Author: angela-lamboglia

  • Delfina Lusiardi

    emailButton (1) Mail: delfinalusi(chiocciola)gmail.com

    Nel 1987 fonda insieme ad altre l’Università delle donne Simone de Beauvoir di Brescia. Collabora con il centro internazionale di studi e terapie per la salute delle donne Metis Medicina e Memoria, con la comunità filosofica Diotima dell’università di Verona e con l’Associazione volontarie del Telefono Rosa di Mantova. Collabora anche con la libreria delle donne di Milano, scrivendo per i quaderni di Via Dogana, e con il consultorio familiare di Via Milano. Il suo impegno intellettuale e la pratica politica, attraverso l’attivazione di corsi e laboratori, sono stati a lungo rivolti al tema della capacità femminile di mediazione e alla sua rilevanza al fine dell’integrazione interculturale.

     

    Bibliografia

    • D. Lusiardi, A. M. Piussi, “E la vita cammina quasi dritta”. Un laboratorio di narrazioni pazienti, QuiEdit, Verona,  2015.

    Questo libro è frutto di un itinerario di ricerca realizzato con donne in una particolare fase della loro vita: l’essere madri, fare le madri di adolescenti alle prese con una crisi di sviluppo più o meno grave. Al centro sono le loro voci che tessono pazientemente i fili di una narrazione che costringe, e nello stesso tempo aiuta, a riattraversare l’oscurità vissuta, nella quale il dolore esistenziale delle figlie le ha trascinate.

    • Tra una partenza e l’altra, Secondorizzonti, Brescia, 2007.

    Questo testo è una biografia essenziale dell’autrice.

    • Demetra e il figlio della regina, in “L’ombra della madre”, Diotima, Liguori Editore, 2007.

    Nel libro viene messa a tema una delle questioni che più hanno coinvolto il femminismo e il rapporto politico tra le donne, ovvero il legame con la madre. Su questo si è giocato nel passato recente il significato stesso di libertà femminile. In particolare viene indagato l´aspetto oscuro del rapporto con la madre. Si tratta dell’enigma della vicinanza del materno, che si mostra come qualcosa di indefinito e illimitato, che sta tra la madre e la figlia e che si può veder proiettato, se pure in forma diversa, nei legami delle donne fra loro.

    • D. Lusiardi, P. Marelli, Il bagaglio invisibile. Storie di vita e pratiche di mediazione interculturale, Unicopli, 2007.

    Il bagaglio invisibile è un corso che si è tenuto a Brescia all’interno del progetto equal assist dal gennaio al dicembre 2003 rivolto a donne straniere adulte, con una buona conoscenza della lingua italiana parlata e scritta, in possesso di un livello di istruzione superiore.  Destinato alla formazione di mediatrici culturali, si è configurato come un percorso di ricerca teso a valorizzare, mettendola al centro del lavoro comune, l’esperienza di ciascuna donna partecipante, il suo sapere e saper fare spontaneamente da ponte tra la cultura d’origine e le altre culture. Il libro e il cd raccolgono le tesi che sono state realizzate a conclusione del corso.

    • AAVV, a cura di Delfina Lusiardi, Le donne e il cancro al seno, Metis Medicina e Memoria, 2004.

    I contributi di terapeute e terapeuti, psicanaliste, filosofe raccolti in questo quaderno riguardano il linguaggio dei corpi delle donne nell’in-contro con il cancro localizzato al seno, l’immaginario che precede e ne consegue, il senso delle richieste e dei movimenti di cura. Sono il risultato di ricerche promosse da Metis e di conoscenze ricavate da una pratica di cura e di attenzione all’esperienza viva e intima delle pazienti.

    • Potevamo prestare parole, in Piccole ballate. Pensieri in forma poetica di donne ucraine, Editrice La Rosa, Brescia 2003.

    Questo libro raccoglie poesie dedicate alle donne ucraine emigrate in Italia e al loro viaggio, descritto da Delfina Lusiardi come una vera e propria odissea femminile.

    • Lontano dalle strade battute, Metis, Milano, 2000.

    Questo testo, scritto durante il periodo della malattia al seno, esprime l’esigenza di ricercare il silenzio e la solitudine, e di utilizzare la scrittura quotidiana come pratica per sentirsi e autoconoscersi.

    • AAVV, Corpi soggetto. Pratiche e saperi di donne per la salute, Franco Angeli, 2000;

    Oggi i corpi di tutti sono usati dalla scienza come corpi-materia o aggregati di organi e funzioni. Non rientrano nell’osservazione medica e nei protocolli di ricerca i corpi complessi, che hanno parola, percezione, sentimento, intuizione, espressione: corpi che pensano e si emozionano, corpi che hanno relazione con il mondo, che si muovono nello spazio, corpi che traspaiono nel gesto.”Inizia così, dalla riflessione sull’uso dei corpi delle donne in medicina il cammino di ricerca, il farsi di un sapere femminile consapevole del dis-valore di genere in campo scientifico: dal sapere sul corpo al tener conto – nella pratica medica e nell’elaborazione della conoscenza – della soggettività, della relazionalità che si esprime attraverso i corpi

    • AAVV, Fuori dal riparo: l’io e il noi nell’esperienza e nella narrazione, I gesti e i sentimenti. Le donne nella resistenza bresciana, Brescia, 1990.

     

    Articoli 

    • Ma c’è la vita – Saperi di donne sulla relazione terapeutica. Quaderno di Metis Ingraf., Milano, 2007.
    • La cura della vita e il pensiero della guerra, in “l’Unità”, 17 maggio 2003.
    • Lotta al terrorismo. Imparare dalle donne di Algeria, intervista a Zazi Sadou, in “Via Dogana”, n.58/59, Milano, 2001
    • La memoria necessaria alle nostre coscienze, in Quaderni della Fondazione Micheletti, n.11, Brescia, 2000.
    • L’utopia di Cassandra, inGuerre che ho visto”, Quaderni di “Via Dogana”, 1999.
    • Virtù quotidiane, virtù politiche. Le donne in un mondo lacerato dalle guerre, in AB, supplemento al n.42, Grafo, Brescia, 1995.

    Articoli on line

    Parole di Giustizia 2014, Pasquale De Sena discute con Silvia Niccolai ed Elena Paciotti

     

    In armonia con la natura. Un altro sguardo sulla menopausa

    http://www.consultoriofamiliare.org/iniziative_dett.php?id_iniziative=57

    Intervento dell’autrice al Convegno nazionale “Curare ed essere curati: un’opportunità, un diritto” pubblicato sul sito Internet del Centro di documentazione e studi delle donne di Cagliari.

    http://www.cdsdonnecagliari.it/?Title=Dare-parole-al-sapere-della-vita-quotidiana&PID=76

    Intervento dell’autrice sul tema della malattia come esperienza del negativo pubblicato sul sito Internet del Centro di documentazione e studi delle donne di Cagliari.

    http://www.cdsdonnecagliari.it/?Title=L%27esperienza-del-negativo—Il-corpo-malato&PID=10

    Donne con le ali. Intervento di Delfina Lusiarsi e Giannina Longobardi sul dialogo interculturale, Diotima, Verona 23 novembre 2001

    http://www.url.it/donnestoria/incontri/donneali.htm

    Stralcio dell’articolo Una lingua differente, pubblicato su Fare Pace dove c’è Guerra, “I Quaderni di Via Dogana”, Libreria delle Donne di Milano

    https://sites.google.com/site/comunicarelastoria/Home/insegnarecomprensione

     

    Link

     

    Pagina dedicata all’autrice sul sito Internet della Comunità filosofica di Diotima.

     

     

    Scheda curata da Angela Lamboglia, Valeria Mercandino e Lavinia Agostinelli

  • Maria-Milagros Rivera Garretas

    emailButton (1) Mail: milagrosrivera(chiocciola)ub.edu

    Laureata in Storia e in Filologia moderna, vive a Barcellona dove insegna Storia medievale. Ha creato una fitta rete di relazioni tra donne partendo dal Centre de recerca de dones e attraverso la rivista “Duoda”. Da anni ha un intenso rapporto di scambio con la rivista “Via Dogana” e con la comunità filosofica femminile Diotima.

    Bibliografia in italiano

    Donne in relazione. La rivoluzione del femminismo, Liguori, Napoli 2007.

    Bibliografia
    •  Mujeres en relaciòn. Feminismo 1970-2000, (Icaria Editorial, 2003), Donne in relazione. La rivoluzione del femminismo, Liguori, 2007
    • La diferencia sexual en la historia. Valencia, Publicacions de la Universitat de València, 2005
    • Juana de Mendoza (h. 1425-1493). Madrid, Ediciones del Orto, 2004
    • Nominare il mondo al femminile, trad. di Emma Scaramuzza, Editori Riuniti, 1998
    • El fraude de la igualdad. Los grandes desafíos del feminismo hoy. Barcelona, Planeta, 1997
    • El cuerpo indispensabile. Significados del cuerpo de mujer, Madrid, Horas y horas, 1996

    Articoli

    I due infiniti: la materia prima e Dio
    http://www.ub.edu/duoda/diferencia/html/it/secundario10.html

    Nominare il mondo al femminile. Premessa e conclusioni in La deportazione femminile. Vissuto e pensiero dell’esperienza dei lager nazisti
    http://www.bobbato.it/fileadmin/grpmnt/1133/dedicata_a_MILAGROS.pdf

    La vita e la non vita: peste e morìe
    http://www.ub.edu/duoda/diferencia/html/it/secundario28.html

    Né donne private né donne pubbliche: il personale è politico
    http://www.ub.edu/duoda/diferencia/html/it/secundario11.html
    Maria-Milagros Rivera Garretas per DWF
    http://www.dwf.it/archiviostorico/autori/rivera.htm

    Dove finisce la politica, dove comincia il lasciar fare, Via Dogana
    http://www.libreriadelledonne.it/Via%20Dogana/testi/vdog_86c.htm

    Per l’elenco completo delle pubblicazioni si rimanda al sito personale dell’autrice
    http://www.mariamilagrosrivera.com/home.htm

    Link

    Sito dell’autrice
    http://www.mariamilagrosrivera.com/home.htm

    Duoda – Centro de investigación de mujeres
    http://www.ub.es/duoda/

    Pagina sul sito del XII Simposio Iaph, tenutosi a Roma nel 2006, contenente il testo dell’intervento di Maria Milagros Rivera Garretas in spagnolo
    http://host.uniroma3.it/dipartimenti/filosofia/Iaph/english/women/rivera_eng.html

    Intervista rilasciata dall’autrice a Server Donne
    http://www.women.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=303&Itemid=89
    Intervista a Maria Milagros Rivera Garretas, autrice di Donne in relazione. La rivoluzione del femminismo, 16 ottobre 2007
    http://www.women.it/cms/magazine-mainmenu-46/interviste-mainmenu-89/303-intervista-a-maria-m-rivera-garretas-autrice-di-donne-in-relazione-la-rivoluzione-del-femminismo.html
    Resoconto dell’incontro tenutosi al Circolo della Rosa il 10 ottobre 2007
    http://www.donneconoscenzastorica.it/decs15/index.php?option=com_content&view=article&id=50:incontri-articoli-incontro-con-maria-milagros-rivera-y-garretas&catid=17:testi&Itemid=28

    Scheda curata da Angela Lamboglia e Valeria Mercandino
  • Luigina Mortari

    emailButton (1) Mail: luigina.mortari(chiocciola)univr.it

    Direttrice del dipartimento di Filosofia Pedagogia e Psicologia dell’Università degli Studi di Verona, è Professoressa Ordinaria, docente di Epistemologia della ricerca pedagogica nella stessa università. Le sue ricerche hanno come oggetto la definizione teoretica e l’implementazione di processi di indagine di tipo fenomenologico-ermeneutico nei contesti formativi. Oltre a fare ricerca, partecipa e coordina numerose attività di ricerca e di formazione sul territorio.

     

    Bibliografia

     

    • Le virtù a scuola. Questioni e pratiche di educazione etica, con Mazzoni V., Cortina, Verona 2014.
    Risultato di una ricerca durata cinque anni, questa opera mostra gli sviluppi possibili della nuova tendenza della “research with children” che vuole bambini e bambine parte attiva e non meri fruitori del processo educativo.

     

    • Aver cura della vita della mente, Carocci, Roma 2013.
    Anche questo testo parte mettendo al centro il concetto e la pratica di cura e sostiene l’educazione come un insegnare ad avere cura della propria mente. Se nella prima parte si concentra sull’educazione come stimolo ad avere cura di sé, nella seconda parte l’autrice approfondisce in termini fenomenologici questa cura come cura della mente, e l’educazione come educazione a pensare.

     

    • Gesti e pensieri di cura, con Saiani L., The McGraw-Hill Companies, Milano 2013.
    Un testo che si pone sviluppare la tesi dell’aderenza tra nursing e caring nella pratica infermieristica. Per comprendere al meglio la sostanza di questa professione, le due autrici si avvalgono di una ricerca fenomenologica compartecipata da infermiere di professione, richiamandole a riflettere sulla pratica stessa della professione.

     

    • La ricerca per i bambini, a cura di, Mondadori Università, 2009.
    La ricerca pedagogica che ha come partecipanti i minori solo da poco tempo è diventata oggetto di riflessioni sistematiche, mirate ad identificare metodi e tecniche specifiche per la ricerca con bambini e ragazzi e a sviluppare un’etica della ricerca. Il testo presenta un’analisi delle riflessioni epistemologiche più recenti ed elabora una proposta di etica per la ricerca coi bambini. Inoltre vengono presentate quattro ricerche che mettono in atto i principi enunciati nella parte teoretica. Nella prima parte, il libro prende in esame il dibattito teorico in atto per delineare poi, attraverso un percorso originale, un’etica della ricerca per i bambini. Nella seconda parte vengono presentati alcuni casi di ricerca sul campo che documentano differenti modi di coinvolgere i bambini nelle esperienze di ricerca.

     

    • Aver cura di sé, Bruno Mondadori, 2009.
    Un saggio sulla ricerca dell’arte di esistere, intesa come capacità di dare senso al tempo e di condurre una vita autentica a partire dalla conoscenza pure necessariamente parziale – della propria interiorità, impossibile da ottenere senza il confronto con il mondo esterno. Riattualizzando il senso della cura di sé, fondamentale nell’antichità ma considerato in tempi più recenti segno di individualismo e di ripiegamento interiore, il volume ne sottolinea la forte valenza etica e sociale, facendo fruttuosamente dialogare i pensatori della classicità – da Socrate a Platone, da Epitteto a Marco Aurelio – con la fenomenologia novecentesca. Riferimento costante nel percorso intrapreso dall’autrice è il principio secondo cui l’educazione all’esistenza è orientamento all’autoformazione della persona, mai insegnamento diretto e normativo.

     

    • Ricercare e riflettere. La formazione del docente professionista, Carocci, 2009.
    In questo momento di crisi del sistema formativo italiano e di riforme sui sistemi di formazione universitaria dei docenti di ogni ordine e grado, è quanto mai necessaria una riflessione sistematica sul tema della teacher education da una prospettiva rinnovata che tenga conto degli studi e delle sperimentazioni prodotti a livello internazionale. Il testo presenta una proposta di formazione del docente inteso come ricercatore-pratico, capace di costruire sapere a partire dalla riflessione sull’esperienza. Nell’orizzonte della filosofia pragmatista vengono individuati temi e modi di formazione che sappiano promuovere l’acquisizione di metodi di ricerca applicabili al mondo dell’educazione e contesti di apprendimento finalizzati allo sviluppo della pratica riflessiva.

     

    • A scuola di libertà. Formazione e pensiero autonomo, Cortina Raffaello, 2008.
    La mancanza di pensiero, la ripetizione di verità diventate vuote e trite sembrano tra le principali caratteristiche del nostro tempo. Quello che l’autrice propone perciò è molto semplice: insegnare a pensare a ciò che facciamo. Una civiltà che ha cura di sé, e dunque tiene in massimo conto il valore della libertà, non può non dedicare risorse alla formazione di un pensiero autonomo. Per questo vanno organizzati adeguati contesti di apprendimento, che facciano acquisire pratica del come pensare senza prescrivere che cosa si debba pensare né quali verità debbano essere credute.

     

    • Educare alla cittadinanza partecipata, a cura di, Bruno Mondadori, 2008.
    Il volume approfondisce un importante tema di ricerca nel campo delle scienze educative, in via di affermazione come conseguenza delle attuali politiche partecipative in ambito internazionale.
    Il testo s’interroga su questioni essenziali sul piano pedagogico – quale politica formativa è richiesta per educare alla partecipazione, cosa significa partecipazione, quale relazione c’è fra partecipazione e cittadinanza, quali competenze cognitive vanno promosse per favorire una disposizione alla responsabilità politica – nella prospettiva del superamento di una concezione scuolacentrica e in favore di un’educazione alla cittadinanza partecipata diffusa su tutto il territorio.
    Senza porre in discussione le opportunità esperienziali offerte dall’odierna vita urbana, si rileva come elemento critico un progressivo logoramento di spazi per la socializzazione e, dunque, per la vita civica. Da qui la necessità di riqualificare i contesti di vita, con l’assunzione che la politica è cosa che riguarda tutti e che a tutti sono dovute esperienze educative finalizzate a promuovere le competenze necessarie per esercitare una cittadinanza partecipata.

     

    • Cultura della ricerca e pedagogia. Prospettive epistemologiche, Carocci, 2007.

     

    • La pratica dell’aver cura, Bruno Mondatori, Milano 2006.
    Tutti hanno bisogno di essere oggetto di cura e di avere cura. L’essere umano necessita di essere accudito perché, a partire dalla nascita, questa è la condizione necessaria affinché si dischiudano le stesse possibilità di vita. Allo stesso tempo, ha bisogno di avere cura di sé, degli altri e del mondo per costruire il significato nella sua esistenza.
    Con un’attenzione particolare alla cura nell’ambito della pratica educativa, Luigina Mortari esamina le radici filosofiche di questo concetto, istituendo un nesso chiarissimo con le modalità fondamentali delle concrete pratiche di cura e costruendo una sorta di mappa delle “buone pratiche”.

     

    • Un metodo a-metodico. La pratica della ricerca in Maria Zambrano, Liguori, Napoli 2006.
    Nell’ambito delle scienze dell’educazione è viva l’esigenza di una teoria della ricerca in grado di orientare processi d’indagine empirica generativa di teorie Nella prospettiva di promuovere una ricerca empirica di tipo trasformativo e alla luce delle discussioni paradigmatiche in atto, il volume propone una cultura della ricerca che individua filosofie, epistemologie, metodi e strategie privilegiando la svolta di tipo qualitativo.

     

    • Apprendere dall’esperienza. Il pensare riflessivo nella formazione, Carocci, Roma 2003
    “Non tutto ciò che si vive […] è definibile come esperienza;
    buona parte di esso si riduce alla mera presenza,
    mentre si fa esperienza quando il vissuto diventa oggetto del pensare” (p. 42)
    Il libro affronta la questione interna alla pratica professionale – il discorso nel libro è centrato su quella educativo-formativa ma vale anche per quella socio-sanitaria – di come lo spazio dell’elaborazione teorica sia distante, e spesso ritenuto superiore a quello di chi ha a che fare con il lavoro quotidianamente e dei risultati spesso dannosi. Più che di un sapere astratto e classificatorio da applicare ciò di cui queste professioni hanno necessità è un atteggiamento problematico, aperto, ipotetico, probabilistico, un sapere che sappia confrontarsi con il particolare che in ogni momento della vita si manifesta, che non abbia la pretesa di collocarsi in una sorta di vuoto sociale asettico, che abbia consapevolezza dei limiti che la conoscenza comunque ha. L’autrice affronta la questione sia dal punto di vista teorico, con un approccio fenomenologico-ermeneutico, ma anche tratteggiando alcune pratiche concrete (il diario di bordo, l’autobiografia formativa, i gruppi di riflessione, la pratica dell’analisi degli incidenti critici).

     

    • Aver cura della vita della mente, La Nuova Italia, 2002.

     

    • Per una pedagogia ecologica. Prospettive teoriche e ricerche empiriche sull’educazione ambientale, La Nuova Italia, Firenze 2001.

     

    • Ecologicamente pensando. Cultura ambientale e processi formativi, Unicopli, Milano 1998.

     

    • Abitare con saggezza la terra. Forme costitutive dell’educazione ecologica, Franco Angeli, Milano 1994.
    Il testo offre un’interpretazione articolata dell’educazione ecologica partendo dalle sollecitazioni provenienti dall’ambientalismo anglosassone. A partire da una problematizzazione radicale della crisi ambientale vengono quindi individuati i presupposti per una progettazione ecologicamente orientata del processo educativo, chiamato a promuovere una nuova disposizione affettiva, cognitiva, etica ed estetica nei confronti della natura, capace di rimettere seriamente in questione la relazione tra umanità e mondo naturale, per un recupero della misura che la regola.

     

    Articoli

     

    1. Learning thoughtful reflection in teacher education, “Teachers and Teaching”, 2012, 18(5), pp. 525-545.
    2. Sentirsi responsabili. Frammenti di una pedagogia della cura. “Rassegna di Pedagogia”, 2011, 3-4, pp. 367-380.
    3. La qualità essenziale della riflessione, “Educational Reflective Practices”, 2011, n.1-2, pp. 145-156.
    4. Thinking silently in the woods: listening to children speaking about emotion. “European Early Childhood Education Research Journal”, 2011, vol. 19, issue 3, pp. 345-356.
    5. Cercare il rigore metodologico per una ricerca pedagogica scientificamente fondata. “Education Sciences and Society”, 2010, 1, pp. 143-156.
    6. La ricerca empirica in educazione. Questioni aperte. “Studi sulla Formazione”, 2009, 1/2, pp. 32-46.

     

    • Conoscere se stessi per aver cura di sé, in “Studi sulla Formazione”, 2008, 2, pp. 45-58.
    • Quale ricerca nel mondo dell’educazione?, in “Servizi Sociali”, 2008, 2, pp. 15-17.
    • Educare alla cittadinanza, in Annali della Pubblica Istruzione,  2007, 4-5,  pp. 39-48.
    • Etica della scrittura, in “Adultità”, 2007.
    • The ethic of delicacy in phenomenological research, in International Journal of Qualitative Studies on Health and Well-Being, 2007, pp. 3(1), 3-17.

     

    Link

     

    Pagina dedicata all’autrice sul sito Internet dell’Università di Verona, dove è possibile consultare il CV della Docente.
    http://www.dfpp.univr.it/?ent=persona&id=521&lang=it

     

    Studio sul tema dell’esperienza degli operatori e delle operatrici del lavoro di cura.
    http://iis.comune.re.it/osservatorio-famiglie/strumenti/strumenti9/002cap2.htm

     

    Intervento dell’autrice nel corso dell’assemblea di Scienze della formazione all’Università di Verona.
    http://protesta-univr.blogspot.com/2008/10/intervento-della-prof-luigina-mortari.html

     

    Scheda curata da Angela Lamboglia e Valeria Mercandino

     

  • Raffaella Lamberti

    Mail: lamberti(chiocciola)women.it

    Insegnante di storia e filosofia dal 1964, Raffaella Lamberti, nella seconda metà degli anni Settanta, lascia l’insegnamento per l’attività di formazione degli insegnanti, progettando e costituendo il LANDIS (Laboratorio Nazionale di Didattica della Storia), di cui diviene prima direttrice e poi presidente fino alla fine degli anni Ottanta.
    In quegli stessi anni Settanta insieme ad altre fonda il Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne di Bologna. Diviene prima coordinatrice del Centro, poi Presidente dell’Associazione “Orlando” che lo gestisce. Questo centro è la più importante istituzione di genere esistente sul territorio nazionale, con la maggiore biblioteca specializzata del paese (la quinta per importanza nel mondo occidentale), con progetti di ricerca locali, nazionali e internazionali, con particolare riguardo al Mediterraneo e all’Est Europeo.
    A partire dagli anni Ottanta Raffaella Lamberti favorisce la nascita e la crescita di Centri di donne in varie parti del mondo, tra cui l’Argentina, il Cile, la Palestina, Israele, la Bosnia, il Kosovo, la Serbia, l’Albania, l’Algeria e, con il Centro delle Donne e il LANDIS, promuove campi di pace tra giovani palestinesi, israeliani e italiani. Nei primi anni Novanta collabora alla costituzione di una “Scuola di pace” a Monte Sole, teatro della strage nazista di Marzabotto, e viene eletta copresidente del Coordinamento delle Associazioni di Monte Sole. In tale veste, svolge attività di ricerca, formazione di formatrici e formatori ed organizzazione di incontri tra parti diverse di aree in conflitto. Negli stessi anni progetta e organizza la “Scuola di Politica Hannah Arendt”, di cui è la responsabile scientifica. Quando si apre la crisi albanese, dal Tavolo di Aiuti per il Popolo Albanese le viene affidato l’incarico di coordinare le aggregazioni e le ONG che si occuperanno del Programma Donne. Con l’associazione per le Donne Albanesi, di cui è presidente, ha numerosi progetti coordinati e disseminati sul territorio albanese riguardanti il lavoro agricolo e la piccola impresa, i diritti civili di donne e bambine e quelli riproduttivi delle donne, l’associazionismo democratico e le sedi per esercitarlo, la vulnerabilità.
    Le sue principali pubblicazioni riguardano il rinnovamento dell’insegnamento della storia e delle scienze sociali; il ruolo delle donne nel conflitto israelo/palestinese e la Guerra del Golfo; il conflitto nello spazio ex iugoslavo e lo stupro in Bosnia; il significato teorico e pratico dei grandi Forum mondiali dell’ONU; il contributo femminile alle dottrine politiche con particolare riguardo agli scritti di pensatrici ebree europee, quali Hannah Arendt e Gillian Rose.

    Bibliografia

    • Leggere Simon Weil In luoghi di conflitto, Venezia 2011.
    • Raffaella Lamberti, Il pensiero della nascita tra teoria e pratica politica, in E. Guerra, Storia e cultura politica delle donne, Archetipo Libri, 2008.
    • Antigone nella città. Bologna, in Emozioni e Politica, Bologna, Pitagora 2000.
    • Hannah Arendt: il pensiero della nascita, da Il pensiero delle donne, seminario del 19/20 maggio 1989, con A. Cavarero e F. Collin, Manifesto, 1989.

    Articoli 

    • Comunicazione per opere, parole, simboli e democrazia praticata, “Inchiesta”, 144, 2004.
    • Una nuova politica internazionale, “Inchiesta”, 25 (108), 1995.
    • Per un laboratorio di storia, “Italia contemporanea”, luglio-settembre, 1978.

    Link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice

    Fare e disfare i generi e le generazioni” a cura di Federico Zappino – Raffaella Lamberti e Angela Balzano conversano intorno a Fare e disfare il genere di Judith Butler, appena uscito per Mimesis (2014)
    http://www.lavoroculturale.org/fare-e-disfare/ 

    Abiti su misura. Appunti su percorsi partecipativi e deliberativi a confronto (Working papers. Rivista online di Urban@it – 1/2015)
    http://www.urbanit.it/wp-content/uploads/2015/11/BP_A_Lamberti.pdf

    Documento con il quale Raffaella Lamberti e Nadia Urbinati invitano le donne a prendere posizione in vista del modificarsi della scena politica per la formazione di nuovi partiti, movimenti e schieramenti all’interno dell’area di Centro Sinistra.
    http://www.womenews.net/spip3/IMG/article_PDF/article_858.pdf

    Interventi dell’autrice trasmessi dall’emittente radiofonica Radio Radicale
    http://www.radioradicale.it/soggetti/raffaella-lamberti

    L’autrice conduce insieme a Federica Giardini l’incontro con Rosi Braidotti tenutosi il 13 novembre 2008 presso il Centro Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle donne città di Bologna.
    http://www.vimeo.com/2277316

    In ricordo di Tiziana Sgaravatto, con Grazia Negrini
    http://www.women.it/cms/magazine-mainmenu-46/femminismi-mainmenu-92/1383-in-ricordo-di-tiziana-sgaravatto-di-raffaella-lamberti-e-grazia-negrini.html

    Intervento dell’autrice, dal titolo “I beni comuni delle donne tra etica e politica”, tenutosi a dicembre 2008 a Bologna, presso il Centro delle donne
    http://www.vimeo.com/3077698

    Intervista di Marianella Sclavi
    http://www.women.it/cms/magazine-mainmenu-46/video-mainmenu-159/1056-video-intervista-a-marianella-sclavi-di-raffaella-lamberti.html

    Femminismo e ruolo della donna oggi
    http://www.youtube.com/watch?v=QKRP8ETjGME
    Sesso, potere, denaro
    http://vimeo.com/7190388

    Raffaella Lamberti intervista Dina Taddia, responsabile GVC per la Palestina
    http://www.women.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=529&Itemid=83

    Link

    Centro di documentazione delle donne di Bologna

    Scheda curata da Angela Lamboglia e Valeria Mercandino

  • Federica Giardini

    Mail: federica.giardini(chiocciola)uniroma3.it

    Si è laureata in Filosofia presso l’Università di Pisa con una tesi su Luce Irigaray; è attualmente docente di Filosofia politica all’Università Roma Tre. Redattrice della rivista DWF dal 1996 e di “European Journal of Women’s Studies” (2000-2011), ha dato inizio, insieme ad altre, alla posizione Matri_x. Collabora con la comunità filosofica Diotima e con la Società delle letterate ed è nel comitato direttivo di IAPh (Internationale Assoziation von Philosophinnen), di cui ha organizzato il XII Simposio internazionale (Roma 2006). E’ stata coordinatrice del Master di II livello in “Filosofia e interculturalità” (aa. 2005-2007). Collabora assiduamente con diversi contesti di politica partecipata, con cui organizza da anni lezioni e seminari su temi che intrecciano la prassi e la teoria politiche. Il suo pensiero, che parte dall’elaborazione della differenza sessuale in ambito italiano e francese, ne è uno sviluppo che tiene conto delle attuali trasformazioni della società e della politica. Ha contribuito a un’elaborazione femminista del tema dei beni comuni e attualmente lavora, insieme a altre, sull’intersezione dell’economia politica e delle politiche della natura.

     

    Bibliografia

    I nomi della crisi. Antropologia e politica, Kluwer-Cedam, 2017

    Le analisi del contemporaneo sono pervase da una tonalità di urgenza: che sia per ricomporre un senso di frammentazione o per ritrovare un senso condiviso, la domanda sull’umano si presenta impellente e convoca a dare risposte. Nei momenti di crisi emerge il movimento che lega antropologia e politica – se la domanda antropologica interpella la dimensione politica al trapasso delle forme della vita associata, l’ambito politico viene strappato alle forme già costituite e viene chiamato a riarticolare l’umano nelle sue grammatiche relazionali.

    (con G. Piccardi), Produzione e riproduzione. Genealogie e teorie, Pigreco, 2015.
    Quaderno di appunti di filosofia politica. Antologia di testi di differenti autori e autrici che trattano il lavoro di cura e il lavoro domestico, dentro il paradigma postfordista attraversando differenti materie e differenti visioni.

    Teatro Valle occupato. La rivolta dei beni comuni, con U. Mattei, R. Spregelburd, DeriveApprodi, Roma 2012.
    Sui contenuti e la valenza dello Statuto della «Fondazione Teatro Valle», che trascrive in forma giuridica la rivendicazione di un «bene comune», nel libro vengono chiamati a esprimersi, oltre agli occupanti, anche il giurista Ugo Mattei, la filosofa Federica Giardini e il drammaturgo Rafael Spregelburd.

    (a cura di) Sensibili Guerriere. Sulla forza femminile, Iacobelli 2011.
    I testi presentati in questo volume  sono frutto di un lavoro seminariale durato circa due anni interrogano luoghi comuni e acquisizioni date per scontate, in un confronto con le differenze tra Occidente e Oriente e alla luce delle opere di alcune grandi pensatrici.

    L’alleanza inquieta. Dimensioni politiche del linguaggio, Le Lettere 2011.
    Presa di parola che si configura sin da subito come atto politico non scontato, non conseguente automaticamente dall’essere dotati di voce e che, già dal pensiero aristotelico, rappresenta il discrimine per accedere allo spazio pubblico.

    (A cura di) A. Buttarelli, F. Giardini, Il pensiero dell’esperienza, Baldini Castoldi Dalai editore 2008.
    Questo libro nasce dal II Simposio dell’Associazione Internazionale delle Filosofe (IAPh), fondata nel 1974, con sede a Berlino. Per il Simposio di Roma (2006) ci siamo chieste: qual è la Cosa da pensare, ora?

    Relazioni. Differenza sessuale e fenomenologia, Luca Sossella Editore 2004.
    Questo testo si struttura intorno al gioco del quindici, un elementare gioco d’infanzia che si fa in una serie di mosse permesse dall’assenza di una tessera, un intervallo che permette movimento, l’intervallo della differenza tra i sessi.

     

    Capitoli pubblicati in libri miscellanei

    La giusta misura. Breve contro-storia di una relazione senza rapporto. In Fare giustiza, neoliberismo e disuguaglianze, a cura di Simone, A., Zappino, F., Mimesis, Milano 2016.

    Interesse. In  A come animale, a cura di Cimatti, F.,  Bompiani, Milano 2015.

    Differenza e conflitto. Un aggiornamento. In Femminismo e neoliberismo. A cura di Tarantino S., Dini. T., p. 121-136, Benevento 2014.

    Desiderio. In Filosofia della psicoanalisi. Cimatti, F., Vizzardelli, S., Quodlibet, Macerata 2012.

    Una politica che viene da lontano. In E’ qui la festa. Diotima, p. 51-64, Liguori Editore,Napoli 2012.

    L’impersonale della differenza. In Esercizi di composizione per Angela Putino. Tarantino,S.,  Borrello, G., p. 42-51, Liguori, Napoli 2010.

     

    Articoli

    (2016). Simone de Beauvoir, Luce Irigaray. A Re-reading. SCIENZA & POLITICA, 28(54)

    (2011) The Second Sex. EUROPEAN JOURNAL OF WOMEN’S STUDIES, vol. 18, p. 449-452

    (2010) What’s Love Got to Do With It?. EUROPEAN JOURNAL OF WOMEN’S STUDIES, vol. 17, p. 73-77

    (2007). Il sociale e la politica. B@ belonline, (3).
    (con) Cosentino, V. (2006). Intelligenza del presente ricchezze del passato. VIA DOGANA, (78)

    (2004) Pour une dynamique des sexes. LE PASSANT ORDINAIRE, vol. 50, p. 59-62

    (con) Bono, P.(2000). Crisis and Adventure. SIGNS, 25(4), 1027-1031

    Lista articoli dell’autrice in DWF

     

    Link dove compaiono articoli e interventi dell’autrice

    A trent’anni dell’”obiezione della donna muta”. Per uno sciopero delle parole. Operaviva 7 marzo 2017.

    Quinto incontro, Conflitti e Resistenze, Audio di Federica Giardini, sulla Forza dell’8 dicembre 2015.

    Giardini, F., Simone, A., La riproduzione come paradigma. Per una economia politica femminista. Iaph-Italia 19 giugno 2015.

    Lamboglia, A., Se Sofia si scatena. Intervista a Federica Giardini su iaph Italia in occasione della nascita del nuovo sito dell’Associazione internazionale delle filosofe, pubblicata il 6 giugno 2015.

    Laura Nanni Intervista Federica Giardini Parlando con Federica Giardini a proposito del pensiero della differenza, Iaph-Italia 17 marzo 2015.

    Lo speciale di RAI-Filosofia. Gender.- L’uomo e la società. Intervista Federica Giardini: sensibili guerriere.

    Intervento di Federica Giardini durante il secondo seminario del ciclo “Cartografi di contrade a venire” sul testo di Michel Foucault “Microfisica del potere“, Roma 2013

    A cura di Donneinmovimento Genere e Crisi. Le donne, la forza e la violenza. Intervento di Federica Giardini. Introduce Aurora d’Agostino del 5 luglio 2012.

    Scateni, S., Intervista a Federica Giardini: “Quel filo che lega le donne”. L’Unità 2012.

    Dodicesimo appuntamento del ciclo seminariale LUM 2012 – Proprietà comune – Diritto Transindividuale – relazione di Federica Giardini, Parte 1 e Parte 2.

    Incontro con Rosi Braidotti per discutere del suo libro Trasposizioni. Sull’etica nomade. Federica Giardini e Raffaella Lamberti presentano il libro ed introducono l’autrice. L’evento fa parte degli Incontri Arendtiani e si è svolto il 13 novembre 2008 presso il Centro Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle donne città di Bologna.

    Convegno “Taci, anzi parla”, su Carla Lonzi presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, 5-6-7 marzo 2010.

     

    Link

    Pagina Accademia.edu dell’autrice

    Pagina accademica dell’autrice

    Pagina di presentazione Iaph-Italia

    DWF-donnawomenfemme di cui è redattrice

     

    Iniziative

    • Interventi alla LUM – Libera Università Metropolitana
    • Sul concetto di uso, prassi, istituzione, comune, LUM 2014. Uso contro consumo, con A. Simone
    • Le virtù del tumulto, LUM 2011. 1968 e la politica della differenza
    • Cosa può un corpo?, LUM 2010. Differenza (relazione, sessualità)
    • Intervento sui beni comuni al Convegno “Dire, fare, pensare il presente” organizzato dal collettivo Verlan presso l’Università degli Studi di Roma Tre, 2009.

     

    Scheda curata da Angela Lamboglia e Valeria Mercandino

  • Elena Gagliasso

     Mail: elega(chiocciola)fastwebnet.it

    Insegna Filosofia della scienza e Logica presso l’Università La Sapienza di Roma. E’ fra le fondatrici della rivista Sofia e del centro interuniversitario Res Viva, oltre che socia fondatrice del Consiglio dei diritti genetici. Le sue ricerche spaziano dalla filosofia della biologia moderna e contemporanea, al rapporto tra scienza, filosofia e società. E’ stata consulente di Scuole di Perfezionamento in didattica e storia della scienza, della Scuola per la formazione degli insegnanti del Lazio (SISS), del CIDI e della Scuola sperimentale per dottorati internazionali della SISSA di Trieste.

     

    Bibliografia

     

    • Continenza B., Gagliasso E., Sterpetti F. (2003 a cura di), Il rapporto esterno/interno in biologia, Milano, Francoangeli.

    Rimettere in discussione il rapporto tra interno ed esterno nel mondo vivente implica ripercussioni tutte da scoprire nei sistemi teorici e filosofici che ne sono cornice interpretativa, e può produrre ricadute future indirette sugli assetti sociali e culturali.

    • Il genere nel paesaggio scientifico, con Soraya de Chadarevian e Flavia Zucco, Aracne, 2007.

    Nel corso di soli cinquant’anni il paesaggio in cui si muove la scienza è profondamente cambiato, un paesaggio che sta cambiando anche dal punto di vista dei suoi abitanti. L’uniformità di una comunità scientifica solidamente maschile in molte discipline è un ricordo. Le ricercatrici si diffondono in un crescendo che, avviatosi sul piano quantitativo, va da ultimo coinvolgendo anche importanti trasformazioni a livello delle istituzioni scientifiche, se non addirittura delle discipline stesse, con esiti che non possiamo ancora prevedere. Saggi di: Soraya De Chadarevian, Bice Fubini, Elena Gagliasso, Pietro Greco, John Ziman, Flavia Zucco.

    • Verso un’epistemologia del mondo vivente. Evoluzione e biodiversità fra legge e narrazione, Guerini e Associati, 2001.

    Che cosa hanno da dirsi tra loro – e da dire alla filosofia della scienza paleontologia, ecologia e genetica? Attraverso un’analisi filosofica e storica della biologia evolutiva del XX secolo l’opera esplora diverse idee e immagini della natura, che hanno collegato e collegano ancora oggi il metodo e le convinzioni degli scienziati. La sfida della filosofia della biologia alla più vasta filosofia della scienza va al cuore delle demarcazioni tra scienza e storia.

    • L’informazione nelle scienze della vita, con Barbara Continenza, Franco Angeli, 1998.

    “Il flusso dell’informazione – ha scritto Francis Crick – procede in questo senso: Dna ® Rna ® proteine”. Il “dogma centrale” della genetica parve da subito accordarsi perfettamente con il modello unidirezionale dell’informazione nato nel campo della teoria delle comunicazioni, una teoria matematica che basa esclusivamente sulla nozione di probabilità la misura dell’informazione trasmessa con un messaggio da una sorgente ad un ricevente. Ecco, dunque, un concetto che, presentandosi quale strumento di unificazione teorica e di quantificazione, sembrava proprio promettere la ricomposizione delle conoscenze in fisica e in biologia. Da tempo il significato e la portata del concetto d’informazione costituiscono un nodo della riflessione epistemologica in biologia che ne ha evidenziato aspetti controversi. Questo è il tema individuato dal Gruppo di filosofie della biologia con l’obiettivo di rintracciare le radici del concetto e di seguirne le trasformazioni nell’ambito delle scienze della vita per fare il punto sulle prospettive e sui limiti del suo attuale ruolo epistemico.

    • Giochi aperti in biologia. Una riflessione critica su adattamento, struttura, specie, con Barbara Continenza, Franco Angeli, 1996.

    I concetti, le metafore, i diversi stili di pensiero della biologia, sono oggi temi cruciali per lo statuto di scientificità di questa disciplina attraversata da questioni teoriche che si ripresentano lungo il corso del tempo; questioni che investono i fondamenti stessi del suo metodo e dei suoi contenuti, collocandosi al crocevia tra la sua storiografia e l’epistemologia. Alcuni concetti, tra cui quelli presi in esame nel libro, rivestono un ruolo centrale e si possono analizzare e ripercorrere alla luce dello speciale rapporto che la biologia intrattiene con la storia. Il libro, attraverso la ricostruzione delle loro vicende e dei loro significati, ne ricuce i collegamenti e li situa nei diversi contesti storici che hanno fatto da sfondo alle loro modifiche.

     

    Articoli e varie

    • Frezza G., Gagiasso E. (2014), fare metafora e fare scienza, in Aisthesis, Vol 7, pp. 25-42.
    • Gagliasso E. (2009), Il concetto di ‘individuo’ in biologia moderna e contemporanea, in Paradigmi, n.2, pp. 77-82.
    • Gagliasso E. (2009), la metafora di individuo in biologia, in Paradigmi, pp. 137-146.
    • Gagliasso E, (2001), La traccia del corpo nelle metafore cognitive, in Rivista di psicoanalisi, XLVII, 4.
    • Gagliasso E. (1981), Elogio della differenza, in Testi & Contesti, n. 5.
    • E. Gagliasso, S. Costantini, M. Tagliaferri (1981), Il luogo delle ipotesi, in DWF, n. 15.

    Articoli e video on line

    I linguaggi delle scienze

    Intervista:  http://www.humanamente.eu/PDF/Gagliasso-%20Sesto%20Numero.pdf

    Intervista del 2008

    Articolo sul tema della scienza tra sacro e mercato: http://www.universitadelledonne.it/lascienza.htm

     

    La pagina contiene interventi dell’autrice trasmessi dall’emittente radiofonica Radio Radicale.

    Link

    Pagina dedicata all’autrice sul sito dell’Università di Roma La Sapienza

    La pagina offre una panoramica degli studi, delle ricerche e delle pubblicazioni dell’autrice e fa riferimento al sito Internet del progetto Sensibilia, promosso dall’Università di Roma Tor Vergata, cui l’autrice partecipa in qualità di membro dell’ Advisory Board

    Pagina dell’autrice su Academia.edu

    Scheda curata da Angela Lamboglia e Valeria Mercandino

  • Maria Luisa Boccia

    Mail: boccia(chiocciola)unisi.it
    Nasce a Roma, nel 1945, scrittrice e politica italiana. Docente di Filosofia politica all’Università di Siena, ha iniziato ad occuparsi di politica nel 1964, militando nel PCI. La sua pratica tra donne è cominciata nel 1974 a Firenze con il Collettivo di donne Rosa, da cui anche la rivista “Quaderno di studio e di movimento sulla condizione della donna”.

    Successivamente ha dato vita ad altre riviste di donne (“Memoria”, “Orsaminore”, “Reti”) e a diverse esperienze di gruppi femminili tra i quali Balena, ancora attivo. Come studiosa di filosofia ha collaborato e collabora con riviste e centri di ricerca, tra i quali il Centro studi e iniziative per la Riforma dello Stato, la Fondazione Basso, il Centro studi filosofici Mario Rossi. Fa parte del movimento pacifista ed è autrice di saggi sul rapporto tra donne e politica, sul “pensiero della differenza”, e su temi sociali connessi alle tematiche femminili. Nell’aprile 2006 è stata eletta senatrice nelle liste di Rifondazione Comunista. Attualmente è presidentessa dell’Assemblea nazionale di Sel e nell’esecutivo della Fondazione Centro per la riforma dello Stato-Archivio Ingrao.

     

    Leggi l’articolo di Maria Luisa Boccia Cultura & Visioni. Carla Lonzi, il congedo dal patriarcato. Fare differenza (“il manifesto” 4-03-2010)

     

    Bibliografia

    • Con Carla Lonzi. La mia vita è la mia opera, Ediesse, Roma 2014.

    “Questo non è un libro su Carla Lonzi. È stato pensato e scritto con Carla Lonzi. È sufficiente sfogliare le pagine, scorrerle velocemente con lo sguardo, per accorgersi di quanto siano presenti le sue parole. Ben più che citazioni, sono la tessitura del mio discorso. In un contesto profondamente mutato Carla Lonzi è tornata.

    Indignarsi non basta – Pietro Ingrao con Maria Luisa Boccia e Alberto Olivetti, Aliberti, Roma 2011;

    Commentando “Indignatevi”, di Stéphane Hessel, Pietro Ingrao sostiene che l’indignazione non basti. “Bisogna costruire una relazione condivisa, attivadice, e aggiunge: “Valuto molto più forte il rischio che i sentimenti dell’indignazione e della speranza restino, come tali, inefficaci, in mancanza di una lettura del mondo e di una adeguata pratica politica che dia loro corpo.”

    • Postfazione a Sputiamo su Hegel e altri scritti, Et al., Milano 2010;

    Questo volume raccoglie gli scritti firmati personalmente da Carla Lonzi e quelli firmati collettivamente dal gruppo Rivolta Femminile che, dalla primavera del 1970 ai primi mesi del 1972, segnarono una rottura teorica con “il monologo della civiltà patriarcale”.

    • Presenti, differenti: donne nell’università e nella sfera pubblica con Michela Pereira, Edizioni dell’Università di Siena, Siena 2008.
    • L’eredità simbolica in Rossana Rossanda (a cura di), Il manifesto comunista centocinquanta anni dopo, Manifestolibri, Roma 2002;

    I saggi che compongono il volume si interrogano sulle ragioni storiche e sostanziali di quella forza, ricostruendo il pensiero e il metodo di Marx ed Engels e mettendolo a confronto con le contraddizioni del mondo contemporaneo: dalla teoria delle classi alla spinta globalizzante del capitale, dalla critica dell’economia politica al percorso organizzativo della rivoluzione.

    • La differenza politica. Donne e cittadinanza, Il Saggiatore, Milano 2002;

    Il volume raccoglie gli interventi e le riflessioni di Maria Luisa Boccia maturate nel corso di un decennio intorno a quel problema complesso e fondamentale che è la presenza politica delle donne nella nostra società.

    • Miracolo della libertà, declino della politica. Rileggendo Hannah Arendt e Simone Weil in Ida Dominijanni (a cura di) Motivi di libertà, Angeli, Milano 2001;

    Sul terreno della libertà si è combattuta in Italia nell’ultimo decennio una battaglia aspra ma opaca, che ha visti giocare la destra all’attacco e la sinistra in difesa attorno alla ridefinizione concettuale e pratica di questa bandiera.

    • L’eclissi della madre. Fecondazione artificiale, tecniche, fantasie, norme, con Grazia Zuffa, Pratiche editrice, Milano 1998;

    Dopo una panoramica su come i media hanno affrontato i problemi legati alla riproduzione artificiale – dai figli “senza madre” alle madri “fuori-norma” sociale, da quelle “fuori-norma” biologica ai “fuori-legge” della fecondazione artificiale – il libro si addentra nell’analisi delle TRA (tecniche di riproduzione artificiale) riferendo sulle novità in campo scientifico.

    • L’io in rivolta. Vissuto e pensiero di Carla Lonzi, La Tartaruga, Milano 1990.

    Per la prima volta l’opera di Carla Lonzi viene riproposta in una nuova edizione, in tutto fedele a quella originale. Nel primo volume sono raccolti gli scritti a sua firma, composti tra il 1970 e il 1972, e quelli a firma del gruppo femminista Rivolta Femminile, la cui stesura si deve sempre alla sua mano.

     

     

    Articoli

    • Fra pace impolitica e politica guerriera in “Via Dogana” n. 66, 1-09-2003
    • La sinistra e la guerra in “Parolechiave” n. 20/21, 1999;
    • Strada privata in “DWF”, n.39/40, 1998, pp. 7-12;
    • La parola e la pratica in “DWF” n. 34/35, 1997, pp. 58-68.

     

    Elenco dei link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice

    Link alla pagina di Maria Luisa Boccia dove si possono trovare, tra l’altro, articoli, pubblicazioni e interventi dell’autrice

    http://www.marialuisaboccia.it/

     

    Intervista a Maria Luisa Boccia di Laura Eduati (“Gli altri” 20-11-2012)

    http://paestum2012.wordpress.com/2012/11/29/intervista-a-maria-luisa-boccia-di-laura-eduati-non-voto-donna-in-quanto-donna/

     

    Parole da discutere dopo Paestum (21 ottobre 2012)

    http://paestum2012.wordpress.com/2012/10/21/parole-da-discutere-dopo-paestum/

     

    Potere di generare in tempi di eclissi della madre

    http://www.pensierinpiazza.it/pensieri-e-pensatori/108-boccia-maria-luisa.html

     

    Intervento all’assemblea plenaria femminista-Paestum 2012 6-7 ottobre

    http://www.youtube.com/watch?v=C09bAQjEE_k&feature=youtu.be&t=58m2s

     

    Intervento su Carla Lonzi al convegno “Taci, anzi parla. Carla Lonzi e l’arte del femminismo”, 5-7 marzo 2010

    http://vimeo.com/10805313

     

    Intervento nel convegno “Sesso, potere, denaro”, 10 ottobre  2009

    http://vimeo.com/7215997

     

    Articolo apparso sul quotidiano Liberazione sulla vicenda di Eluana Englaro (con Grazia Zuffa)
    http://www.provincia.grosseto.it/pariopportunita/visualizza_file.php?type=file&pag=file&id=3453&name=Boccia

     

    Intervento in merito al referendum sulla legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (con Grazia Zuffa)

    http://www.evelinademagistris.it/risorse/NonSoloReferendum2005.pdf

    Articolo su “Via Dogana” n. 66

    http://www.libreriadelledonne.it/fra-pace-impolitica-e-politica-guerriera/

    Articolo sul rapporto tra corpo e diritto

    http://www.evelinademagistris.it/risorse/Trimestrale1996.pdf

    Intervento all’incontro Sesso potere denaro, indetto dall’autrice insieme a Ida Dominijanni, Tamar Pitch, Bianca Pomeranzi e Grazia Zuffa, tenutosi il 10 ottobre 2009 alla Casa Internazionale delle donne di Roma

    http://vimeo.com/7215997

    Interventi trasmessi dall’emittente radiofonica Radio Radicale

    http://www.radioradicale.it/soggetti/maria-luisa-boccia

    Intervista all’autrice sul tema della ricerca sulle cellule staminali pubblicata sul sito dell’Associazione Luca Coscioni

    http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/ripartiamo-dalle-donne

    Intervento dell’autrice sul tema dell’accanimento terapeutico pubblicato sul sito dell’Associazione Luca Coscioni

    http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/la-costituzione-ha-salvato-eluana

     

    Scheda relativa all’attività e agli incarichi ricoperti dell’autrice in qualità di senatrice nel corso della XV Legislatura

    http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022714.htm

    Articolo relativo all’assemblea del 21 giugno 2008, “Dire no ai giorni del tempo presente” indetta dal gruppo delle femministe del mercoledì (Fulvia Bandoli, Maria Luisa Boccia, Elettra Deiana, Laura Gallucci, Letizia Paolozzi, Isabella Peretti, Bianca Pomeranzi, Bia Sarasini, Rosetta Stella, Stefania Vulterni) presso Palazzo Valentini a Roma

    http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article2409

     

    Link

    http://www.donnealtri.it/2012/05/cosa-e-la-cura/

     

    http://www.centroriformastato.org/crs2/index.php

     

    Iniziative

    Fa parte del Gruppo del Mercoledì che fa della cura del vivere la chiave della politica e partecipa al lavoro politico e di ricerca del Centro per la riforma dello Stato.

     

  • Luisa Muraro

    Mail: info[at]libreriadelledonne.it

    Incontra il femminismo dopo la collaborazione con Elvio Fachinelli in un progetto di scuola antiautoritaria, da cui nasce la rivista Erba voglio. Nel 1975 è tra le fondatrici della Libreria delle donne di Milano e della rivista di pratica politica Via Dogana. Nel 1984 fonda insieme ad altre la comunità filosofica di Diotima di Verona, città nella cui università ha insegnato filosofia teoretica dal 1976 al 2006. Collabora con il Centro di ricerca delle donne dell’Università di Barcellona Duoda e con la rivista Giudizio Universale. Il suo approccio – nella politica come nell’elaborazione teorica – è sempre volto alla questione della libertà femminile e ad una sua elaborazione nei termini della differenza sessuale. Tra i suoi temi privilegiati, la ricostruzione di figure femminili della mistica cristiana, nella prospettiva della rilevanza del pensiero mistico per la filosofia contemporanea.

    Bibliografia minima*

    *La bibliografia completa (1963-2021) degli scritti di Luisa Muraro, a cura di Clara Jourdan, si può richiedere a info@libreriadelledonne.it. Verrà inviata gratuitamente in un documento pdf. 

    Le amiche di Dio. Scritti di mistica femminile, D’Auria, Napoli 2001. Seconda edizione Le amiche di Dio. Margherita e le altre, Orthotes, Napoli 2014

    I testi della mistica possono essere letti e studiati da più punti di vista ma non c’è comprensione adeguata della mistica femminile se non si prende in considerazione quello che le donne, identificate con il nome di «amiche di Dio», sono riuscite a fare a partire dalla relazione con il divino in modo da realizzare la loro personale risorsa di libertà. La mistica conserva la peculiarità di scienza divina ma il suo percorso prende impulso dalle necessità di un’avventura amorosa in relazione con un altro da sé. È in questi termini che vanno interpretati gli scritti delle mistiche, come una filosofia pratica dell’amore libero e intelligente?

    Autorità, Rosemberg & Sellier, Torino 2013

    Si tratta di uno fra i temi più controversi dei tempi moderni, oggi che il principio d’autorità è stato minato dalle verità scientifiche e dalla valorizzazione delle competenze. Intorno all’autorità ruotano timori e malintesi, ma anche appelli e nostalgie. Secondo l’autrice si tratta di conseguenza della tenace confusione esistente tra autorità e potere, che è necessario superare per trovare una chiave di lettura più autentica. La ricerca avviene attraverso la lingua, l’arte, la scienza, le istituzioni, i costumi e i legami familiari, a partire dal sapere del movimento femminista italiano.

    Il lavoro della creatura piccola. Continuare l’opera della madre, Mimesis, Milano 2013

    Un dialogo denso e serrato con Luisa Muraro sui temi più profondi della maternità. Questo libro nasce in viva voce dal confronto tra una figura di riferimento per il pensiero femminile e le educatrici di nidi famiglia. Tra pratica, teoria e poesia del materno si snodano gli interrogativi più inquieti del mestiere di mamma. Un lavoro difficile che corrisponde con la vita. Un lavoro enorme, ma che si fa in due: genitore e figlio. Per diventare madri ci vuole un lavoro simbolico. «Il grosso di questo lavoro simbolico, che è un lavoro creativo, lo fa la creatura piccola, lo fa il bambino, la bambina. La donna che diventa madre lo diventa in rispondenza a qualcosa che fa la creatura già nel ventre materno con la sua semplice presenza. La donna che diventa madre lo diventa per questa potente domanda della sua creatura».

    Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli, con F. Cardini, Lindau, Torino 2012

    Nessuna strategia politica, nessuna battaglia sociale è riuscita finora a realizzare la giustizia su questa terra. Ovunque nel mondo uomini e donne patiscono l’iniquità e vengono perseguitati se lottano contro di essa. Della giustizia, nella sua dimensione alta, non nell’accezione banalizzante di «legalità» oggi di moda, si occupano lo storico Franco Cardini e la filosofa Luisa Muraro in questo volume dedicato all’ottava Beatitudine. Cardini ne considera soprattutto le varie declinazioni valoriali espresse nella tradizione biblica e cristiana dell’Antico e del Nuovo Testamento, e nel pensiero occidentale non solo cristiano (da Aristotele a sant’Agostino), nonché il suo tormentato percorso storico; Luisa Muraro ne prende in esame, in particolare, i riflessi, per così dire «intimi», nelle scelte esistenziali delle persone. Il discorso sviluppato dai due studiosi, al tempo stesso teologico, filosofico e storico-sociale, mette in evidenza il carattere rivoluzionario del tipo di giustizia predicato da Gesù, per il quale i «giusti» non sono quelli che si limitano a osservare esteriormente la legge, ma quanti dimostrano il loro amore per Dio attraverso quello nei confronti del loro prossimo. Per questo sono perseguitati. Profonda meditazione a due voci, questo libro è anche un invito alla speranza.

    Dio è violent, Nottetempo, Roma 2012

    «Un’analisi sull’uso della violenza in una società in cui è venuta meno la narrazione salvifica del contratto sociale. E un invito a finirla con la politica inefficace davanti ai problemi e impotente davanti ai prepotenti. Ci accusano di antipolitica: nossignori. La libera disponibilità di tutta la propria forza è il principio di un sapere necessario a vivere e ad agire oggi in vista di domani. Andare fino in fondo alla propria forza di resistenza e di opposizione, fa bene alle persone e all’umanità. Un pamphlet incendiario sul perché e sul come si può combattere senza odiare, disfare senza distruggere, lottare senza farsi distruggere».

    Seconda edizione Il dio delle donne, Il Margine, Trento 2012

    Otto anni dopo la prima pubblicazione, ritorna – con un’appassionata prefazione di Grazia Villa, presidente della Rosa bianca – un testo fondamentale del femminismo filosofico e teologico. Un libro che «scandalizza» i custodi dei sacri poteri maschili attraverso la radicale differenza di genere e di sguardo delle donne che pensano e amano Dio. Forse solo le mistiche sanno vibrare del vento rivoluzionario del Dio che ama gli uomini e le donne. Un testo che disfa ad ogni rilettura tutte le immagini di Dio, anzi dello «Sgrammaticato» come lo definisce Muraro, senza mai distruggerne il Volto Santo, l’Assoluto, l’Immanente, proprio perché il Dio delle donne, è Colui/Colei che è raccontato in lingua materna, è l’indicibile delle mistiche, è il non pensato della teologia favolosa delle donne, quella teologia fondata proprio sulla loro relazione unica, libera e personale con il loro Dio. Da Margherita Porete a Simone Weil, da Angela da Foligno a Etty Hillesum, da Giuliana di Norwich a Cristina Campo. Il Dio di queste donne era un Dio che conoscevano con l’esperienza diretta dell’incontro, ma anche attraverso l’accesso libero alla Scrittura Sacra (almeno finché la gerarchia ecclesiastica non intervenne a proibire questa «scuola divina» non autorizzata). Con sferzante ironia l’autrice commenta: «Ben prima della borghesia progressista fu Dio, dunque, che s’incaricò di alfabetizzare le donne, o almeno le sue amiche preferite!».

    Non è da tutti. L’indicibile fortuna di nascere donna, Carocci, Roma 2011

    «Peggio di voi non potremmo fare», fu la replica sferzante di Angela Cingolani, democristiana eletta nella Costituente italiana (1946), ai commenti maschilisti che accolsero l’entrata in aula dello sparuto gruppo delle donne. Ci sono momenti nella storia, come nella vita di tutti i giorni, in cui donne e uomini si dividono fra loro e si confrontano. Il confronto è inesauribile e parrebbe senza senso, eppure quelli sono momenti significativi. Da un momento così è nato questo libro, ultimo di un filone di pensiero politico che percorre l’Europa moderna, a cominciare da Cristina de Pizan. In passato, si trattava di testi che mettevano sottosopra l’ordinata gerarchia dei sessi, primo e secondo. Ai nostri giorni, la parola d’ordine è «parità», che significa, nei rapporti fra i sessi, un confronto unilaterale di lei con lui, senza scintille né sorprese. Anche questo un ordine da disfare, un orizzonte da aprire, sostiene Luisa Muraro, così da sconfiggere la miseria di un protagonismo maschile a tutti i costi. Come? Affermando l’eccellenza femminile, da mettere in gioco nella vita pubblica e personale. Con quale risultato? Amare le nostre differenze, maschile e femminile, entrare in relazione con gli altri, imparare a confliggere. Chi sa confliggere non fa guerre e non compra l’amore con i soldi. Il titolo di questo libro si ispira al grido di battaglia di Irina, cittadina d’Europa immigrata.

    Tre lezioni sulla differenza sessuale e altri scritti, Orthotes, Napoli 2011

    «L’uomo non esiste», scrive Luisa Muraro, «esistono uomini e donne». Questo, tra l’altro, significa che prescindere da tale differenza non è così facile come spesso si crede quando si accetta di guardare gli altri o se stessi solo come individui o solo come cittadini. Una delle idee di questo libro è che non si riesce ad essere fedeli a se stessi e anche alla realtà a cui, per vivere, si deve rispondere, se non si offre un giusto posto simbolico al proprio essere donna o uomo in un mondo di donne e uomini. La crisi dell’interpretazione tradizionale del significato e del ruolo della differenza sessuale non porta da sola con sé la libertà agli uomini e alle donne: occorre la tessitura di un nuovo ordine simbolico. Molte donne hanno pensato e lavorato in questo senso e Muraro mostra la forza e la ricchezza dei loro guadagni: la mostra anche agli uomini disponendosi in attesa di quella ricerca da parte loro che oggi, da alcuni, è stata cominciata.

    Al mercato della felicità. La forza irrinunciabile del desiderio, Mondadori, Milano 2009

    Narra un antico testo persiano che quando Giuseppe fu messo in vendita dai suoi fratelli si presentarono molti compratori, tra cui una vecchia che stringeva alcuni gomitoli di lana. «Anima semplice» le disse il sensale «come puoi comprare un simile gioiello di schiavo con i tuoi gomitoli?»  «Lo so che non potrò comprarlo» rispose la vecchia «mi sono messa in fila perché amici e nemici possano dire: anche lei ci ha provato». La vecchia, spiega Luisa Muraro nelle prime pagine del suo libro, è un esempio dell’anelito di chi cerca e, pur sapendo che non potrà mai raggiungere lo scopo, non rinuncia ad avvicinarsi. Cosa sarebbe, infatti, la vita senza grandi desideri? Nella cultura che cambia senza andare avanti, in un’economia che si espande ma non fa crescere né la gioia né il senso di sicurezza, nella vita che sembra tutta un mercato, con l’umanità stretta fra il troppo ed il troppo poco, traspare l’intuizione che il reale non è indifferente al desiderio e non assiste indifferente alla passione del desiderare, nonostante ci capiti spesso di fare l’esperienza di una loro apparente, reciproca estraneità. Come per la vecchia della lana, ci sono tanti modi di «andare al mercato», scrive Luisa Muraro, contro la parzialità della ragione e a difesa delle «illusioni» che la poesia e la religione ci aiutano ad intrattenere oltrepassando il livello del conformismo, forti nella certezza di essere destinati a qualcosa di grande.

    Il posto vuoto di Dio, a cura di Luisa Muraro e Adriana Sbrogiò, Marietti, Genova 2006

    A partire dall’idea lanciata da Muraro riguardo al «posto vuoto» da lasciare libero, da non occupare con altro quando la parola-pensiero quando «Dio» non ha più circolazione, nasce il dibattito che risulta centrale in questo saggio.

    Sia nel corso del dibattito sia nelle lettere e negli interventi individuali raccolti nella seconda parte del libro, i partecipanti all’associazione Identità e differenza di Spinea raccontano la propria esperienza religiosa, le eventuali crisi ed i conflitti con la Chiesa istituzionale. Emergono presto differenze tra il pensiero delle donne e quello degli uomini. Negli interventi delle donne, Dio è strettamente associato all’amore, quando non è addirittura un suo sinonimo.

    L’ordine simbolico della madre, Roma, Editori Riuniti, 1991, Nuova edizione 2006 (tradotto in tedesco, in spagnolo e in francese)

    La storia della filosofia contribuisce a rianimare la rivalità con l’autorità della madre. È il caso del racconto simbolico di Platone, metafora palese di una seconda nascita, che servirà al filosofo ateniese per sovvertire ciò che egli chiama «il regno della generazione», ingiusto ed ingannevole. L’operazione della seconda nascita, concezione tipicamente politica del giusto e del vero, sarà ripetuta talmente tante volte che arriverà a confondersi con la più comune delle figure retoriche: la metafora. Si trasferiscono in essa gli attributi della potenza e dell’opera della madre alla produzione culturale (per esempio la scienza, il diritto, la religione), riducendo la genitrice ad una figura da dominare. Si attua un vero e proprio matricidio che è all’origine della nostra cultura. Attraverso il riconoscimento dell’autorità materna sarà possibile, per le donne, la creazione di un nuovo ordine simbolico.

    La signora del gioco. La caccia alle streghe interpretata dalle sue vittime, Milano, La Tartaruga, 2006. Prima edizione: La signora del gioco, episodi di caccia alle streghe, Feltrinelli, Milano 1976

    La caccia alle streghe continua a essere un capitolo difficile della storia europea e questo libro è un nuovo tentativo di leggerla, dando ascolto a quello che le vittime tentano di dirci. Molti storici pensano che non sia possibile conoscere il punto di vista delle vittime, che si tratti della caccia alle streghe o di altre persecuzioni. Posizione discutibile. C’è un legame che non si può rompere tra il persecutore e la vittima, e quando il primo afferma il proprio punto di vista, tira dentro anche la seconda.
    Basta avere la pazienza di seguire il filo esile e intermittente di questa presenza seconda. Seguendolo, indietro nel tempo, di processo in processo, il libro ci fa incontrare le donne accusate di essere streghe, in realtà spesso donne dedite alla medicina e alla divinazione, tutte diverse tra loro. Perdenti in partenza, per l’enorme disparità di potere, le vittime si difesero con tutti i mezzi che avevano a loro disposizione, con la fuga, con la sincerità, con la fantasia, con la ragione, con la religione, con il silenzio, con la malattia mentale, con la morte.

    Guglielma e Maifreda. Storia di un’eresia femminista, Milano, La Tartaruga, 1985, 2003 (tradotto in tedesco e in spagnolo)

    Saggio scritto con un linguaggio che non fa pensare al rigore della ricerca scientifica, «Guglielma e Maifreda» racconta la nascita di una comunità religiosa di uomini e donne, popolani, borghesi, mercanti e aristocratici, riuniti attorno alla figura di Guglielma, attiva a Milano nella seconda metà del duecento e sepolta a Chiaravalle come una santa. La comunità prosperò poi sotto la guida di Maifreda da Pirovano, ma terminò con un processo dell’Inquisizione e roghi accesi in Piazza della Vetra.

    Il Dio delle donne, Milano, Mondadori, Milano 2003 (tradotto in francese, spagnolo e tedesco)

    Alla fine del Medioevo, all’alba dell’Europa moderna, prese avvio un pensiero che arriva fino ai nostri giorni per vie solo in parte conosciute, pensiero di donne che avevano (e hanno) con Dio un rapporto di confidenza e grande libertà. Si chiama mistica femminile, o meglio teologia in lingua materna.

    Maglia o uncinetto. Racconto linguistico-politico sulla inimicizia tra metafora e metonimia, Milano, Feltrinelli, 1981. Seconda edizione Roma, Manifestolibri, 1998

    L’autrice analizza in questo testo- che è stato un punto di riferimento teorico decisivo per il pensiero della differenza- il rapporto tra corpo e linguaggio, nonché il conflitto fra le figure retoriche della metafora e della metonimia, riconsiderando, da un punto di vista radicalmente nuovo autori come Saussurre, Lacan, Nietzsche, Jacobson.

    Lingua e verità in Emily Dickinson, Teresa di Lisieux, Ivy Compton-Burnett, Luisa Muraro e le/gli studenti del corso dell’Università di Verona, 1995

    Il titolo Lingua e verità viene dal corso di ermeneutica filosofica che Luisa Muraro ha tenuto nel 1994-1995 all’Università di Verona. Il Quaderno, nato dall’ «l’entrata in filosofia» delle circa venticinque tra studentesse e studenti che l’hanno seguito, è dedicato a Emily Dickinson, Teresa di Lisieux, Ivy Compton-Burnett.

    Si tratta di tre maestre del «lavoro linguistico per la dicibilità dell’essere», in cui consiste, per Luisa Muraro, l’impegno filosofico. Colpisce, in questo lavoro, che la santa venga accostata a una miscredente come Ivy Compton-Burnett. Non ci sono più appartenenze alle grandi formazioni storiche della cultura italiana, a causa dell’unica differenza che non si intende annullare, la differenza femminile. Lingua e verità invita a farsi giocatrici più che commentatrici della realtà e del mondo in cui viviamo, dando significato innanzitutto a ciò che siamo.

    Lingua materna, scienza divina. Scritti sulla filosofia mistica di Margherita Porete, Napoli, D’Auria, 1995

    Luisa Muraro racconta lo stupore provato di fronte alla lettura dello Specchio delle anime semplici di Margherite Porete. Stupore dovuto al riconoscimento di una lingua scritta che incarna quella materna.

    Porete fu accusata di aver scritto e propagandato un libro eretico. Per questo fu condannata al rogo nel 1310. La peculiarità del suo libro si trova nell’uso diffuso e deliberato del femminile e nell’esposizione umile al giudizio di altre donne, riconoscendo così un’autorità femminile.

    Per raggiungere il suo obiettivo, quello di realizzare il ritratto dell’amore divino affinché gli altri trovino Dio, l’autrice non si appella direttamente a Dio o alle Sacre Scritture, ma espone l’essere e l’usage (pratica di vita) delle anime annientate: quelle persone che, avendo raggiunto la perfezione in questa vita, rappresentano Dio.

    La posizione isterica e la necessità della mediazione, a cura di M. Ferrante, Donne Acqua Liquida e Udi, Palermo 1993

    Nella nostra cultura l’attaccamento femminile alla madre senza sostituti possibili, non avendo traduzione simbolica, mette molte in un rapporto difficile tra il loro corpo e quello della madre. L’isteria, prima ancora di essere sofferenza e disordine, è un attaccamento intero alla figura materna. L’accettazione della sostituzione della madre, e di conseguenza il riconoscimento che in realtà si tratta di una restituzione, rende possibile l’accesso all’ordine simbolico). La lingua, probabilmente, è la sola possibile sostituta per l’isterica, così come il parlare è l’attività che meglio di ogni altra sembra render conto della relazione tipicamente femminile con la madre. A sostegno di questa tesi, la «talking cure» di Anna O., di cui hanno trattato Breuer e Freud, e la politica dell’autocoscienza del movimento politico femminile.

    Seconda edizione in Italia per un lavoro che ora ha perso: “Siamo donne, non è da tutti!”.

    Amare le differenze è alla base di questo saggio di Muraro. A parlare è una giovane cittadina europea, Irina, che in Italia ha perso il lavoro. Le donne esistono per se stesse, non essendo né seconde né tantomeno complementari agli uomini. A partire da questa presa di coscienza è avvenuto un doppio cambiamento nell’autrice e nel mondo. Il mondo ha cominciato a popolarsi di donne. Luisa Muraro riprende così le vicende di alcune donne memorabili, oscurate dalla storia poiché donne (da Paolina Leopardi a Cristina de Pizan).

     

    Pubblicazioni in opere collettanee

    Introduzione di una idea, in Diotima, Potere e politica non sono la stessa cosa, Liguori, Napoli 2009.

    La schivata, in Diotima, Immaginazione e politica. La rischiosa vicinanza fra reale e irreale, Liguori, Napoli 2009.

    Introduzione, in Iris Murdoch, Esistenzialisti e mistici. Scritti di filosofia e letteratura, a cura di P. Conradi, Il Saggiatore, Milano 2006.

    Introduzione, in Diotima, La magica forza del negativo, Liguori, Napoli 2005.

    La differenza sessuale da scoprire e da produrre, con altre, in Diotima, Il pensiero della differenza sessuale, La Tartaruga, Milano 1987, Nuova edizione 2003.

    La maestra di Socrate e mia, in Diotima, Approfittare dell’assenza. Punti di avvistamento sulla tradizione, Liguori, Napoli 2002.

    Fare compagnia alla mente inferma. All’incrocio di altro, in Diotima, Il profumo della maestra. Nei laboratori della vita quotidiana, Liguori, Napoli 1999.

    Lettere dall’università, a cura di L. Muraro e P. A. Rovatti, Filema, Napoli 1996.

    Partire da sé e non farsi trovare…, in Diotima, La sapienza di partire da sé, Liguori, Napoli 1996.

    Oltre l’uguaglianza, in Diotima, Oltre l’uguaglianza. Le radici femminili dell’autorità, Liguori, Napoli 1994.

    L’orientamento della riconoscenza, in Diotima, Il cielo stellato dentro di noi. L’ordine simbolico della madre, La Tartaruga, Milano 1992.

    La nostra comune capacità d’infinito, in Diotima, Mettere al mondo il mondo. Oggetto e oggettività alla luce della differenza sessuale, La Tartaruga, Milano 1990.

    Non credere di avere dei diritti. La generazione della libertà femminile nell’idea e nelle vicende di un gruppo di donne, firma collettiva Libreria delle donne di Milano, Rosenberg & Sellier, Torino 1987.

    L’erba voglio. Pratica non autoritaria nella scuola, a cura di E. Fachinelli, L. Muraro e G. Sartori, Einaudi, Torino 1971.

    Articoli e varie

    Ha pubblicato articoli su diversi quotidiani e riviste, tra cui Via Dogana, DWF, Duoda, Micromega, Il manifesto, L’Unità, Bailamme, Critica marxista, aut aut, Rinascita, Quaderni piacentini, L’erba voglio, Rivista di filosofia neo-scolastica, Giudizio universale.

    Al limite, la violenza, Via dogana, n. 100, marzo 2012

    L’accusa di razzismo scorciatoia mentale, esonero morale, errore politico, Via Dogana, n. 92, marzo 2010

    Le donne c’entrano, Via Dogana, n. 88, marzo 2009

    È venuto il momento ed è questo, Via Dogana, n. 90, settembre 2009

    Vivere in un mondo che sembra all’oscuro della nostra libertà, Via Dogana, n. 86, settembre 2008

    Preti e femministe, Via Dogana, n. 83, dicembre 2007

    Con Debora Spadaccini, Scrittura politica e scrittura mistica in Carla Lonzi, DWF, 1999, n. 42-43, pp. 56-75

    Con Antonia De Vita, Margherita Porete “beguine moult suffisant” e il movimento beghino del XIII secolo, DWF, 1997, n. 33, pp. 51-78

    Una speciale contraddizione, DWF, 1997, n. 34-35, pp. 69-73

    Con Francesca Doria, Percorsi d’amore nel pensiero di Luce Irigaray, DWF, 1995, n. 28, pp. 61-70

    Commento alla “Passione secondo G.H”, DWF, 1987, n. 5-6, pp. 65-78

    Link dove compaiono interventi dell’autrice

    Intervista per la Repubblica on-line
    http://www.repubblica.it/cultura/2014/05/12/news/luisa_muraro_ho_lottato_con_amore_per_le_donne_ma_l_egoismo_la_mia_vera_forza-85907256/

    Ciclo di lezioni sul tema della violenza tenuti nel 2013 presso la Libreria delle donne di Milano su stimolo di Ida Farè, Rossella Bertolozzi e Sandra Bonfiglioli.

    Tiratevi su, si torna a combattere. Prima lezione
    http://www.youtube.com/watch?v=U3pXUFk9tC8

    Con il piede in due staffe. Seconda lezione
    http://www.youtube.com/watch?v=snophSOfqB0

    Possiamo veramente evitare di tagliar teste e bruciare castelli?
    http://www.youtube.com/watch?v=tNZGzRCK5ZQ

    Luisa Muraro su Dio è violent
    http://www.filosofia.rai.it/articoli/luisa-muraro-dio-%C3%A8-violent/16197/default.aspx

    Interventi dell’autrice trasmessi dall’emittente radiofonica Radio Radicale
    http://www.radioradicale.it/soggetti/luisa-muraro

    Intervento dell’autrice sulla politica secondo Margherita Porete
    http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/misticacristiana/piume.htm

    La verità in democrazia (con Massimo Adinolfi)
    http://www.nazioneindiana.com/2006/03/28/la-verita-in-democrazia/

    Intervento su Jeanne Hersch
    http://www.phenomenologylab.eu/index.php/2010/03/luisa-muraro-jeanne-hersch/

    Intervista di Ida Dominijanni a Luisa Muraro
    http://www.libreriadelledonne.it/_oldsite/news/articoli/contrib120709_muraro.htm

    Intervista di Bia Sarasini a Luisa Muraro
    http://www.libreriadelledonne.it/news/articoli/contrib190304.htm

    Intervista di Simonetta Robiony a Luisa Muraro

    http://www.libreriadelledonne.it/luisa-muraro-tra-uomo-e-donna-manca-il-senso-libero-della-differenza/

    Link

    Sito della Comunità filosofica Diotima
    http://www.diotimafilosofe.it

    Sito della Libreria delle donne di Milano
    http://www.libreriadelledonne.it/

    Sito del Centro di Ricerca delle donne Duoda dell’Università di Barcellona
    http://www.ub.edu/duoda

    Sito della rivista Giudizio Universale
    http://www.giudiziouniversale.it/d/

    Iniziative

    Master “Studi della libertà femminile” presso il Centro di ricerca Duoda di Barcellona
    http://www.ub.edu/duoda/web/es/cursos/6/

  • Presentazione di Diversamente occupate alle Casa delle donne di Pisa – 12 giugno 2010

    Nella piacevole cornice della Casa delle donne di Pisa si è svolta la seconda tappa del percorso di presentazione e discussione del numero di DWF Diversamente occupate, cui hanno partecipato alcune delle autrici del numero (Claudia Bruno, Federica Castelli, Teresa di Martino, Angela Lamboglia e Sandra Burchi) insieme a Paola Bora, Riccardo Guidi e Ilaria Possenti dell’Università di Pisa.

    Riccardo Guidi ha posto come prima questione la necessità di riconoscere che se l’accesso al lavoro retribuito è stato un terreno importante per l’emancipazione femminile, esso si rivela anche una trappola che cattura la differenza ai fini della produzione, mantenendo il ricorso alle donne per quanto riguarda le mansioni della cura e pretendendo di trasferire quelle stesse attitudini sui contenuti dell’attività lavorativa. D’altra parte secondo Guidi la peculiarità dell’oppressione che sperimentiamo in epoca post-opportunità ha una forte componente generazionale e quindi trasversale rispetto al genere, tanto che secondo lui la divisione uomo-donna è oggi meno forte di altre asimmetrie.

    Su questo punto abbiamo discusso il fatto che se da una parte si assiste  in effetti, con la femminilizzazione dei modi di produzione, ad una generalizzazione della condizione femminile anche agli uomini, in particolare per quanto riguarda i più giovani, dall’altra l’asimmetria uomo-donna viene confermata in questo nuovo contesto in cui le donne rimangono in alcuni casi al margine (pensiamo all’occupazione nel Meridione) o non valorizzate (differenze di salari) o combattute tra l’impegno lavorativo, sempre più pervasivo, e quello domestico, che di fatto almeno nel nostro Paese continua ad essere assolto prevalentemente dalle donne.

    Guidi ha poi evidenziato la prospettiva espressa nel numero della rivista dal testo di Carmen Leccardi secondo cui le donne possono rappresentare altri, ma resta da chiarire in che senso ciò possa avvenire; noi riteniamo che questa opportunità non debba darsi come un parlare per altri, ma piuttosto come un intreccio di relazioni potenziate dal sapere e dalla pratica politica femminili, che grazie alla loro trasversalità, generazionale, di classe, etnica, incrociano già altre differenze, sono già nelle condizioni di creare nuovi discorsi, azioni, alleanze.

    Ilaria Possenti ha rilanciato le questioni sollevate da Riccardo Guidi, riprendendo il numero dedicato al tema del lavoro dalla rivista Genesis, in cui si legge appunto che la frattura generazionale sembra oggi più ampia di quella di genere, e suggerendo che possa trattarsi di una questione di generazione che si capisce meglio mediante una questione genere.

    Rispetto a questa interpretazione credo che invece si potrebbe dire che si tratta di una questione di genere che diventa evidente a tutti nel momento in cui si fa generazionale e trasversale, mentre cioè il “biocapitalismo”, per dirlo con l’espressione di Cristina Morini, impone anche agli uomini una condizione storicamente ben nota alle donne.

    Ma soprattutto anche Ilaria Possenti sottolinea che la dimensione generazionale del conflitto segnala la necessità di guardare a come viene agito da altre differenze rispetto alla differenza di genere.

    Intanto il lavoro delle donne, nella ricerca di autorealizzazione da una parte e di autonomia materiale dall’altra, sta prendendo sempre più la forma di un buco nero in cui buttare le proprie attitudini fino alla trappola della disponibilità permanente.

    Un altro aspetto discusso da Ilaria Possenti è il fatto che nel numero sembra ci sia un certo imbarazzo rispetto al termine progetto e che al progetto si preferisca l’immaginazione che sarebbe però meno concreta, meno capace di incidere sulla realtà. L’insofferenza verso questa parola deriva dal fatto che il progetto costituisce la forma prevalente in cui si dà l’esperienza del nostro fare, a partire da quella lavorativa per finire alle implicazioni su altre sfere dell’esistenza, di un fare che però sembra scollegato dai nostri desideri, costituito da una serie di attività e possibili tutti plausibili ma non del tutto scelti, su cui è difficile far presa per costruire vero cambiamento.

    Anche il termine precarietà è assente del numero, volutamente inutilizzato perché ci sembra che la precarietà non esaurisca la questione, ma sia piuttosto una forma che potenzia il modello lavorativo che si va imponendo e ne aumenta il potenziale ricattatorio, riducendo al contempo gli spazi di relazione e di azione collettiva (poiché siamo tutte e tutti impegnati nella lotta per farci “confermare”), un meccanismo che enfatizza la nostra vulnerabilità e la contraddizione di barcamenarsi tra la necessità di reinventarsi continuamente per non essere improvvisamente espulse/i, l’impegno assoluto che dedichiamo al lavoro e la sensazione che ne segue di essere indispensabili e allo stesso tempo lo scoprirsi inessenziali quando l’impegno di mesi viene vanificato alla scadenza di un contratto che non sarà rinnovato.

    A questo proposito si può dire che il lavoro precario è contesto ideale ma non esclusivo dell’espropriazione dei talenti, delle intelligenze e in generale delle soggettività, se si pensa agli schemi di pressione per l’autosfruttamento sperimentati anche nel contesto di lavori strutturati, continuativi e tutelati da contratti regolari.

    Ancora una volta la retorica dell’assunzione di responsabilità e del portare se stessi al mercato si salda con la spinta a competere, per salvarsi, per ottenere riconoscimento o per uno status superiore, che ci tiene ancorati alle regole del sistema.

    Ripristinare la solidarietà al posto della competitività diventa allora precondizione per affrontare la questione del lavoro in un discorso che tenga conto nuovamente del bene comune.

    http://www.diversamenteoccupate.blogspot.com/

     

  • F. Giardini, L’alleanza inquieta. Dimensioni politiche del linguaggio, Le Lettere, 2010, pp. 205

    F. Giardini, L’alleanza inquieta. Dimensioni politiche del linguaggio, Le Lettere, 2010, pp. 205

    La riflessione di Federica Giardini sull’alleanza inquieta tra politica e linguaggio ha la natura appassionante di una storia, anzi di molte storie, di conflitto e riappacificazione, di fallimento e di nuovi inizi, e deve forse la sua potenza al fatto che ogni momento di questa lunga vicenda ci chiama in causa, perché nell’intrecciarsi mai compiuto tra parola, ricerca della verità e aspirazione alla giustizia ci siamo noi, ogni essere singolare che tenta l’impresa di prendere parola.

    Presa di parola che si configura sin da subito come atto politico non scontato, non conseguente automaticamente dall’essere dotati di voce e che, già dal pensiero aristotelico, rappresenta il discrimine per accedere allo spazio pubblico. “Non basta emettere suoni con l’intento di significare e comunicare per vivere insieme” (p. 46), perché ogni organizzazione è giustificata da una narrazione che stabilisce chi, in possesso di una serie di requisiti – cittadinanza, lavoro, libertà personale, sesso – gode del logos e chi ne è escluso a priori, e quindi non è pienamente cittadino della polis.

    Così l’autrice segnala che “la ripartizione tra voce e giudizio è quella che determina l’organizzazione della convivenza e le posizioni dei diversi esseri che vi si trovano” (p. 51), ma anche che la possibilità di accedere alla presa di parola rimanda sempre a rapporti di forza, che agiscono innanzitutto come potere di rendere legittimi, attraverso la narrazione, alcuni principi che determinano un regime di inclusione e di esclusione.

    Le narrazioni quindi non restano “confinate nell’ambito delle discipline storiche, ma intrattengono un rapporto stretto con le nostre vite” (p. 13), attribuiscono un fine al corso della storia, che è anche chiave di interpretazione degli eventi e del tempo; costruiscono l’identità del Soggetto e, per difetto e sottrazione, dell’Altro, e ne irrigidiscono l’agire in opzioni e ruoli dati, rispetto ai quali ogni differenza è degradata a inferiorità, a devianza, ad anormalità.

    Cosa succede però nel momento in cui queste narrazioni entrano in crisi e tra queste in particolare l’idea che l’Occidente possa “continuare ad organizzare la folla degli eventi che ci vengono dal mondo, umano e non umano, ordinandoli secondo l’idea di una storia universale dell’umanità” (p. 24, da J. F. Lyotard, 1986)?

    Per Lyotard l’interrogativo sulla validità della narrazione onnicomprensiva dell’Occidente si impone nel momento in cui la Shoah smentisce l’equivalenza tra razionale e reale postulata da Hegel, ma Giardini recupera nell’analisi arendtiana delle ideologie il lato oscuro del logos, che non si esaurisce nell’esperienza storica dei totalitarismi, ma si rinnova nel continuo scollamento dall’esperienza di un pensiero che procede logicamente assorbendo ogni contraddizione come momento temporaneo verso una successiva sintesi, senza lasciare spazio ad alcuna sovversione dell’ordine dato. Un logos quindi che non cerca verità, né giustizia e che disprezza i fatti, mirando semplicemente a realizzare quanto i rapporti di forza hanno già previsto, attraverso un discorso che contempla solo la possibilità di essere confermato e mai smentito. “Una volta stabilita la disparità di forza su quella scena, il discorso può svolgersi pretendendo per sé il rigore delle deduzioni logiche, che travolge l’esperienza dei singoli quali illusioni se non errori da sanzionare” (p. 81).

    Questo conflitto esistente tra parola, verità e giustizia è quanto Giardini rintraccia nella vicenda dei Meli, narrata da Tucidide nella Guerra del Peloponneso, perché nel dialogo con gli Ateniesi che vogliono violarne la neutralità, costringendoli ad allearsi o ad arrendersi, “è già decisa una disparità di peso tra le parole che verranno dette” (p. 77), dimostrando che “la parola può diventare inutile se la fonte del suo peso o influenza è stabilita altrove” (p. 78).

    La via per recuperare l’accesso all’esperienza e ad un parola che sia realmente in rapporto con essa è ardita. Giardini propone, infatti, un passaggio di un testo di Arendt del 1972, La menzogna in politica, in cui la pensatrice tedesca riconosce nel mentire una forma di negazione della realtà che contiene un inatteso potenziale liberatorio. Ciò che Giardini ha in mente, nel valorizzare questa posizione di Arendt, è che “negare la realtà, là dove è un atto che apre uno spazio di libertà e azione, non significa negare la sua esistenza, ma negarne la necessità” (p. 84) e quindi negare che le cose non possano darsi altrimenti, soprattutto quando questo negare la necessità della realtà viene agito da coloro che dalla narrazione dominante sono definiti resti, residuali rispetto all’universale.

    Negare la necessità della realtà è allora fare spazio all’esperienza che non vi era compresa, che non era dicibile, e quindi in fondo non propriamente negarla, ma costringerla alla prova della presa di parola da parte di un altro soggetto, il cui discorso non è previsto, rivelare che il vero e il falso in questione non hanno a che fare tanto con l’esperienza, quanto con intenzioni e argomentazioni già assunte in una scena precedente.

    L’irruzione del soggetto imprevisto e di un pensiero radicato all’esperienza “interrompe il falso ragionamento basato su false premesse, che ci inganna per la sua coerenza interna” (p. 91).

    Così dall’ingiunzione a tacere, che accompagna la prima parte del libro, ricalcando il titolo di un testo di Carla Lonzi Taci, anzi parla, si ricreano le condizioni per la presa di parola, purché si riesca a “togliersi dalla posizione prevista dalla tradizione” (p. 142), a rinunciare a quel sostegno, alla sensazione di definitezza, di collocazione, che un ordine simbolico, anche repressivo, comunque ci assicura, e a trovare un nuovo radicamento.

    Nella politica delle donne, che Giardini ha come riferimento nel pensare l’irruzione nella storia del soggetto imprevisto, le parole non sono più misurate in base ai valori di una tradizione, ma “sono significative perché si pronunciano nell’incontro con un’altra” (p. 151), a partire dalla propria esperienza “per andare altrove, per leggere la propria implicazione nel mondo” (p. 152). Parole consapevoli dei legami con la realtà e responsabili di quella adesione, per quanto mai definitiva.

    La pretesa di racchiudere in narrazioni universalistiche la molteplicità dei mondi e delle soggettività non è comunque andata perduta, come si rinnova l’emergere di costruzioni identitarie che contrappongono dei Noi e degli Altri, omogenei al loro interno e impermeabili al cambiamento.
    Perfino chi pronuncia la fine delle Grandi Narrazioni, osserva Gayatry Spivak, ripete l’ambizione di “parlare per l’umanità intera” (p. 175) e dimentica la posizione di altri soggetti, “le donne, che non possono essere incluse nella fine, e nella parola che dice la fine delle grandi narrazioni occidentali” (p. 176), perché non hanno esercitato quella pretesa di parlare per l’umanità intera.

    Insieme alle donne, esistono altri soggetti imprevisti che non hanno preteso di parlare per altri e che rilanciano l’impresa che le donne hanno iniziato, perché “si impegnano a disfare l’ordine basato sul potere producendo altro” (F. Giardini, intervento al Convegno Carla Lonzi e l’arte del femminismo, Roma, 6 marzo 2010).

    a cura di Angela Lamboglia