• Matter matters. Un’introduzione all’ecofemminismo di Maria Mies

    Matter matters. Un’introduzione all’ecofemminismo di Maria Mies

    Il lavoro di Maria Mies ha messo in luce come il sistema capitalistico globalizzato esista a condizione di perpetuare e intensificare le pratiche di sfruttamento che interessano esseri umani e ambiente. Autrice di riferimento per l’ecofemminismo – con lavori quali Patriarchy and Accumulation on a World Scale (1986) e, scritto a quattro mani con Vandana Shiva, Ecofeminism (1993), viene introdotta e presentata da Ludovica de Joannon.


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    L’indice in breve
    Introduzione
    Capitolo 1 Il Matrimonio: patriarcato e capitalismo
    Capitolo 2 Origini della divisione sessuale del lavoro: una panoramica storica
    Capitolo 3 Colonizzazione e casalinghizzazione
    Capitolo 4 Ecofemminismo: la prospettiva della sussistenza
    Conclusione
    Opere di Mies
    Bibliografia

  • Bodymetrics. La misura dei corpi | Quaderno Tre | crisi · conflitto · alternativa

    Bodymetrics. La misura dei corpi | Quaderno Tre | crisi · conflitto · alternativa

    La crisi eco-politica degli ultimi decenni ha fatto emergere esperienze di autogoverno in diversi luoghi del Pianeta. Quali linee di crisi, e quali conflitti, sono capaci di generare un cambiamento sociale? Su quali principi alternativi si basano le numerose lotte culturali e ambientali nello scenario attuale? Facendo tesoro delle relazioni sviluppate tra il dentro e il fuori del gruppo EcoPol, il Terzo Quaderno raccoglie interventi che si interrogano sulle pratiche di sapere e la loro sostenibilità ecopolitica.

    Quaderno Tre
    crisi | conflitto | alternativa
    (a cura di EcoPol/Isabella Pinto)
    Un manifesto materialista
    EcoPolIntroduzione | Crocevia | Posizionamento | Tracciati
    Isabella PintoPraticare l’autoformazione
    Mariaenrica GiannuzziAppartenenze femministe ed ecologia politica
    Alessia DroApprendere pratiche alternative per sfidare la modernità capitalista
    Gea Piccardi intervista Silvia Federici, Neoliberismo, riproduzione e comunità. Un dialogo tra biografia, politica e pensiero
    Alessandra Masala intervista Donatella SaroliLettura diffrattiva di un’istituzione culturale. Pratiche di ricerca, curatoriali, relazioni, neomaterialismo
    Jasbir PuarI would rather be a cyborg than a goddess
    STRUMENTI
    Laura FellineEpistemologie femministe
    EcoPol e Sara PieralliniBibliografia ragionata
    Bionote delle autrici
    Indice generale

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  • Bodymetrics. La misura dei corpi | Quaderno Due | misura · valore · eccedenza

    Bodymetrics. La misura dei corpi | Quaderno Due | misura · valore · eccedenza

    L’economia politica neoliberista ci consegna il valore monetario come unica misura delle attività e delle relazioni umane e l’accumulazione come unico modo di gestione dell’eccedenza. Come mettere in crisi questo paradigma? Quali misure intervengono nelle nuove pratiche di giustizia sociale e ambientale? Quali valori esprimono le economie informali e di comunità? A queste domande siamo arrivate dopo le letture comuni del gruppo EcoPol, e da queste siamo ripartite per la residenza in Valcamonica.
    Ora, con questa raccolta di scritti, abbiamo una prima costellazione dei tracciati che ci orientano nell’impostare questioni e soluzioni, degli strumenti per procedere oltre. A cominciare dal posizionamento che si ricava nell’incredulità femminista, rispetto alla civiltà fondata sul Lavoro e alle misure di dignità ritagliate sul cittadino produttore, per proseguire con un nuovo incontro tra genealogie femministe diverse.

    Quaderno Due
    misura | valore | eccedenza
    (a cura di EcoPol/Federica Giardini)

    Un manifesto materialista
    EcoPolIntroduzione | Crocevia Posizionamento | Tracciati
    Federica GiardiniValore. Topologia e dinamica della misura
    Federica TomaselloEcofemminismi. Economia dell’invisibile
    Pier Paolo PoggioI ritardi della filosofia
    Gea PiccardiJiineoloji ed economia politica. Un’introduzione alla rivoluzione delle donne in Kurdistan
    Ilenia Caleo, Dear Data: un archivio affettivo che ridisegna la misura
    STRUMENTI
    Laura FellineEpistemologie femministe
    EcoPol e Sara PieralliniBibliografia ragionata
    Bionote delle autrici
    Indice generale

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  • Bodymetrics. La misura dei corpi | Quaderno Uno | natura · cultura · artificio

    Bodymetrics. La misura dei corpi | Quaderno Uno | natura · cultura · artificio

    Nel femminismo la convenzionale distinzione tra natura e cultura è consumata da tempo. Quali teorie si pongono all’intersezione di tecnologia, arte, scienze naturali e storia del Pianeta? Qual è il contributo del pensiero femminista al campo dell’ecologia, della biologia, delle tecnologie digitali? Come ripensare la materia e la materialità fuori da un determinismo meccanicista? E come interrogare e praticare le scienze come campo d’azione femminista?
    Stare al presente delle invenzioni più avanzate nel campo della biomedicina, della fisica, della biotecnologia, sapendo intravedere simultaneamente ambiguità e linee di fuga, senza rifugiarsi in visioni tecnofobe e neoprimitiviste o – al contrario – nel negativo di ipotesi di accelerazione, è senz’altro una delle sfide del pensiero femminista contemporaneo.
    Pensare insieme corpo e tecnologia, umano e non-umano, vivente e non-vivente, economie e forme di vita – il Quaderno Uno tenta una ricognizione delle molte ipotesi che sono già all’opera nelle indagini scientifiche, nelle epistemologie, negli approcci femministi alla bio-medicina, nelle arti come campo di immaginazione politica.

     

    Quaderno Uno
    natura | cultura | artificio
    (a cura di EcoPol/Ilenia Caleo)

    Un manifesto materialista
    EcoPolIntroduzione | Crocevia | Posizionamento | Tracciati
    Birgit Mara Kaiser e Kathrin Thiele, Diffrazione: onto-epistemologia, fisica quantistica e critica delle scienze umane
    Liana BorghiPercorso per diffrazione
    Donatella Saroli“If you could see what I’ve seen with your eyes”. Sguardi possibili offerti dalle pratiche artistiche
    Ilenia CaleoDentro le turbolenze espressive della materia
    Olivia FiorilliBiomedicina. Affari di donne
    Beatrice BusiLuci e ombre della normalizzazione della critica femminista: il caso della biologia del sesso
    Norma SantiFREE OUT | Opera Elementale #5
    STRUMENTI
    Laura FellineEpistemologie femministe
    EcoPol e Sara PieralliniBibliografia ragionata
    Bionote delle autrici
    Indice generale

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  • Bodymetrics. La misura dei corpi | Tre quaderni su eco/nomia/logia transfemminista

    Bodymetrics. La misura dei corpi | Tre quaderni su eco/nomia/logia transfemminista

     L’Atelier EcoPol è felice di annunciare la pubblicazione di Bodymetrics. La misura dei corpiTre Quaderni di ecologia ed economia politica transfemminista. Una nuova edizione digitale per i tipi di IAPh-Italia, liberamente scaricabile, che restituisce una parte significativa del percorso di ricercazione e autoformazione che ha coinvolto numeros* studios*, artist* e attivist*

    immagini di Eugenia Loli


    Quaderno Uno
    natura | cultura | artificio
    Un manifesto materialista
    EcoPol, Introduzione | Crocevia | Posizionamento | Tracciati
    Birgit Mara Kaiser e Kathrin Thiele, Diffrazione: onto-epistemologia, fisica quantistica e critica delle scienze umane
    Liana Borghi, Percorso per diffrazione
    Donatella Saroli, “If you could see what I’ve seen with your eyes”. Sguardi possibili offerti dalle pratiche artistiche
    Ilenia Caleo, Dentro le turbolenze espressive della materia
    Olivia Fiorilli, Biomedicina. Affari di donne
    Beatrice Busi, Luci e ombre della normalizzazione della critica femminista: il caso della biologia del sesso
    Norma Santi, FREE OUT | Opera Elementale #5
    STRUMENTI
    Laura Felline, Epistemologie femministe
    EcoPol e Sara Pierallini, Bibliografia ragionata
    Bionote delle autrici
    Indice generale

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    Quaderno Due
    misura | valore | eccedenza
    Un manifesto materialista
    EcoPol, Introduzione | Crocevia | Posizionamento | Tracciati
    Federica Giardini, Valore. Topologia e dinamica della misura
    Federica Tomasello, Ecofemminismi. Economia dell’invisibile
    Pier Paolo Poggio, I ritardi della filosofia
    Gea Piccardi, Jiineoloji ed economia politica. Un’introduzione alla rivoluzione delle donne in Kurdistan
    Ilenia Caleo, Dear Data: un archivio affettivo che ridisegna la misura
    STRUMENTI
    Laura Felline, Epistemologie femministe
    EcoPol e Sara Pierallini, Bibliografia ragionata
    Bionote delle autrici
    Indice generale

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    Quaderno Tre
    crisi | conflitto | alternativa
    Un manifesto materialista
    EcoPol, Introduzione | Crocevia | Posizionamento | Tracciati
    Isabella Pinto, Praticare l’autoformazione
    Mariaenrica Giannuzzi, Appartenenze femministe ed ecologia politica
    Alessia Dro, Apprendere pratiche alternative per sfidare la modernità capitalista
    Gea Piccardi intervista Silvia Federici, Neoliberismo, riproduzione e comunità. Un dialogo tra biografia, politica e pensiero
    Alessandra Masala intervista Donatella Saroli, Lettura diffrattiva di un’istituzione culturale. Pratiche di ricerca, curatoriali, relazioni, neomaterialismo
    Jasbir Puar, I would rather be a cyborg than a goddess
    STRUMENTI
    Laura Felline, Epistemologie femministe
    EcoPol e Sara Pierallini, Bibliografia ragionata
    Bionote delle autrici
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  • Women out of Joint – Dopo Hegel, su cosa sputiamo?  e-book a cura di IAPh-Italia, edizioni La Galleria Nazionale

    Women out of Joint – Dopo Hegel, su cosa sputiamo? e-book a cura di IAPh-Italia, edizioni La Galleria Nazionale

    Nella cornice del Festival WOOJ – Women Out of Joint organizzato dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, il gruppo di ricerca nato attorno ai testi di Carla Lonzi e di Rivolta Femminile ha contribuito supportando la call Dopo Hegel, su cosa Sputiamo?”.

    Molte e molti hanno risposto inviando brevi contributi che sono stati selezionati e pubblicati in e-book nella sezione  Appunti per un atlante dei gesti del XXI secolocorredati dai testi e dalla curatela della Redazione di IAPh Italia, Giada Ferraglioni, Sara Pierallini e Isabella Pinto, per le edizioni di “La Galleria Nazionale”.

    Con la collaborazione di Federica Giardini, Ilaria Bussoni, La Galleria Nazionale,  IAPh-Italia, Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, e l’Istituto italo-latinoamericano (IILA), da oggi è possibile scaricare il libro in formato e-book in free download direttamente dalla pagina del festival Women out of Joint: il femminismo è la mia festa.

    con i testi di (in ordine di apparizione): Cecilia Milza, Nadia Rosero, Maria Teresa Sammurgo, Emanuela Gioia, Sara Pierallini, Cecilia Beretta, Rosanna Marcodoppido, Paola Menganti, Melania Mieli (Non una di meno – Roma), Maria Ausilia Binda e Daniela Pietta, Fabio Ranzolin, Valentina Faloni, Flavia Cidonio, Elena Ulivieri, Allison Grimaldi-Donahue, Giada Ferraglioni, Jonida Prifti, Fiona May Laugharn, Giulia Tomasselli, Giuseppe Molica e Claudio Kulesko, Rocio Esquivel, Julieta Obiols, Paper Ester Gonzalez, Maddalena Fragnito (#stregate #macao), Vittoria Gravina, Nicole Trigg, Nicolas Martino, Marco Battaglia, Cristina Leo, Paola Guazzo, Marianna Lunardini, Lucia Concetta Vincelli, Carla Subrizi, Valentina Greco, Elena Ascione, Martina Millefiorini, #luchanonsivende

     

     Se sputare ha significato prendere una posizione di rottura della norma patriarcale, oggi quale senso assume la riproposizione del gesto conflittuale annunciato nel testo Sputiamo su Hegel?
    Un gesto ancora contro, ma forte di un antagonismo creativo che agisce a favore di collettività che lottano per rovesciare le norme dell’ inibizione singolare. Se rivolta rimane sinonimo di liberazione, disobbedire è un atto d’amore che va ripreso e proseguito.

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    Dopo Hegel, su cosa sputiamo?

    Sommario

    Dopo Hegel, su cosa sputiamo?
    Introduzione

    Quel che resta di un gesto
    Redazione IAPh – Giada Ferraglioni, Sara Pierallini, Isabella Pinto

    • Disertare la norma patriarcale
      Redazione IAPh
    • Conflitto e creazione. Su un altro piano
      Federica Giardini
    • Al crocevia
      Giada Ferraglioni
    • Le veneri in gabbia
      Emanuela Gioia
    • Fuori dal binarismo di genere
      Sara Pierallini
    • Ossessionata, vivo
      Isabella Pinto

    Appunti per un atlante dei gesti del XXI secolo
    Testi call

     

     

  • Claudia Bruno e Maddalena De Bernardi (a cura di), Il nostro corpo, il corpo del mondo

    Partiamo dai nostri corpi oggi, i nostri corpi sani “fino a prova contraria”, messi a rischio da una medicalizzazione accanita, dal business della prevenzione, continuamente scandagliati, svuotati di senso, privati di parola, infilati e sfilati dentro macchine curiose e intelligenti, e poi ci allontaniamo. Prima nel tempo, fino a rinvenire il lavoro delle guaritrici di campagna, delle donne come Trotula che hanno resistito all’esclusione dalla medicina, le pratiche che s’intrecciano alla superstizione e i saperi perseguitati da quella caccia alle streghe di cui così bene documentava Carlo Ginzburg nella sua Storia notturna. Poi ci inoltriamo nella materia, nel corpo del mondo. Perché è al regno materiale che i nostri corpi appartengono, prima di tutto. La nostra sopravvivenza dipende dalla sopravvivenza del mondo.

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    Indice

    Avvertenza di Claudia Bruno

    Sane fino a prova contraria

    Sane fino a prova contraria di Eleonora Cirant 

    Pratiche per un parto libero di Gabriella Pacini e Mirta Mattina

    L’infertilità inspiegata di Lia Lombardi

    Streghe di ieri e di oggi

    Mediche, levatrici, ostetriche, guaritrici di Alice Corte

    Dal rito di segnatura alla cura come accompagnamento di Maddalena De Bernardi

    Testimonianze dall’entroterra italiano di Anna Lisa Cantelmi

    Per amore della materia

    Introduzione all’ecofemmismo di Annalisa Zabonati

    Quattro domande a Luciana Percovich di Maddalena De Bernardi

    L’amore erotico di Freya Mathews di Claudia Bruno

  • Eleonora Mineo, Il cibo come oggetto filosofico. Uno studio, IAPh Italia 2015

    Eleonora Mineo, Il cibo come oggetto filosofico. Uno studio, IAPh Italia 2015

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    Mangiare è un universale e l’universale, si sa, piace alla filosofia.
    Ma allo stesso tempo ha a che fare con il corpo, che piace meno alla filosofia, se non come corpo pensato, astratto, che però non mangia.

    Il mangiare oltrepassa la questione biologica e si apre alla dimensione del senso. È un gesto carico di significati, ed il cibo è la materia di questo gesto.
    La filosofia, da Platone a Nietzsche, ha sempre fatto i conti con il cibo, ma allo stesso tempo vi ha accordato un’importanza marginale. L’ipotesi proposta è che questo scarso interesse sia riconducibile alla separazione tra corpo e ragione che ha segnato la filosofia fin dai suoi inizi, e che ha relegato in secondo piano tutti quegli aspetti della vita umana legati alla corporeità. Come le donne ben sanno, questa separazione non è senza conseguenze.
    L’approccio filosofico ha permesso di interpretare il cibo attraverso l’utilizzo di alcune categorie – soggettività, relazione, natura – che appartengono alla storia del pensiero occidentale, gettando una luce particolare su un argomento apparentemente ordinario, seguendo come filo conduttore la messa in gioco del confine.

    1. Il primo confine è quello che il soggetto cerca di stabilire tra sé e l’esterno: un confine mobile, costantemente negoziato e rielaborato.
    2. L’analisi della soggettività fa emergere l’inevitabile presenza dell’altro all’interno della relazione con il cibo, a partire dal corpo materno fino alla comunità alimentare alla quale l’individuo sente di appartenere e che contribuisce a definire. Allo stesso tempo, in questo processo, si attuano dei processi di identificazione che spostano l’alterità ancora una volta verso l’esterno, istituendo nuovi confini.
    3. A minacciare lo statuto dell’umano è anche il confronto con l’animale: come in altri ambiti, anche in relazione al cibo l’uomo ha elaborato strategie e cercato elementi che potessero indicare in maniera definitiva il suo specifico rispetto all’animale. La donna, la cui posizione nella storia ha spesso coinciso con quella dell’animale, si colloca in maniera peculiare nei confronti della questione, con effetti rilevanti dal punto di vista politico.

    Come sostiene Derrida, infatti, la questione non è, né mai lo è stata, “mangiare o non mangiare, mangiare questo e non quello, il vivente o il non vivente, l’uomo o l’animale”, quanto – nella nostra relazione con il cibo, ma non solo – “la migliore maniera, la più rispettosa e la più riconoscente, la più adatta così a rapportarsi all’altro e a rapportare l’altro a sé.” (J. Derrida, Bisogna ben mangiare)

     

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  • Eleonora Mineo e Gea Piccardi (a cura di), Dossier. Sguardi puntati su Expo. Per nutrire un confronto politico, IAPh Italia 2015

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    Di fronte all’evento Expo2015 – un evento che produce discorsi e narrazioni non solo attraverso la retorica sul cibo, ma anche, e forse soprattutto, attraverso le modalità di organizzazione del lavoro, della condivisione, della partecipazione, del pensiero – abbiamo scelto di prendere parola.

    Lo abbiamo fatto, e abbiamo invitato le autrici di questo dossier a farlo, nella prospettiva della differenza, ovvero forti delle competenze accreditate dall’esperienza e certe dell’autorevolezza della parola che scaturisce dalla consapevolezza del proprio essere incarnate, con uno sguardo sul mondo che sappia tener conto dell’intreccio di relazioni in cui siamo e che ci chiama a dirne qualcosa, per farne qualcosa.

    Le autrici hanno risposto al nostro invito, ciascuna secondo il proprio sentire, ciascuna con una propria specificità, anche distanti le une dalle altre, ma mettendo in luce dei punti distinti che insieme si tengono e delineano un contributo unico, di ampio respiro, aperto in più direzioni.

    Abbiamo deciso di prendere parola perché abbiamo molto da ridire, su Expo e le sue contraddizioni, ma soprattutto su una differenza che dà forma al mondo, da dire ancora e ancora.

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  • Sandra Burchi e Teresa Di Martino (a cura di), Come un paesaggio. Pensieri e pratiche tra lavoro e non lavoro, Iacobelli, 2013

    A oltre vent’anni dalle teorie sulla “femminilizzazione” del lavoro, su cui tanto hanno investito pensatrici militanti e studiose, come si colloca il pensiero femminista? Quali sono le condizioni materiali delle donne nell’Europa dell’austerity e delle rivolte? Quali sono le attività a cui attribuire valore? Come pensare la ricchezza oltre il denaro? Come immaginare politiche di trasformazione delle condizioni di vita e non solo di tutela e inclusione? E ancora: ripartire dal lavoro o no?

    Sulla relazione tra donne e (non) lavoro si è detto e scritto molto negli ultimi anni. E’ ormai chiaro che la posta in gioco non è quella di trovare misure di inclusione o di escogitare tutele, ma di pensare una giustizia che a partire dalla posizione di una donna sia valida per tutti. Quando i principi costituzionali della cittadinanza cominciano a scricchiolare, quando il sistema del lavoro si rivela incapace di rispondere alle esigenze di una società, pensare a partire da una cittadinanza mai veramente compiuta, può offrire risorse di analisi e aprire a nuovi orizzonti.

    Le autrici di questo volume prospettano la possibilità di scombinare alcune equivalenze che hanno dominato il campo degli studi sul lavoro – cittadinanza/lavoro, denaro/lavoro, presenza nel mondo/lavoro – aprendosi uno spazio teorico fatto di orizzonti, crinali e strati, come un paesaggio.

    Il volume sviluppa i temi emersi dalla Giornata di studi promossa nel marzo 2012 dalla redazione Iaph Italia “Lavoro o no? Crisi dell’Europa e nuovi paradigmi della cittadinanza”.

     

    INDICE

    Federica Giardini
    Prefazione

    Sandra Burchi e Teresa Di Martino
    Introduzione

    Orizzonti. I paradigmi 

    Carole Pateman
    Il contratto sessuale
    venticinque anni dopo. Democrazia, lavoro, reddito di base

    Ina Praetorius
    Il reddito di base incondizionato nell’economia post-patriarcale

    Florence Jany-Catrice e Dominque Méda
    Oltre il PIB . Alla ricerca di nuovi indicatori

    Maria Pia Lessi
    Diritti generativi. Quando la giustizia nutre la vita

    Antonella Faucci
    ABC del diritto sul lavoro. Dalla Costituzione, indietro e in avanti

    Crinali. Vite in contraddizione

    Alessandra Gissi
    Il «lavoro che non esiste». Cittadine/lavoratrici tra marginalità e diritti nell’Italia repubblicana

    Anna Simone
    Nuovi universali. Cittadinanza senza lavoro/lavoro senza cittadinanza

    Jules Falquet
    Lo specchio delle allodole. Analisi femministe sul capitalismo finanziario

    Claudia Bruno e Sandra Burchi
    Da qui dentro, da qui fuori. Lavorare a casa

    Strati. Genealogie e aperture

    Pina Nuzzo
    Cogliere lo scarto. Rappresentazione del femminismo e femminismo qui e ora

    Annalisa Murgia
    Il lavoro scompare, insieme alle rose. Nei labirinti della precarietà

    Marina Piazza
    Nel corso dei tempi

    Eleonora Forenza
    Femministe al lavoro. Del reddito di autodeterminazione

    Giordana Masotto
    Le differenze dell’Agorà. Pratiche dell’agire politico

    Maria Pia Pizzolante
    Ultime generazioni. Reinventare il lavoro

    Elena Doria
    Tra vecchie e nuove pratiche. Il mutualismo

    Diversamente occupate
    Diritto universale alla maternità. La misura di un corpo che si espande