    http://www.diotimafilosofe.it/down.php?t=3&id=273

    Scritture transfrontaliere dell’ospitalità

    http://www.diotimafilosofe.it/down.php?t=3&id=225

    La scrittura in movimento di Hélène Cixous

    http://www.diotimafilosofe.it/down.php?t=3&id=117

    Langue maternelle en langue autre

    http://www.diotimafilosofe.it/down.php?t=3&id=79

    Riscrivere a maglia un romanzo di Marguerite Duras. Nadia Setti presenta la tesi di laurea di Fabienne Dahan

    http://www.durasmonamour.it/it/new07.htm

    Narrations on borderlines

    http://www.women.it/cyberarchive/files/setti.htm

     

    Siti pertinenti le attività dell’autrice

    Centre d’études féminines et d’études de genre – Paris VIII

    http://www2.univ-paris8.fr/ef/spip.php?article71

    SIL – Società Italiana delle Letterate

    Home

    Scheda curata da Eleonora Mineo e Valeria Mercandino

  • Tamar Pitch

    Mail: pitch(chiocciola)unipg.it

    È titolare della cattedra di Filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’università di Perugia, dove insegna anche Sociologia del diritto e Femminismo giuridico. Ha studiato a Firenze e all’università del Connecticut (USA), dove si è recata come vincitrice di una borsa di studio Fulbright. Ha avuto incarichi di insegnamento in Usa, Canada, Messico, Argentina, Marocco. È co-direttrice della rivista “Studi sulla questione criminale” e membro dei comitati editoriali di varie riviste italiane e straniere. Nel 1999 è stata insignita del titolo Best Foreign Criminologist dall’American Society of Criminology. I suoi temi di ricerca principali sono la questione criminale, i diritti fondamentali, il genere del e nel diritto. È socia fondatrice e vice-presidente dell’associazione delle giuriste italiane, GIUdIt.

     

    Bibliografia

    • Pervasive Prevention: A Feminist Reading of the Rise of the Security Society, Routledge, Londra, 2016.
    • Contro il decoro. L’uso politico della pubblica decenza, Laterza, Roma-Bari, 2012.

    “Hanno contrapposto libertà ed eguaglianza. Hanno fatto dell’eguaglianza l’ostacolo all’affermazione individuale e il freno alla crescita. Ma la libertà sempre meno persone se la possono permettere. E allora, accanto alla paura, ci vuole il decoro per tenere a bada chi non ce la fa”.

    Link alla recensione di Anna Simone

    • La società della prevenzione, Carocci, Roma, 2008 (è stato tradotto in spagnolo ed è pubblicato in Inghilterra, Ashgate 2010).

    “Società della prevenzione” è una definizione che può essere sintetizzata in altro modo: la società dell’informazione, la società del rischio, la società della sorveglianza. Questo libro mostra le connessioni e le differenze tra queste spiegazioni, fornendo nel contempo una lettura di genere dei modi in cui il controllo sociale si manifesta attraverso le misure precauzionali.

    • I diritti fondamentali: differenze culturali, disuguaglianze sociali, differenza sessuale, Giappichelli, Torino, 2004.
    • Che genere di sicurezza. Donne e uomini in città, con C.Ventimiglia, Franco Angeli, Milano, 2001.

    “Questo libro interroga e analizza i diversi modi in cui donne e uomini vivono la città, esplora le differenze tra le donne e fornisce su tale base alcune ipotesi sia sull’insicurezza sia sulle politiche per farvi fronte”.

    • La legge giusta. Il trattamento giuridico delle mutilazioni dei genitali femminili, AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo, Roma, 2000.
    • Un diritto per due. La costruzione giuridica di genere, sesso e sessualità, Il Saggiatore, Milano, 1998.
    • Donne in carcere, ricerca sulla detenzione femminile in Italia, con E.Campelli, F.Faccioli, V.Giordano, Feltrinelli, 1992.

    Si tratta di un testo essenziale per la conoscenza delle condizioni delle donne in carcere. Offre l’opportunità di riflettere sulla funzione della pena detentiva a partire dall’analisi dei dati rispetto a quali donne vanno in carcere, per quale reato e per far che cosa.

    • Responsabilità limitate, Milano, Feltrinelli, 1989.

    Utilizzando il concetto chiave di “responsabilità”, Tamar Pitch critica le teorie classiche delle criminologie anglo-americane e italiane, esaminando l’assegnazione delle responsabilità agli individui e alla società

    • Senza patente. Una ricerca sull’intervento penale sulle minorenni a Roma, con F. Faccioli, Franco Angeli, Milano, 1989.
    • Diritto e rovescio. Studi sulle donne ed il controllo sociale, ESI, Napoli, 1987.

    “Diviso in tre parti, il volume esplora alcune delle modalità con cui il controllo sociale interviene sulle donne; mette in luce aspetti della produzione di controllo sociale da parte delle donne; si confronta con le immagini più diffuse della trasgressione al femminile”.

    • La devianza, Firenze, La Nuova Italia, 1975.

     

    Articoli e varie

    Security politics and citizenship in the European Union, in Perspectives n. 12, 2015.

    Ginocidio. La violenza maschile contro le donne, con G. Creazzo, in numero speciale di Studi sulla questione criminale, Carocci, Roma 2009.

    Qualche riflessione attorno alla violenza maschile contro le donne, in Studi sulla questione criminale, volume 3, n°2, 2008, pp 7-14.

    Libertà femminile e politica, in Fiume G. (a cura di), Donne diritti democrazia, Edizioni XL, Roma, 2007, pp. 31-42.

    Prevenzione e cittadinanza, in DWF, volume 4, numero 60, 2003, pp.12-25.

    La demoralizzazione del controllo sociale: Come fare giustizia del diritto?, in Iride, volume 14, n.32, 2001, pp. 103-122.

    La notte non è uguale per tutti: Il circolo virtuoso fra sicurezza e libertà, in Democrazia e diritto, n.3-4, 2000, pp. 240-253.

    Guerra umanitaria e cittadinanza, in DWF, volume 47, n.3, 2000, pp. 30-33.

    Relazioni pericolose, in Democrazia e diritto, volume 36, n.1, 1996, pp. 73-84.

    Veleno e cura, in DWF, n. 26-27, 1995, pp. 7-11.

    Diritto e diritti: un percorso nel dibattito femminista, in Democrazia e diritto, volume 33, n.2, 1993, pp. 3-43.

    Diritto sessuato?, in Democrazia e diritto, volume 33, n.2, 1993.

    Differenza in comune, in Democrazia e diritto, volume 31, n.5-6, 1991, pp. 219-235.

    Tra diritti sociali e cittadinanza. Il movimento delle donne e la legge sulla violenza sessuale, in Problemi del socialismo, n.27-28, 1983, pp. 192-214.

    Movimento femminista, cultura della sinistra e crisi del sistema politico, con M.L. Boccia, in Problemi del socialismo, n.19, sett-dic. 1980.

    Inconscio diversità e progetto in tre libri femministi americani, in Critica marxista, n. 3, 1980.

    Considerazioni sul mito del matriarcato, in Critica marxista, n. 3, 1978.

     

    Link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice

    Video su Moralità e diritti umani delle donne

    Diritto e diritti in Didaweb

    Video dell’intervento al seminario “Femminicidi, ginocidi e violenze sulle donne” organizzato dal Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle donne di Bologna

    La detenzione femminile: caratteristiche e problemi

    Intervista Un antidoto contro l’egemonia 

     

    Siti pertinenti le attività dell’autrice

    Pagina accademica dell’autrice

    Link all’associazione delle giuriste italiane

    Link alla rivista DWF

    Scheda curata da Eleonora Mineo e Valeria Mercandino

  • Silvia Niccolai

    emailButton (1) Mail: sniccolai(chiocciola)virgilio.it

    Nata a Livorno nel 1963, vive a Roma. Dal 1999 insegna Istituzioni di Diritto Pubblico nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari, è ordinaria di diritto costituzionale e cattedra Jean Monnet 2006-2009 di diritto europeo. Le sue ricerche si indirizzano principalmente a due campi: 1) il governo e gli strumenti della governamentalità, comprese le forme post regolatorie e non tradizionali di governance, sia a livello europeo che a livello nazionale e in particolare nel campo delle politiche di coesione sociale e di genere; 2) l’interpretazione costituzionale e la retorica giuridica, specialmente per come emergenti dalla giurisprudenza delle due Corti europee e da quella della Corte costituzionale italiana nel campo dell’antidiscriminazione, dell’uguaglianza di genere e delle relazioni familiari.

    Nei primi anni ’90 è entrata in contatto col pensiero della differenza sessuale, tramite Susanna Lollini, insieme alla quale ha scritto in alcune occasioni su Via Dogana.

    Il pensiero della differenza l’ha aiutata ad analizzare criticamente alcune categorie giuridiche del diritto pubblico, e in particolare quelle della neutralità e della indipendenza. Questa analisi è confluita in un volume dedicato alle autorità amministrative indipendenti.

    Come coautrice del Dizionario costituzionale diretto da Michele Ainis (Laterza, Bari, 2000) ha accettato di scrivere una voce Sesso (anziché, come da lei proposto, Diritto sessuato), per dire due parole contro le pari opportunità.

    Nel periodo più recente i suoi studi si concentrano sul possibile incrocio tra una metodologia storico valutativa del diritto e le prospettive interpretative della differenza sessuale.

    Ha un diploma come arredatrice di giardini.

     

    Bibliografia

    Genere, Non discriminazione, Diritto: quaderno degli studenti dei Corsi Jean Monnet 2006-2009, (a cura di) con R. Lebiu, 2012.

    Dignity in change. Exploring the Constitutional Potential of EU Gender and anti-Discrimination Law, (a cura di) con I. Ruggiu, EPAP, Fiesole, 2010.

    La normativa europea sulle questioni di genere e il contrasto alle discriminazioni viene riscoperta e reinterpretata come fattore chiave per stabilire nuovi equilibri culturali, economici e sociali.

    Il Governo, Laterza, Roma-Bari, 2003.

    “Quali i poteri del governo? Come sono cambiati nel corso del tempo? E come funziona il nostro esecutivo? In un testo articolato in voci, le informazioni essenziali per conoscere la macchina della politica”.

    Delegificazione e principio di competenza, Cedam, Padova, 2001.

    I poteri garanti della Costituzione e le autorità indipendenti, ETS, Pisa, 1996.

    Diritto pubblico. Il cittadino e lo Stato, Zanichelli, Bologna, 1996.

    Indipendenza e autorità nell’ordine costituzionale, ETS, Pisa, 1994.

     

    Articoli e varie

    The Third Movement: Family Life for a Fee In Gender and Migration in Italy: A Multilayered Perspective, (a cura di) Elisa Olivito, ASCHCATE, 2016.

    Il limitato utilizzo del principio di pari dignità sociale nella giurisprudenza costituzionale, in Scritti in onore di Alessandro Pace, Esi, Napoli, 2012.

    Trent’anni dopo Processo per stupro, con M. Pirrone, in Femminile Plurale, Il pensiero, il corpo, le relazioni, le lotte delle donne, Catalogo, a cura di Valentina Origa, Cagliari, 2011.

    Trasformazioni del senso del lavoro e della cura e interpretazione costituzionale, in Cerri, A., Häberle, P., Jarvad, I., Ridola, P. (a cura di) Il diritto tra interpretazione e storia. Liber amicorum in onore di Angel Antonio Cervati, Aracne, Roma, 2011, p. 1-36.

    Comprendere le ragioni dei mutamenti: il costituzionalismo, la new governance e l’ascolto della differenza di genere, in E. Ales, M. Barbera, F. Guarriello (a cura di), Lavoro, welfare e democrazia deliberativa, Giffrè, Milano, 2010, p.81-128.

    La socialità della giustizia nel principio di pari dignità sociale, in Diritto Romano Attuale, 2010/4, p.23 ss.

    Studiare le politiche europee di genere per riscoprire la storicità e la socialità del diritto europeo, in Genesis, 1/2010.

    Regolarizzare Mary Poppins. Lavoro nello spazio domestico e qualità della cittadinanza, con G. Bascherini, in Rivista del Diritto della Sicurezza Sociale, 3/2010, dicembre, pp. 499-534.

    Derecho Antidiscriminatorio, Nuevos Valores de Convivencia y Argumentacion Constitucional, in Revista de Derecho Constitucional Europeo (RDCE), vol. 11/2009, pp. 427/480.

    Controversia disciplina dell’esperienza, in A.Buttarelli e F.Giardini (a cura di) Il pensiero dell’esperienza, Baldini&Castoldi, Dalai, Milano, 2008.

    Oltre la legge 194, in Il Manifesto, 8 marzo 2008.

    La partecipazione politica delle donne in sessant’anni di trasformazioni della politica e delle donne, in C. Novelli Dau (a cura di), La partecipazione politica delle donne a sessant’anni dal voto, Atti del convegno, Cagliari, AISPA, 2007.

    Saldi di buona vita nel tempo della sicurezza (recensione a Tamar Pitch, La società della prevenzione, 2006), in Il Manifesto, 13 gennaio 2007.

    La costituzione europea del genere, in Scritti in onore di Mariella Serra, a cura di M.C. Corrias, Jovene, 2007.

    Il Metodo aperto di coordinamento e la costituzione europea del genere in P. Bilancia (a cura di) Federalismi e integrazioni sopranazionali nell’arena della globalizzazione: Unione europea e Mercosur a confronto, Atti del convegno di Milano, 14-15 dicembre 2005, Giuffrè, Milano, 2006, pp. 209-268.

    Una sfera pubblica piccola piccola. La sentenza n. 27 del 1975 in materia di aborto, in Corte costituzionale Cinquant’anni, Effettività e seguito delle tecniche decisiorie della Corte costituzionale a (a cura di R.Bin, G. Brunelli, A. ,Pugiotto, A. Veronesi), Esi, Napoli, 2006.

    Il tempo di scrivere la propria vita (eutanasia), in Il Manifesto, 23 dicembre 2006.

    Il cognome familiare tra marito e moglie. Com’è difficile pensare le relazioni tra i sessi fuori dallo schema dell’uguaglianza, in Giurisprudenza costituzionale, 2006, I, pp. 558-575.

    I rapporti di genere nella costruzione costituzionale europea. Spunti a partire dal Metodo aperto di coordinamento, in Politica del Diritto, n. 4/2006 dicembre, pp 573-628.

    Interrogating the constitutional jurisprudence from a gendered point of view (recensione), in European Journal of Women’s Studies, n. 13/2, 2005.

    Donne col viso coperto, in Il rispetto delle regole, Scritti degli allievi per Alessandro Pizzorusso, Giappichelli, Torino, 2004, pp. 27-39.

    Aftia ricca di zolle, in Leggendaria, n.3/2003.

    Non per piacer mio. Un appunto sulle azioni positive a favore delle donne in materia elettorale, in Rivista dei consiglieri regionali della Sardegna, n.16/2003.

    Sono una studiosa, in DWF n.3/2000 Stanche di guerra.

    Stato sociale: riflessioni di una giurista, con S.Lollini, Via Dogana n. 10-11/1993.

    Ma in lingua materna non c’è maggioranza. La legge sulle minoranze linguistiche, con S.Lollini, Via Dogana n. 6/1992.

    Violenza sessuale: la messa in scena della legge, con S.Lollini, Via Dogana n. 5/1992.

     

    Link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice

    La legge sulla fecondazione assistita e l’eredità dell’aborto

    Repubblica con ‘altro’ al potere. Una pagina di Vittorini riletta attraverso Hannah Arendt, a proposito del referendum costituzionale e di un male chiamato asimbolia

    Istituzioni maschie e femmine? Riconsiderando lo spoils system della Consigliera nazionale di parità

     

    Link

    Rivista Via Dogana

    Associazione dei costituzionalisti

    Università di Cagliari

    Pagina accademica dell’autrice

     

     

    Scheda curata da Eleonora Mineo e Valeria Mercandino

  • Rosetta Stella

    Vive e lavora a Roma. Femminista, scrittrice e saggista. Studiosa del pensiero della differenza sessuale incrociato alle forme del cristianesimo, soprattutto cattolico. Già collaboratrice del quotidiano L’Unità per la pagina delle religioni e Il Manifesto. Collabora con assiduità a quotidiani e riviste specializzate del settore, sia laiche che cattoliche. E’ stata dirigente nazionale dell’UDI (Unione Donne in Italia) e docente presso il centro culturale Virginia Woolf di Roma. Ha contribuito alla fondazione della rivista Via Dogana della Libreria delle donne di Milano. Già redattrice della rivista Dwf, attualmente fa politica con il “Gruppo del mercoledì”, attivo all’interno della Casa internazionale delle Donne.

    Bibliografia 

    • Divagazioni sul tema del “Noli me tangere”, Marietti, Roma, 2010.

    «Una prostituta, per farla breve, mi è parso che potesse evangelizzare l’amore quando e quanto più esso è lontano e non è trovato. Lei è la donna aperta a tutte le relazioni che mette a guadagno patrimoni di malessere, ingiustizie, violenza, ma anche compassione. È la donna che si presta a tutti gli incontri e si gioca in tutti i compromessi: è la mondana, la donna del mondo per antonomasia». (Dall’introduzione dell’autrice)

    • Sopportare il disordine. Una teologia fatta in casa, Marietti, Roma, 2006.

    Dopo il volume “D’un tratto del tutto. Una femminista alle prese con Dio” (2002), Rosetta Stella raccoglie i saggi e gli interventi pubblici inerenti il suo singolare rapporto con Dio, scritti a partire dal 2000. L’autrice affronta con una buona dose di temerarietà le “questioni ultime” (Dio, l’aldilà, ecc) e la teologia che ne parla, senza essere teologa. Ma lo fa lo stesso, perché ha qualcosa di nuovo da dire. E lo dice in mezzo al magma post laicista, post femminista, post secolarista.

    • D’un tratto. Del tutto. Una femminista alle prese con Dio, Marietti, Roma, 2002.

    • Sul Magnificat, Marietti, Roma, 2001.

    Ha pubblicato molti testi in vari volumi collettanei, tra cui Un autentico timore di Dio, in Il pensiero dell’esperienza, a cura di A.Buttarelli e F.Giardini, Baldini&Castoldi Dalai, Milano, 2008. Il volume è stato tradotto in spagnolo dalla rivista Duoda.

     

    Articoli

    Moltissima parte degli articoli e dei testi a partecipazioni a convegni, relazioni sono rintracciabili nei libri pubblicati, che coprono l’arco dal 1995 al 2005. È in via di pubblicazione una terza raccolta che coprirebbe testi di stessa natura prodotti successivamente.

    • Nota editoriale e Invenzioni quotidiane. Introduzione, con L. Fortini, DWF n.1, 2009.

    • Spe contra spem, Leggendaria, novembre 2008.

    • Privato e pubblico, la confusione morale dei nostri tempi, FuoriLuogo inserto mensile de Il Manifesto, n.9 – 28/09/2008

    • Non fidarsi è male, appartenersi è meglio, con P. Cacioli, DWF, n. 1, 2008.

    • Un filo diretto tra donne e fede, Leggendaria Il corpo e oltre, n.65/2007.

    • Senza titolo , DWF, n. 1, 2007.

    • Un immenso pachiderma che si scrolla i parassiti, Liberazione, 13/01/2006.

    • Religione del Figlio e religione della Madre?, Testimonianze, n.434/2004.

    • A partire dal canto, con F.Giardini, DWF, n. 3-4, 2004

    • Furia e grazia della profezia, DWF, n. 4, 2003.

    • Dissodare nuovi terreni, con F. Giardini, DWF, n. 2-3, 2001.

    • Lontanovicino. Il Dio delle donne: donne sregolate che parlano di Dio, con M. Benedetti, Via Dogana, n. 49/maggio 2000.

    • Libri dagli occhi grandi. Marta Lonzi, Diana, una femminista a Buckingham, recensione, Via Dogana, n. 40-41/dicembre 1998.

    • Equivoci e feticci, DWF, n. 34-35, 1997.

    • Dibattito [Prova d’ascolto: due incontri sulla politica], DWF, n. 16, 1992.

    • A Roma siamo settantatremila, con F. Chiaramonte, Via Dogana, n. 5/giugno 1992.

    • Un petit exemple de l’amour du monde, Via Dogana, n. 1/giugno 1991

    • Mutazione in progress, DWF, n. 7, 1988.

     

    Link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice 

    Beghine, il desco delle anime semplici dal Manifesto del 13/07/2005

    http://www.donneconoscenzastorica.it/testi/recensioni/stellaguarneri1.htm

    Prefazione a Dal profondo. La storia di Ludmila Javorova, ordinata sacerdote della Chiesa Cattolica Romana di M. T. Winter

    http://www.appuntidiviaggio.it/articoli_av/61.pdf

    Un immenso pachiderma che si scrolla i parassiti da Liberazione, 13/01/2006

    http://www.universitadelledonne.it/stella.htm

    Intervento su sesso, potere e denaro alla Casa delle Donne di Roma, 10 ottobre 2009

    intervista per Radio Radicale sulla sua adesione allo sciopero della fame a favore della moratoria contro la pena di morte

    http://www.radioradicale.it/scheda/214761/intervista-a-rosetta-stella-studiosa-femminista-sulla-sua-adesione-allo-sciopero-della-fame-a-favore-della

    intervento del gruppo del mercoledì del 18 aprile 2014

    https://gliocchidiblimunda.wordpress.com/tag/rosetta-stella/

     

    Link

    Collegamento al sito DEA in cui è possibile rintracciare le attività del Gruppo del mercoledì

    http://www.donnealtri.it/

     

    Link ai documenti:

    “Dire no ai giorni del tempo presente”

    http://www.womenews.net/spip3/IMG/doc_manifesto_femm_mercoledi-1.doc

    “Il coraggio di finire”

    http://www.blimunde.it/wp-content/uploads/2009/03/il-coraggio-di-finire.doc

    “Perché due donne si confrontano nel Lazio”

    http://www.donnealtri.it/locale-globale/509-sul-perch–due-donne-si-confrontano-nel-lazio.html

     

    Collegamento al sito della rivista Via Dogana

    http://www.libreriadelledonne.it/Via%20Dogana/viadogana%20home.htm

     

    Collegamento al sito della rivista DWF

    Homepage

    L’autrice nell’archivio della rivista

    http://www.dwf.it/archiviostorico/redazione/stella.htm

     

    Iniziative

    Tra le numerose iniziative, ricordiamo in particolare le ultime con il Gruppo del Mercoledì (oltre a R. Stella: F. Bandoli, M.L. Boccia, E. Deiana, L. Gallucci, L. Paolozzi, I. Peretti, B. Pomeranzi, B. Sarasini, S. Vulterini). Il gruppo ha cominciato a riunirsi prima della caduta del governo Prodi. In occasioni delle elezioni politiche del 2008 ha proposto un Manifesto femminista alla sinistra, discusso dopo la sconfitta nell’incontro pubblico “Dire no ai giorni del tempo presente” il 28/6/2008. L’anno dopo, il 24/5/2009, è stato discusso il documento “Il coraggio di finire”. Riattraversare la fine può rivelarsi un’educazione sentimentale. Nel novembre 2009 è stata pubblicata una Lettera aperta a Pierferdinando Casini.
In occasione delle regionali 2010 hanno proposto un dibattito sul confronto tra due donne nel Lazio.

    Sta collaborando ad un documentario sulla vergine Maria della regista francese Dominique Gros.

    L’autrice ha partecipato al XII Simposio IAPh sul pensiero dell’esperienza: http://host.uniroma3.it/dipartimenti/filosofia/Iaph/donne/stella.html

    Scheda curata da Eleonora Mineo e Valeria Mercandino

     

  • Anna Maria Piussi

    emailButton (1) Mail: annamariapiussi(chiocciola)univr.it

    Docente ordinaria di Pedagogia generale presso il dipartimento di Filosofia Pedagogia e Psicologia dell’Università degli Studi di Verona. Partecipa a molte iniziative e collabora con associazioni, tra le quali “Graphein”, Società di pedagogia e didattica della scrittura, di cui è Vicepresidente.

    Nel 1988 ha costituito presso l’Università di Verona il Gruppo di Pedagogia della differenza sessuale. In quest’ambito ha organizzato diversi gruppi di ricerca, incontri di studio, corsi di aggiornamento, seminari, convegni. Fa parte della comunità filosofica femminile Diotima e del movimento di autoriforma gentile della scuola, fin dal loro inizio. Dal 2000, inoltre, fa parte della rete nazionale spagnola di studiose e docenti universitarie e della scuola “Sofías. Relaciones de autoridad en la educación”, partecipando alla ricerca comune, all’organizzazione di seminari e convegni, e alle pubblicazioni. È membro del comitato scientifico di diversi periodici come: “Bambini”, “Adultità”, “Cooperazione educativa”, “Linguagens, educaçăo e sociedade” e dirige la collana “La prima ghinea. Quaderni per l’educazione”.

     

    Bibliografia

    • L’università fertile. Una scommessa politica, (a cura di), con R. Arnaus, Rosemberg & Sellier, Torino 2009.

    • Due sessi, un mondo. Educazione e pedagogia alla luce della differenza sessuale, QuiEdit, Verona, 2008.

    • Paesaggi e figure della formazione nella creazione sociale, Carocci, Roma 2006.

    • L’incerto crinale. Formazione e lavoro nell’esperienza femminile e nel lifelong learning, Studium Educationis, 2, 2003.

    • La cura tra Stato e mercato. La terza strada: un lavoro pubblico di civiltà, FrancoAngeli, Milano 2000.

    • Educare nella differenza, Centro pedagogia della differenza sessuale, Rosenberg & Sellier 1989

    Saggi in pubblicazioni collettanee

    Farsi nuovo inizio, in M. R. Strollo (cur.), Promuovere la “democrazia cognitiva”, Luciano, Napoli 2014.

    Social Creation, con Antonia De Vita, , In P. Mayo (ed.), Learning with Adults. A Reader, Rotterdam/Boston/Taipei, Sense Publishers, 2013 , pp. 293-307.

    • Interventi vari in Milagros Montoya Ramos (cur.), Escuela y Educación. ¿Hacia donde va la libertad femenina?, Horas y Horas, Madrid, 2002

    • Sulla fiducia in Diotima, Approfittare dell’assenza. Punti di avvistamento sulla tradizione, Liguori, Napoli, 2002

    • Dar clase: el corte de la diferencia sexual in N.Blanco (coord.), Educar en femenino y en masculino, Universidad Internacional de Andalucía, Akal Ed., Madrid, 2001

    • Pedagogia e politica in M. Tarozzi, Pedagogia generale, Guerini e Ass., Milano, 2001

    • Oltre l’uguaglianza: farsi passaggio in AA.VV., Con voce diversa. Pedagogia della differenza sessuale e di genere, Guerini & Ass., Milano, 2001

    • La differenza di essere padri in A. Buttarelli, L. Muraro, L. Rampello, Duemilauna. Donne che cambiano l’Italia, Nuove Pratiche ed., Milano, 2000

    • Sapere di sapere, con L. Bianchi e G. Bernabo, Rosenberg & Sellier, Torino 1995

    • È un procedere arduo in Diotima, Il cielo stellato dentro di noi. L’ordine simbolico della madre, La Tartaruga, Milano, 1992

    • Un mondo che asseconda la nascita in L. Cipolloni (a cura di), Bambine e donne in educazione, FrancoAngeli, 1991

     

    Articoli e varie

    Come fili d’erba, “Pedagogika.it”, XVII, 2, 2013, pp. 74-70.

    No puede existir una pedagogía, sino es una pedagogía de la diferencia,

    «ARGONAUTAS», vol. III° , n. 3 , 2013 , pp. 200-221.

    Volver a empezar. Entre vida, política y educación: prácticas de libertad y conflictos fecundos, «Duoda», n. 45, 2013 , pp. 22-51.

    Più del potere, l’autorità, in A. Ascenzi, A. Chionna (cur.), Potere, autorità, formazione, Progredit, Bari, 2012, pp. 24-41.

    Disfare la trama della violenza maschile tessendo un altro ordine di rapporti e di civiltà,«AUR&S» , n. 7-8 , 2012 , pp. 408-411.

    Fedeltà a sé e gusto dell’intero, in Cipollone L., Educare alla differenza, Morlacchi, Perugia 2012 , pp. 25-33.

    Immaginazione e rigore, in P. Iorio e F. Toriello (cur.), Educare alla cittadinanza democratica , Ediesse, Roma 2012, pp. 179-186.

    Il senso libero della libertà. La posta in gioco di una civiltà desiderabile, “Encyclopaideia”, XV, 29, 2011, pp. 11-45.

    Università fertile, “ESSE Newletter Aislo”, 48, 2011, pp. 14-15.

    La vida en l’arrel de l’educació, “Quaderns d’Educació Contínua”, 26, 2011, pp. 5-16.

    • Ricerca femminile nelle università del presente, Orientamenti pedagogici: rivista internazionale di scienze dell’educazione, Società editrice internazionale 2011

    • Higher education in Europe: A comparative female approach, con Remei Arnaus, Research in Comparative and International Education, Symposium Journals 2010

    • El sentido libre del ser universitarias en el presente, con Remei Arnaus Morral, DUODA: estudis de la diferència sexual 2009

    • De ida y vuelta. Dar un rodeo con la escritura en máster online, Duoda 32/2007 (trad.it. Fare un giro più lungo con la scrittura in un master on line, Diotima Per amore del mondo/2007)

    • La maternità tra realtà e desiderio, Diotima Per amore del mondo/2006

    • Approfittare della liberta’ femminile. Dare anima e corpo al lavoro e alla formazione in tempi di postfordismo, Diotima Per amore del mondo 3/2005

    • Se non ora, quando? in Senso della politica e fatica di pensare, Atti Convegno Internazionale di Bologna 7-9 nov. 2002, Clueb, Bologna 2003

    • Re-incontrare l’origine, in Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile (cur.), Nati da donna, Thélème, Torino 2002

    • Il sapore del vivo, Bambini, nov. 2001

    • El sentido libre de la diferencia sexual, “Cuadernos de Pedagogía”, 306, 2001 (anche in “Géneros” , 29, 2003, Universidad de Colima, Mexico)

    • Una straordinaria ordinaria, in ViaDogana, 52-53/dicembre 2000

    • La formazione tra adulte come pratica politica e pedagogica, Report, Seminario internazionale organizzato all’Università di Verona, Verona 2000

    • Partir de sí: necesidad y deseo, “Duoda”, 2000, 19

    • Dalla lingua materna, “École”, 80, 2000

    • Come sono. Viste da due vecchie, in Via Dogana, n. 44-45/settembre 1999

    • Le dimissioni di Anna Maria Piussi dal comitato pari opportunità, in Via Dogana, n. 13/ nov-dic. 1993

    • Risposte di uomini alla rivoluzione femminile, in Via Dogana, n. 9/ mar-apr. 1993

    • Il costituirsi nella nostra soggettività morale, DWF, 1989, n. 9

     

    Link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice

    Rizoma freireano 7. Universita’: fare della crisi un‘opportunità

    http://www.rizoma-freireano.org/index.php/rizoma-freireano-7-universita-fare-della-crisi-unopportunita–anna-maria-piussi

    La sapienza della relazione viva La disponibilità a sporcarsi mani, cuore e testa. Note, riflessioni, dialoghi il cui tema centrale è quello di pensare liberamente le relazioni tra donne e uomini, attraverso l’uscita dagli universi immaginari reciproci.

    http://www.europeanphd.eu/public/caffe/A.M.Piussi.pdf

    Link per scaricare l’articolo Approfittare della libertà femminile. Dare anima e corpo al lavoro e alla formazione in tempi di postfordismo

    http://www.diotimafilosofe.it/down.php?t=3&id=89

    De ida y vuelta. Fare un giro più lungo con la scrittura in un master on line

    (italiano) http://www.diotimafilosofe.it/down.php?t=3&id=119

    (spagnolo) http://www.diotimafilosofe.it/down.php?t=3&id=216

     

    La maternità tra realtà e desiderio

    http://www.diotimafilosofe.it/down.php?t=3&id=119

     

    Recensione a L’università fertile di Bruno Maida

    http://menodizero.eu/attachments/article/236/allegato_aeruou.pdf

     

    recensione a Paesaggi e figure della formazione nella creazione sociale

    http://www.topologik.net/A.MARIA_PIUSSI.htm

     

    Link

     

    Pagina personale sul sito dell’università di Verona

    http://www.dfpp.univr.it/?ent=persona&id=446&lang=it

     

    Pagina personale sul sito di Diotima

    http://www.diotimafilosofe.it/bio_annpiu.html

     

    Iniziative

     

    • Insegna nel programma del Master in Filosofia di Trasformazione all’Università di Verona (2012-2014)
    • Convegni Nazionali tenuti presso l’Università di Verona:
    • “Donne e uomini reinventano il presente educativo” http://cesdef.wordpress.com/2014/04/ (Aprile 2014)
    • Ha progettato insieme con l’Associazione Mimesis di Verona il Master di II° livello “Educatrici imprenditrici”, finanziato dal FSE (Regione Veneto), e ne è stata la responsabile scientifica, e docente (Università di Verona, a.a. 2001-2002).
    • “Essere padri. Passato, presente, futuro” (Verona, 7 dic.1996).
    • “Educare nella differenza” (Verona, 14-16 sett. 1990)
    • Ha contribuito alla ideazione e realizzazione del I° Convegno di pedagogia della differenza sessuale nell’ambito dell’educazione infantile :“Alla luce della differenza in fiore” promosso da Comune di Terni, Regione Umbria, Gruppo Nazionale Nidi Infanzia,Terni 20-21 ott. 1989
    • “Perchè una tradizione si affermi” (Verona, 21-22 maggio 1988)
    • Ha organizzato con il Gruppo Nazionale Nidi-infanzia, il Comune di Terni e la rivista “Bambini” il premio Laura Cipollone, e ne cura la realizzazione come membro del comitato scientifico.
    • Coordina il gruppo di ricerca “Voci maestre”, mirante ad individuare le connessioni tra saperi pratici, saperi teorici e saperi dell’esperienza in professioni educative e di cura di cui sono protagoniste donne, per far emergere gli elementi strutturali della loro maestria.

    Scheda curata da Eleonora Mineo e Valeria Mercandino

  • Feminist Theology: Listening, Understanding and Giving Answer in a Secular and Plural World – Salamanca, 24-28 agosto 2011

    14° convegno AFERT/ESWTR, Salamanca, 24-28 agosto 2011

     

    Di cosa parlano un centinaio di donne interessate alla teologia e femministe? Ma di politica, ovviamente. Delle immigrate del quartiere lavapies di Madrid e della situazione in Palestina, dei femminicidi a Ciudad Juarez (Messico), delle pratiche di riappropriazione delle donne musulmane e dell’ecofemminismo. Forse potrebbe non essere quello che ci si aspetta da un convegno di teologhe femministe (anche se, in realtà, la teologia femminista è in parte legata alla teologia della liberazione, nella quale a sua volta la componente politica è preponderante). Di fatto il 14° convegno della ESWTR ha in parte confermato in parte completamente stravolto le attese, non saprei dire se più l’una o l’altra.

    Sicuramente è stato interessante, già a partire dalla sua organizzazione. La cura con cui sono stati pensati alcuni dettagli è già di per sé un segno della sapienza di queste donne. Per fare qualche esempio: erano previsti più gruppi e momenti di discussione a seconda dei propri interessi di ricerca e del gruppo di origine, così da facilitare al massimo l’incontro e lo scambio in più direzioni. Ciascuna di noi ha ricevuto, inoltre, un “big book” con le schede personali di tutte le partecipanti, così da poter allacciare e mantenere i contatti al di là del convegno, anche con chi non si è avuto occasione di conoscere lì per lì. E altro ci sarebbe da aggiungere sulle cene, l’arte, i rituali…

    Ma oltre gli aspetti tecnici, che pur hanno una loro rilevanza, il convegno si annunciava interessante a partire dal titolo scelto per quest’anno Teologia femminista: ascoltare, comprendere e rispondere in un mondo secolare e plurale. Che l’europa sia plurale è emerso in maniera evidente già dalla varietà di approcci presentati, ed è qui, a mio avviso, il punto davvero vivo e vitale di questo incontro: la teologia è fortemente determinata dalla filosofia di riferimento – e in un certo senso anche il femminismo lo è – ed entrambi hanno a che fare in maniera più o meno diretta con la politica, sia come vivere comune che come politica istituzionalmente intesa.

    Più e oltre i contenuti dei singoli interventi, che nella loro specificità interessano soprattutto le addette ai lavori, quello che si pone a confronto sono gli esiti delle vicende personali e politiche nelle aree di provenienza (si può immaginare la distanza tra paesi con forte tradizione cattolica come Italia e Spagna e paesi come l’Inghilterra o la Germania), le potenzialità e i limiti dei femminismi e non solo (la teoria queer si è confermata come una delle più interessanti, e come sempre, delle più destabilizzanti), le possibilità di immaginare un mondo comune a partire dalle proprie radicalità.

     

    Il convegno è stata anche l’occasione per festeggiare il 25° compleanno dell’ESWTR e, curiosamente, anche dell’associazione MUJERES y TEOLOGIA, del Col-lectiu de Dones en l’Esglesia di Barcellona e del FEM (Foro de Estudios sobre la Mujer) di Madrid: un elemento di ricchezza in più che ha permesso di ripercorre il cammino percorso in questi anni, tirare le fila di tanto lavoro fatto e continuare ad entusiasmarsi, con un pensiero a tutte quelle donne che hanno aperto la strada quando sembrava sovversivo anche solo pensarlo.

    report di Sigridur Gudmarsdottir, Pastor and researcher Gudridarkirkja, Grafarholt, Reykjavík (in inglese) http://www.eswtr.org/uploads/report-gudmarsdottir-conference-in-salamanca.pdf

     

    report di Esperanza Bautista Parejo, riferimento ESWTR per la Spagna. Socia ESWTR, EFETA, ATE (Madrid) (in spagnolo)

    http://www.efeta.org/ES/gpermanente.php  (Texto publicado en Adital.com)

     

    articoli e commenti al congresso (in spagnolo):

    http://www.mujeresyteologia.com/2011/08/el-congreso-de-mujeres-esuropeas-teólogas-ha-sido-un-éxito.html

    http://www.mujeresyteologia.com/2011/08/eswtr-congreso-salamanca-2011-espacios-de-diálogo-y-encuentro.html

     

     

    Report a cura di Eleonora Mineo

     

  • Eleonora MINEO – Il cibo come oggetto filosofico. Uno studio

    Relatrice: Prof.ssa Federica Giardini
    Correlatrice: Prof.ssa Francesca Brezzi
    Università degli Studi Roma Tre
    Facoltà di Lettere e Filosofia
    Anno accademico 2008/2009
    Tesi in FILOSOFIA POLITICA
    mail: eleonoramineo(chiocciola)iaphitalia.org

     


     ABSTRACT

    Mangiare è un universale e l’universale, si sa, piace alla filosofia. Ma allo stesso tempo ha a che fare con il corpo, che piace meno alla filosofia, se non come corpo pensato, astratto, che però non mangia. Così come la sessualità, altro universale incorporato che non a caso gli si accosta di frequente, il mangiare oltrepassa la questione biologica e si apre alla dimensione del senso. È un gesto carico di significati, ed il cibo è la materia di questo gesto.
    La filosofia, da Platone a Nietzsche, ha sempre fatto i conti con il cibo, inteso sia come bisogno primario del corpo, sia come metafora di ciò che nutre l’umano. Cionostante, ai loro scritti sul cibo è stata tendenzialmente accordata solo un’importanza marginale nel canone filosofico occidentale. L’ipotesi proposta è che questo apparente scarso interesse sia dovuto alla separazione tra corpo e ragione che ha segnato la filosofia fin dai suoi inizi, e che ha relegato in secondo piano tutti quegli aspetti della vita umana legati alla corporeità. Come le donne ben sanno, questa separazione non è senza conseguenze.
    La differenza tra uomini e donne ha un ruolo nella definizione di cos’è cibo e qual è il nostro modo di viverlo, non solo perché le donne sono state per lungo tempo nella storia le protagoniste della maggior parte delle attività che hanno reso possibile all’umanità il nutrimento quotidiano, ma anche perché questa esperienza le ha rese competenti in materia e ha permesso loro di acquisire un sapere che oggi conosce riformulazioni e redistribuzioni radicali. Inoltre, senza lo sguardo messo a disposizione dall’esperienza del femminismo della differenza, non sarebbe stato possibile pensare un’impresa come lo studio del cibo come oggetto filosofico.
    L’approccio filosofico ha permesso di interpretare il cibo attraverso l’utilizzo di alcune categorie – soggettività, relazione, natura – che appartengono alla storia del pensiero occidentale, gettando una luce del tutto particolare su un argomento apparentemente ordinario seguendo come filo conduttore la messa in gioco del confine.

    1. Il primo confine è quello che il soggetto cerca di stabilire tra sé e l’esterno: un confine che potremmo definire mobile, costantemente negoziato e rielaborato. Tramite l’atto alimentare, noi diventiamo ciò che mangiamo; assumendo il cibo assimiliamo il mondo e di conseguenza l’atto di mangiare «è sia banale, sia carico di conseguenze potenzialmente irreversibili» (1)
    2. L’analisi della soggettività fa emergere l’inevitabile presenza dell’altro all’interno della relazione con il cibo, a partire dal corpo materno fino alla comunità alimentare alla quale l’individuo sente di appartenere e che contribuisce a definire. Allo stesso tempo, in questo processo, si attuano dei processi di identificazione che spostano l’alterità ancora una volta verso l’esterno, istituendo nuovi confini.
    3. A minacciare lo statuto dell’umano è anche il confronto con l’animale, con il quale condividiamo l’esigenza del nutrimento: come in altri ambiti, anche in relazione al cibo l’umano si è costantemente impegnato nell’elaborazione di strategie e nella ricerca di alcuni elementi che potessero indicare in maniera definitiva il proprio specifico rispetto all’animale. La donna, la cui posizione nella storia ha spesso coinciso con quella dell’animale, si colloca in maniera del tutto peculiare nei confronti della questione, con effetti rilevanti dal punto di vista politico.

    Insomma, pare che la nostra relazione con il cibo sia complessa a sufficienza perché la filosofia possa occuparsene per trarne qualcosa di utile o di interessante. Come sostiene Derrida, infatti, la questione non è, né mai lo è stata, “mangiare o non mangiare, mangiare questo e non quello, il vivente o il non vivente, l’uomo o l’animale”, quanto – nella nostra relazione con il cibo, ma non solo – “la migliore maniera, la più rispettosa e la più riconoscente, la più adatta così a rapportarsi all’altro e a rapportare l’altro a sé.” (2)

    Note 
    1) C. Fischler, L’onnivoro. Il piacere di mangiare nella storia e nella scienza, Mondadori, Milano 1992, p. 279
    2) J. Derrida, Bisogna ben mangiare

    INDICE

    Introduzione

     

    Introduzione

    I – ALLE PRESE CON IL CORPO

    Il cibo e la filosofia, una questione di confine

    Ipse alimenta sibi

    • Il corpo conteso. Filosofia e medicina
    • Il corpo escluso. Filosofia come conoscenza
    • Il governo del corpo. Filosofia e politica

     

    II – SOGGETTIVITÁ

    Sul crinale del soggetto “carnofallologocentrico”

    • Il soggetto che mangia
      > Mancanza e desiderio
      > Incorporare
      > Cannibalismi
    • L’Altro

    III – RELAZIONI

    A partire dalla madre

    • Gravidanza. L’ospite atteso
    • Allattamento. Il latte e la lingua
    • Svezzamento. Civilizzare il barbaro

    Comunità

    • Comunità (alimentari) inventate
    • Radici e migrazioni
    • Minacce

    IV – CONFINI

    Umano/animale

    •  Barriere

    Cultura/natura

    • La parte del fuoco
      > Donne e uomini cuociono
    • Intermezzo. Non barriere ma soglie
      > L’intelligenza del corpo
      > Cielo, terra e Ren. Una cosmologia cinese
      > Uomini di mais. Una cosmologia planetaria

    Norme/fatti

    • Considerazioni cosmo-politiche
      > Perdita di conoscenza
      > La sicurezza del cibo

    V – Il MONDO ALLA PROVA DEL CIBO

    • Sacra facere
    • Multiversum
    • Fame e digiuno
    • Una nuova soglia

    Conclusioni

    Bibliografia

  • L. Irigaray, Il mistero di Maria – R. Stella, Noli me tangere

    L. IRIGARAY, Il mistero di Maria, edizioni Paoline, Milano 2010, pp.58
    R. STELLA, Divagazioni sul tema del Noli me tangere, Marietti 1820, Milano 2010, pp.125
    Durante la presentazione a Roma del suo ultimo libro, Al mercato della felicità, Luisa Muraro ha parlato del lavoro del pensiero delle donne come costruzione di una casa in cui possa abitare la libertà femminile. Il libro di Rosetta Stella e quello di Luce Irigaray costituiscono per me un parte preziosa di questa casa: per me, credente, e praticante del pensiero della differenza, questi due librini danno contorni ad un luogo in cui posso stare e trovare quiete. Non perché siano pacificanti, ma anzi proprio perché aprono una possibilità ulteriore di riflessione.
    I due libri hanno qualche somiglianza e molte differenze, e le une e le altre non sono di poco conto. Per cominciare a parlarne, però, devo parlare delle due donne che ne sono protagoniste: Maria e la Maddalena. Portano lo stesso nome, ma soprattutto sono accomunate da una relazione singolare con Gesù, ovvero una relazione singolare con un uomo e con il divino. Sono infine simmetricamente presenti nella sua storia incarnata – l’una alla sua nascita, l’altra alla resurrezione ed entrambe sotto la croce  –  testimoni della sua corporeità umana.
    L’andamento dei due testi è quasi opposto: Il Mistero di Maria ha un sua compiutezza nel mettere in luce alcuni aspetti inediti rispetto a questa figura femminile (il mistero a cui si fa riferimento infatti è Maria stessa, non il fatto dell’incarnazione), le Divagazioni sul tema del Noli me tangere sono dichiaratamente altro. Ad ogni modo, leggendoli, l’impressione che se ne ha è che la lingua si adatti all’argomento messo a tema: quella di Irigaray sembra voler accogliere nel suo procedere il respiro ed il silenzio di Maria, il testo di Stella, invece, rispecchia la necessità della scena di giungere ad una ricomposizione, che però non è già data ma il cui risultato sta alla capacità dei due protagonisti di ascoltare il desiderio dell’altro, dell’altra.
    Entrambe leggono la differenza laddove è possibile trovarla da sempre – nei racconti e nelle figure della Sacra Scrittura – e da sempre ignorata, un po’ per cecità, un po’ per mala fede. Questo permette loro di riprendere riferimenti consueti e di riproporli sotto una luce nuova: Maria, ad esempio, è ancora la controparte di Eva, ma nella prospettiva di Irigaray il peccato originale può essere interpretato come incapacità a coltivare il proprio respiro, a “trasformarlo a poco a poco in amore, in ascolto e parole, in pensiero”. È proprio ciò che fa Maria, permettendole di accogliere l’annuncio dell’angelo e di generare unendo il suo soffio a quello divino. Non è un caso, d’altronde, che la riflessione su Maria ruoti attorno all’integrità del suo respiro, e che nelle divagazioni al contrario si abbia quasi la sensazione di poter percepire lo stare dei corpi l’uno di fronte all’altro. Il testo di Rosetta Stella è un vero e proprio corpo a corpo, attraverso il quale l’autrice discute dell’amore e della morte, dell’amore che attraversa la morte, insomma dell’esistenza confini compresi. I corpi di cui parla non sono, dunque, solo quelli di Maria Maddalena e di Gesù, ma anche quelli di questa vita presente, a partire dal corpo dell’autrice stessa a sua volta alle prese con altri corpi.
    I due testi prendono vita attraverso operazioni diverse: Rosetta Stella sta all’interno della tradizione cristiana, e più specificamente cattolica, mentre Luce Irigaray fa riferimento anche ad altre tradizioni. Non si tratta di stabilire quale delle due sia più riuscita – entrambe lo sono rispetto a quanto si propongono – ma di mettere in rilievo il valore che le accomuna. Nel discorso religioso, come altrove del resto, il rapporto tra i sessi è sempre nodo centrale su cui si gioca la possibilità della convivenza tra uomini e donne, con i suoi tentativi di individuare ordini e disordini, affinché si possa essere se stessi, davvero liberi e felici. È un discorso politico, dunque, nel senso ampio e pieno in cui l’ha inteso il pensiero delle donne. Dare significato alla differenza è un modo per mostrare l’agire di Maria e della Maddalena come esempi di relazioni consapevoli delle identità sessuate. Sono donne capaci di accogliere e rispettare l’altro, dargli ospitalità fin dentro di sé, e allo stesso tempo capaci di sostenere il distacco, di concedere il dono di lasciarlo andare. Maria e la Maddalena, indicate per lungo tempo come immagine del destino delle donne – gli unici due destini possibili: la vergine/madre e la prostituta – ci vengono restituite da Irigaray e Stella risignificate. Liberando loro dell’interpretazione entro cui erano state costrette, liberano la forza dirompente del porsi della loro differenza e riconquistano uno spazio di libertà femminile.

    Eleonora Mineo

     

  • Primo incontro – Intervento di Eleonora Mineo

    Giusto alcune considerazioni, un po’ frammentarie e slegate tra loro, sollecitate dall’introduzione dalla presentazione e dalle prime pagine di questo testo.

    Innanzitutto una annotazione. Simone de Beauvoir esordisce sottolineando che il soggetto del suo libro – la donna – è irritante soprattutto per le donne, e Federica ci ricordava come ancora oggi persista un atteggiamento di fastidio. Io credo che molte dicano “Io non sono femminista” senza sapere, di fatto, cosa voglia dire “femminismo”, senza conoscere i femminismi.

    È vero anche che il femminismo viene continuamente decretato morto, ma io credo che finché ci sono io, che ho bisogno del femminismo, il femminismo continua ad esistere.

    A proposito dell’analisi che de Beauvoir fa, di come il soggetto sia già stato trattato in lungo e largo, mi è venuta in mente un’immagine che racconta Virgina Woolf in Una stanza tutta per sé: si trova nella biblioteca del British Museum e scopre che ci sono un’infinità di libri sulle donne, mentre le donne non scrivono libri sugli uomini, e si chiede il perché di tanto interesse. Sono delle pagine molto interessanti, ancora oggi.

    C’è un’altra cosa che mi ha colpito: Federica diceva che la differenza tra il femminismo degli anni 70 e quello di Simone de Beauvoir è che lei lavora in solitaria. Mi chiedo: cosa le ha dato l’autorità che ha, dove ha trovato la forza per autorizzarsi a prendere parola e farlo in questo modo? Io ho imparato dalla politica delle donne che il riconoscimento dell’altra è fondamentale per autorizzarsi a prendere parola e per riconoscersi autorevolezza, e così è stato anche nella mia esperienza. Dunque mi chiedo: lei da dove trae questa risorsa? Me lo chiedo perché penso sia importante e utile capirlo, soprattutto oggi che non è detto che una donna incontri altre donne in una relazione di questo tipo.

    E’ interessante che Simone de Beauvoir faccia un po’ un’analisi linguistica, perché questo del linguaggio sembra essere un lavoro sempre da rifare: anche le femministe degli anni 70 hanno lavorato tantissimo sul linguaggio, smascherandone la presunta neutralità e riappropriandosi delle parole, e ogni volta negli incontri tra donne sembra si debbano negoziare ancora una volta i significati. Penso anche all’impatto del queer, ad esempio, dal quale nasce ancora una volta l’esigenza di chiarire il rischio dell’essenzialismo quando si parla della donna.

    Infine un’ultima considerazione: giustamente si diceva di come nella storia del pensiero, nel passaggio attraverso il quale l’uomo si è pensato come soggetto neutro universale, la donna sia diventata l’Altro. E nel pensiero politico l’Altro è o il soggetto da integrare, cioè da far diventare simile, o il nemico. Addirittura Schmitt fa del nemico una categoria fondamentale della politica. Però nel frattempo c’è stata anche la storia del pensiero delle donne, che hanno cominciato a pensare e praticare una politica diversa, che non si fonda sull’inimicizia, che non sta alla logica hegeliana dell’antitesi e del superamento, ma anzi tiene insieme la differenza. Credo che questo, rispetto alla posizione di Simone de Beauvoir, possa essere un guadagno nel rapporto tra i sessi.