Author: giulia-salaris

  • Simona Forti

    simona.forti[at]uniupo.it

    Simona Forti è nata a Modena nel 1958. Laureatasi in Filosofia presso l’Università di Bologna, consegue il dottorato in Storia del Pensiero Politico all’Università di Torino. Insegna Storia del pensiero politico contemporaneo presso l’Università del Piemonte Orientale, dove presiede inoltre BIOS, centro di ricerca internazionale su biopolitica e bioetica (http://bios.polis.unipmn.it/). È tra i fondatori del programma di dottorato in Filosofia “FINO” coordinato dal Consorzio del Nord-Ovest.

    Ampiamente riconosciuta in Italia e all’estero per i suoi studi di vasta portata sul pensiero di Hannah Arendt e l’idea filosofica del totalitarismo. Negli ultimi anni ha dato importanti contributi al dibattito sulla biopolitica, concentrandosi sulla biopolitica nazista delle anime e sulla biopolitica democratica dei corpi. Ha ricostruito nei suoi studi la struttura filosofica di alcune delle maggiori questioni politiche del Novecento e del nostro presente.

    Dell’esperienza del pensiero della differenza sessuale Simona Forti offre una lettura in stretta continuità, teorica e pratica, con la riflessione politica di Hannah Arendt.

     

    Opere dell’autrice

    – I Nuovi demoni. Pensare oggi male e potere, Feltrinelli, “Campi del sapere”, Milano 2012

    Il testo riflette sul rapporto tra male e potere. In una reinterpretazione del male che affianchi al “paradigma Dostoevskij” «un altro insieme paradigmatico di concetti che ne integri, e al contempo ne sblocchi, la geometria rigidamente fissata sulla separazione tra un soggetto e un oggetto assoluti del dominio».

      – Hannah Arendt tra filosofia e politica, Bruno Mondadori, Milano 2006

    «Pensare la politica al femminile è, per le filosofe femministe continentali – soprattutto italiane e francesi – in primo luogo il modo di nominare la sfida che un pensiero della “situatezza” e della “datità” vuole lanciare contro ogni tipo di procedimento “astraente”. Ciò che infatti rimane impensato anche da buona parte del femminismo – sia quello emancipazionista sia quello identitario – è la questione dell’unicità. L’identità femminile ha sì la sua radice nel dato primo e fattuale della differenza sessuale, ma non vi rimane univocamente legata. […] A ciò sembra aprire la filosofia di Hannah Arendt. La sua ridefinizione della politica si presta a significare, attraverso una pratica performativa e “narrativa”, un’identità non oggettivabile e non omologante».

     – La filosofia di fronte all’estremo. Totalitarismo e riflessione filosofica, Einaudi, Torino 2004

    Raccolta di saggi che l’autrice ha curato sul tema del totalitarismo. Analisi filosofica delle diverse modulazioni che il concetto di totalitarismo ha subito nel tempo che, non limitandosi ad un approccio storico-politico, tenta una rielaborazione di questa categoria concettuale su di un orizzonte che includa antropologia, epistemologia, ontologia.

     – Il totalitarismo, Laterza, Roma-Bari, 2001

    Analisi storico-filosofica del concetto di totalitarismo.

     – Vita della mente e tempo della polis. Hannah Arendt tra filosofia e politica, Franco Angeli, Milano 1994 (Price Angiolini “Miglior Opera Prima”, 1995)

    Il testo ricostruisce il significato complessivo del percorso intellettuale arendtiano e insiste sulla radicale ridiscussione del tradizionale rapporto tra filosofia e politica, tra theoria e praxis.

     

    Saggi in volume

     – Corpi democratici, politicamente corretti, in G. Zagrebelsky (a cura di), “Le ragioni dei molti e il potere dei pochi”, Einaudi, Torino 2011

    – Il Grande Corpo della totalità. Immagini e concetti per pensare il totalitarismo, in M. Recalcati (a cura di), “Forme contemporanee del totalitarismo”, Bollati Boringhieri, Torino 2007

     – Femminismo, in G.Pasquino, N. Matteucci, N. Bobbio, “Dizionario di Politica”, nuova edizione, Torino UTET, 2003

     – Totalitarismo, “Enciclopedia della Scienze Sociali”, Treccani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2000

     

    Articoli su rivista

     – La vita e le sue qualità ai tempi del biopotere, “Filosofia politica”, XXIII, n. 3, 2009

     – Rinforzare la specie. Il corpo femminile tra biopolitica e religione materna, (con O. Guaraldo) “Filosofia politica”, A. XX, n. 1, aprile 2006

     

     

  • Julia Kristeva

    E’ nata a Sliven  il 24 giugno 1941. E’ una linguista, psicanalista, filosofa e scrittrice francese, di origine bulgara. Vive e lavora in Francia dal 1964 e pubblica principalmente in francese anche se le opere più significative le troviamo tradotte in italiano. Negli anni sessanta e settanta lavorò attivamente alla vita culturale francese dell’epoca collaborando con Michel Foucault, Roland Barthes, Jacques Derrida e Philippe Sollers. E’ tra le fondatrici della rivista Tel Quel. Nel 1963 si diploma in Filologia romanza all’Università di Sofia in Bulgaria. Nel 1964 prepara un dottorato in letteratura comparata all’Accademia delle scienze di Sofia; nel 1965 ottiene una borsa di studio nel quadro di accordi franco-bulgari e dopo il 1965 prosegue gli studi e il lavoro di ricerca in Francia all’Ecole pratique des hautes Etudes (E.P.H.E). Nel 1979 divenne psicanalista, dopo aver seguito dei seminari di Jacques Lacan. Ha costruito una relazione tra la semiologia e l’analisi psicanalitica. Nel 1992 è nominata direttore della Scuola di dottorato “Langues, littératures et civilisations, recherches transculturelles: monde anglophone-monde francophone”, all’Università di Paris VII Denis Diderot e Permanent Visiting Professor al Dipartimento di Letteratura comparata dell’Università di Toronto. Nel 1993 è nominata membro del Comitato scientifico, che affianca il ministro dell’Educazione Nazionale. Attualmente è  professoressa di semiotica all’Università Paris VII  Denis Diderot e  alla State University of New York.

     

    Opere dell’autrice in italiano

     – Stranieri a noi stessi. L’Europa, l’altro, l’identità, Donzelli, Roma 2014

    Libro che riflette sul tema dello straniero e sulla condizione di essere stranieri. Sostiene una tesi radicale: la possibilità di vivere “con gli altri” senza rifiutarli, ma allo stesso tempo senza annullare le differenze, passa attraverso il riconoscimento del nostro essere “stranieri a noi stessi”. Rispettare lo straniero nella sua differenza significa riconnettersi al nostro diritto alla singolarità, che è l’ultima conseguenza dei diritti e dei doveri dell’essere umano.

     – L’avvenire di una rivolta, il Melangolo, Genova 2013

    «In epoche che percepiamo in oscuro declino o, almeno, sospese, l’indagine resta la sola forma di pensiero possibile: indizio di una vita semplicemente viva. L’interiorità non è la nuova prigione. Il suo bisogno di legami potrebbe, in futuro, fondare un’altra politica. Oggi, la vita psichica sa che si salverà solo se saprà concedere a se stessa il tempo e lo spazio delle ribellioni: rompere, rammentare, rifare».

     – Teresa, mon amour. Santa Teresa d’Ávila: l’estasi come un romanzo (2008), Donzelli, Roma 2009

    Il romanzo costituisce una dettagliata ricostruzione dell’universo mentale e del malessere psicofisico della santa che diviene lo spunto per una profonda riflessione sul nostro attuale bisogno di credere. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Il bisogno di credere. Un punto di vista laico, Donzelli, Roma 2006

    In questo libro, che raccoglie assieme al testo della Conferenza di Notre-Dame un ampio saggio inedito scritto appositamente, Kristeva anticipa i termini delle sue nuove sfide intellettuali. Parlarne da laica non le preclude un’attenzione particolarmente sensibile a quel «bisogno di credere» e a quell’elaborazione del dolore che rappresentano uno degli apporti più originali del cristianesimo alla nostra civiltà. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Hannah Arendt. La vita le parole (1999), Donzelli, Roma 2005

     – Melanie Klein. La madre la follia (2000), Donzelli, Roma 2006

     – Vita d’una donna (2002), Donzelli, Roma 2004

    L’ iperbole provocatoria di “genio” è stata il filo conduttore che ha aiutato Julia Kristeva a riconoscere il contributo di alcune donne straordinarie che hanno segnato la storia dell’ultimo secolo. È per affinità personale che Kristeva ha letto, amato e scelto Hannah Arendt (1906-1975), Melanie Klein (1882-1960) e Colette (1873-1954) valorizzando il superamento operato nei rispettivi campi di riferimento: la politica, la psicoanalisi e la letteratura. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Il rischio del pensare (intervista a Marie-Christine Navarro, 1998), Il melangolo, Genova 2006

    «La rivolta costituisce la nostra intimità psichica, la vita psichica, lo psichismo come vita»: si tratta di una ribellione in nome della libertà che non vuole ridurre l’individuo a un dis-adattato della produzione, quando il consumo spacciato per vita non è altro che il pallido simulacro di un’ingannevole sublimazione. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Una donna decapitata (1996), Sellerio, Palermo 1997

    Seconda opera narrativa dell’autrice, si tratta di un romanzo poliziesco.

     – Le nuove malattie dell’anima (1993), Borla, Roma 1998

    La pratica psicoanalitica recente scopre dei “nuovi pazienti”. Al di là delle apparenze classiche, isteria o nevrosi ossessive, le ferite narcisistiche, i rischi di psicosi, i sintomi psicosomatici mostrano tutti una particolare difficoltà a rappresentare. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Il linguaggio, questo sconosciuto: iniziazione alla linguistica (con un’intervista di Augusto Ponzio), Adriatica, Bari 1992

    Da dove inizi quando vuoi conoscere la linguistica? Questo libro risponde a questa domanda. Più che un libro di testo, per gli studenti interessati alla lingua e alle scienze umane, traccia la storia dei pensieri sul linguaggio, sviluppati in diverse civiltà, per focalizzare il suo interesse sulla scienza del linguaggio in Occidente. Il pensiero linguistico è così illuminato, come strettamente correlato alla filosofia e alla società.

     – I samurai (1990), Einaudi, Torino 1991

    Debutto narrativo dell’autrice – che ricalca nel titolo il capolavoro di Simone de Beauvoir – “I samurai” è un romanzo semi-autobiografico che ricostruisce brillantemente un’epoca fondamentale della storia francese del dopoguerra – Parigi alla fine degli anni ’60 – e allo stesso tempo registra la disillusione politica e il fermento di una generazione. In una vivace narrazione che copre tre continenti, il romanzo segue una schiera di guerrieri intellettuali appassionati e promiscui: il “samurai” per il quale la scrittura è l’unico atto duraturo di piacere e di guerra combinati.

     – La testa senza il corpo. Il viso e l’invisibile nell’immaginario dell’Occidente (1989), Donzelli, Roma 2009

    Con una prosa a metà tra il letterario e il filosofico, e un ricchissimo apparato iconografico, il libro ripercorre una storia per immagini del visibile in Occidente, e diventa l’occasione per un ripensamento di alcune sue specificità, come l’importanza delle icone, che per i bizantini equivalevano non solo a una forma d’arte visuale ma anche a una forma di scrittura. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Stranieri a sé stessi (1988), Feltrinelli, Milano 1990

    Il volume costituisce un classico della letteratura sull’interculturalità. Kristeva, analizza la figura dello straniero nella storia passando in rassegna le principali posizioni assunte dall’uomo occidentale nei confronti dello straniero. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Sole nero. Depressione e melanconia, Feltrinelli, Milano 1986

    L’autrice propone qui una riflessione su depressione e melancolia. Due le tesi fondamentali sostenute nel libro: la prima, che la melancolia degli antichi abbia assunto nei nostri giorni il volto di una malattia riconoscibile quale la depressione; la seconda, che la depressione però, proprio perché sperimenta l’inconsistenza del senso delle cose sia capace di una trasformazione rivoluzionaria nel pensiero e nelle forme artistiche.

     – In principio era l’amore. Psicoanalisi e fede (1985), Il mulino, Bologna 1987; ed. SE, Milano 2001

    Analizzando le coincidenze cruciali tra psicoanalisi e fede da un punto di vista laico, Kristeva auspica una condizione esistenziale rinnovata dall’ interesse per l’altro motivato dall’amore e dal dialogo libero da pregiudizi. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Storie d’amore (1983), Editori Riuniti, Roma 1985

    «Essere una psicanalista significa sapere che tutte le storie finiscono per parlare d’amore»: questa la genesi di un libro che riflette proprio sulla mancanza d’amore – presente o passata, reale o immaginaria – come leit motiv del dolore dei pazienti psicanalitici. Condividere con i pazienti il senso di smarrimento che l’amore sempre porta con sé è la chiave della comprensione di questa stessa sofferenza. Il confronto con il decalogo delle differenti forme d’amore, da quello cristiano a quello sessuale, e con le grandi elaborazioni teoriche dell’amore, da Platone a Bataille, confermano l’amore al centro della storia umana.

     – Poteri dell’orrore. Saggio sull’abiezione (1980), Spirali, Milano 1981

    Questo libro, al di là dell’esperienza psicanalitica che comporta, costituisce una riflessione sul nichilismo moderno e sul suo superamento effettuato dalla scrittura. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Materia e senso. Pratiche significanti e teoria del linguaggio (traduzione parziale di Polylogue, 1980), Einaudi, Torino 1980

    Kristeva definisce la “semanalisi” quella semiologia che stringe alleanze con la psicanalisi freudiana e con la sociologia. La semiotica si deve rivolgere alla psicoanalisi per rimettere in questione il soggetto senza di cui la lingua come sistema formale non si realizza nell’atto di parola. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Donne cinesi, Feltrinelli, Milano 1975

    Libro scritto al ritorno dell’autrice dal suo viaggio in Cina nel 1974.

     – La rivoluzione del linguaggio poetico (1974), Marsilio, Venezia 1979

    La linguistica cessa di essere una scienza costitutiva, universitaria, mentre in essa si profilano due tendenze inseparabili ma distinte: il simbolico, ordine dell’individuazione, dell’enunciazione, della significazione, e il semiotico, momento d’irruzione della pulsione del linguaggio, ritmo, senso. E nella dialettica di questi due momenti il linguaggio poetico compie la sua rivoluzione. Una rivoluzione non teologica, non risolutiva, in cui le grandi istituzioni occidentali, lo stato, il diritto, la religione, vengono erose da questo lavoro nella lingua. Dall’introduzione all’opera di Julia Kristeva su Iaph Italia.

     – Séméiôtiké. Ricerche per una semanalisi (1969), Feltrinelli, Milano 1978

    La semiotica, qui, si propone come il luogo da cui si articolerà una teoria generale delle modalità di significazione. Mirando allo stesso tempo a mettere in discussione o rielaborare i sistemi linguistici e logici, attraverso le analisi del soggetto e della storia chiamate da Freud e Marx, è designato come una semanalisi. L’elaborazione della semanalisi, spostando i limiti del segno, del significato, della struttura, deve necessariamente trovare come punto di partenza un «oggetto escluso dall’ordine della conoscenza poiché enfatizza i suoi contorni: “letteratura”».

     

    Saggi in volume

     – Discorso e famiglia in Cina. Alcune proposte (1975), in Armando Verdiglione (a cura di), Psicanalisi e semiotica, Feltrinelli, Milano 1975

     – Il soggetto in processo (1973), in Philippe Sollers (a cura di), Verso una rivoluzione culturale, Dedalo, Bari 1974

     – Bataille l’esperienza e la pratica (1973), in Philippe Sollers (a cura di), Verso una rivoluzione culturale, Dedalo, Bari 1974

     – La semiologia scienza critica e/o critica della scienza (1971), in Umberto Silva (a cura di), Scrittura e rivoluzione (traduzione parziale di Théorie d’ensemble), Mazzotta, Milano 1974

     – Semiologia e grammatologia (1968), in Jacques Derrida, Colloqui con Henri Ronse, Julia Kristeva, Jean-Louis Houdebine, Guy Scarpetta, Lucette Finas, Bertani, Verona 1975

     

    Opere sull’autrice

    – Jennifer Radden, The Nature of Melancholy: From Aristotle to Kristeva, Oxford University Press, 2000

    – Megan Becker-Leckrone, Julia Kristeva And Literary Theory, Palgrave Macmillan, 2005

    – Sara Beardsworth, Julia Kristeva, Psychoanalysis and Modernity, Suny Press, 2004 (2006 Goethe Award for Psychoanalytic Scholarship for the best book published in 2004)

    – Kelly Ives, Julia Kristeva: Art, Love, Melancholy, Philosophy, Semiotics and Psychoanalysis, Crescent Moon Publishing Édition, 2010

    – Kelly Oliver, Ethics, Politics, and Difference in Julia Kristeva’s Writing, Routledge, 1993

    – John Lechte, Maria Margaroni, Julia Kristeva: Live Theory, Continuum International Publishing Group Ltd, 2005

    – Anna Smith, Julia Kristeva: Readings of Exile and Estrangement, Palgrave Macmillan, 1996

    – David Crownfield, Body/Text in Julia Kristeva: Religion, Women, and Psychoanalysis, State University of New York Press, 1992

     

    Link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice 

    Dobbiamo costruire una religione laica, La Repubblica

    24.03.2005 Intervista di Cristina Bolzani, “Julia Kristeva: Colette e le sensuali polifonie”, SD

    22.08.2004 Intervista di Ottavio Rossani, “Julia Kristeva: oltre il femminismo per capire il ‘900

    01.07.2010 Una conversazione con Julia Kristeva

    23.03.2006 Julia Kristeva: la geniale arte della vita

    10.02.2004 Julia Kristeva a Bisanzio, come in un quadro di Escher

    13.10.1997 Julia Kristeva: “Freud, linguista taumaturgo. Capì che solo la parola ci può salvare”

     

    Link 

    Visita il sito ufficiale dell’autrice

    Leggi la recensione di “L’avvenire di una rivolta” di Paolo B. Vernaglione

     

  • Chiara Zamboni

    chiara.zamboni[at]univr.it

    Docente di Filosofia del Linguaggio presso l’Università degli Studi di Verona, insegna nel Master di Filosofia di Trasformazione presso la stessa università. È tra le fondatrici della comunità filosofica di Diotima, che nasce nel 1984, e di di cui ha curato numerosi volumi collettanei. Si dedica alla ricerca e alla sperimentazione nel linguaggio. In questo momento il suo studio si snoda intorno al tema della presenza, indagando la sua incidenza nel fare filosofia in forma orale, pensando con altre e altri.

     

    Opere dell’autrice 

     – Il male in Simone Weil e Hannah Arendt, Una città società cooperativa, 2017

    Il saggio tratta di come Simone Weil e Hannah Arendt abbiano affrontato la questione del male senza mai ontologizzarlo e sempre legate ad una prospettiva di apertura all’interno della storia drammatica del Novecento. Da un punto di vista ermeneutico il saggio critica quelle posizioni che interpretano le concezioni di Weil e Arendt sul male inserite in una concezione gnostica.

     – Una filosofia femminista. In dialogo con Françoise Collin (a cura di), Manni, Lecce 2015

    Si tratta di un libro che raccoglie diversi contributi per delineare il pensiero filosofico di Francoise Collin. Un pensiero molto importante per il contributo dato ai temi stringenti della filosofia femminista europea della seconda metà del Novecento e degli inizi del nostro secolo.

     – L’inconscio può pensare? Tra filosofia e psicoanalisi (a cura di), Moretti&Vitali, Bergamo 2013

    Libro corale dove voci provenienti da aree di pensiero differenti incrociano filosofia e psicanalisi. Fulcro del libro è una riflessione sull’inconscio: quali forme creative e quali intenzioni esso assuma e quali forme di ragione possano accompagnare le sue trasformazioni. Tener saldo un legame del pensiero con i movimenti dell’inconscio significa arrivare ad un’altra forma di ragione che accolga finalmente il sentire.

     – Pensare in presenza. Conversazioni, luoghi, improvvisazioni, Liguori, Napoli 2009

    L’ultimo libro di Chiara Zamboni, Pensare in presenza. Conversazioni, luoghi, improvvisazioni, si interroga sulle forme e le qualità che caratterizzano il pensare oralmente insieme ad altri e su come questa pratica sia in grado di potenziare l’agire politico. Il pensare con altre è stata e rimane una pratica fondamentale per le donne, condizione essenziale della rivoluzione femminista e del pensiero della differenza, ma anche in generale della capacità da parte della politica delle donne di introdurre una discontinuità rispetto al simbolico dominante, di mettere in discussione le rappresentazioni fornite dall’esterno, ricorrendo al partire da sé, affidandosi all’esperienza e al sentire propri e delle altre. Dalla recensione di Angela Lamboglia su Iaph Italia.

     – Il cuore sacro della lingua, Il Poligrafo, Padova 2006

    Una riflessione profonda sul valore della lingua materna. “Tessuto carnale” che, nei primi anni della nostra vita, ci dischiude i nomi e i segreti del mondo e che resta, per tutta la sua durata, come sfondo inesauribile di creatività quando desideriamo significare le esperienze che viviamo. E questo proprio in virtù del suo legame originario con la dimensione simbolica della nostra esistenza.

     – Maria Zambrano. In fedeltà alla parola vivente, Alinea, Firenze 2002

    «Come Agostino ha saputo inventare un linguaggio e una cultura nuovi, rivelando a sé e agli altri la verità della sua esistenza, così Zambrano invita noi a dire la verità di ciò che viviamo. […] È questo il solo modo per sottrarci a una deportazione in linguaggi oggettivi fuori di noi, oggi sempre più burocratici, o pseudoscientifici, o più semplicemente finti. Si tratta di una cura e di una attenzione per le parole nella loro verità, che, proprio per il mondo culturale e simbolico in cui viviamo, direi che ha l’importanza di una vera e propria pratica politica».

     – Parole non consumate. Donne e uomini nel linguaggio, Liguori, Napoli 2001

    «Di fronte alla necessità detta esplicitamente, il desiderio, che era rimasto imbrigliato dalle illusioni e dai mezzi aggiustamenti che si fanno tra sé e sé, si rimette in movimento andando oltre il guscio di piacere monotono e protetto nel quale si era perduto. Uno spirito di avventura ci trascina con sé con leggerezza. Non si tratta dunque tanto di momenti di equilibrio nello squilibrio, quanto di una necessità detta, nominata, e ciò fa iniziare un movimento nuovo verso luoghi d’esperienza che non si conoscono. E’ allora che le parole non si consumano. Le parole si logorano quando se ne adoperano troppe, perché si cerca e si accumula sapere, si va a tentoni. Qualcosa ci sfugge. Là dove però le parole accompagnano la necessità, il frastuono tace».

     – L’azione perfetta, Edizioni Centro Culturale Virginia Woolf – Gruppo B, Roma 1994

    Con sempre presente il riferimento a Virginia Woolf, l’autrice affronta nel libro il tema dell’azione. Nello specifico quell’azione – fondamentale nel pensiero della differenza e nelle pratiche di autocoscienza – che non trova il suo significato nello scopo strumentale per il quale è messa in movimento, bensì lo scopre con e nell’azione stessa; con esiti imprevisti e non predeterminati al modo di una strategia.

     – Interrogando la cosa. Riflessioni a partire da Martin Heidegger e Simone Weil, I.P.L., Milano 1993

    Saggio dedicato a un confronto tra Weil e Heidegger, fondato sul constatare come entrambi partano da un niente di rappresentabile che ha però effetti di azione e pensiero, sul modo di porsi nell’agire e nel linguaggio. Pur con le loro indiscutibili differenze – nell’affrontare la storia politica del proprio tempo e nella diversa centralità riconosciuta al corpo – riconosce in entrami la sperimentazione di forme simboliche quando ci si pone fuori dal dispositivo soggetto/oggetto.

     

    Saggi in volume

     – Pensare in rapporto alla natura, in M. Forcina (a cura di), Quando la differenza fa la politica, Milella, Lecce 2014, pp. 157-165

     – Soggetto femminile e natura, in D. Di Leo (a cura di), Pensare il senso. Perché la filosofia, Mimesis, Milano 2014, pp. 439-451

     – Il lato inconscio del presente, in M. Forcina (a cura di), Diamo corpo al futuro, Milella, Lecce 2013, pp. 181-187

     – Connessioni, differenze, slittamenti tra politica e potere, in M. Forcina (a cura di), Nelle controriforme del potere: generazioni al lavoro, Milella, Lecce 2012, pp. 127-136

     – Corpo, linguaggio e differenza sessuale in Luce Irigaray, in M. Folci, P. Rosa (a cura di), E manu capere. Sedici lezioni strane a Brera, Scalpendi, Milano 2012 , pp. 93-101

     – Introduzione e Nel cuore del presente, in Diotima, La festa è qui, Liquori, Napoli 2012

     – Quando il reale si crepa, in Diotima, La magica forza del negativo, Liguori, Napoli 2005

     – Il tempo vivo del vangelo e Momenti radianti, in Diotima, Approfittare dell’assenza. Punti di avvistamento sulla tradizione, Liquori, Napoli 2002

     – Adelina eccelli: l’università è il mio paese e Sentimenti che fanno luce, in Diotima, Il profumo della maestra. Nei laboratori della vita quotidiana, Liquori, Napoli 1999

     – Prefazione e Il materialismo dell’anima, in Diotima, La sapienza di partire da sé, Liquori, Napoli 1996

     – Ordine simbolico e ordine sociale, in Diotima, Oltre l’uguaglianza. Le radici femminili dell’autorità, Liquori, Napoli 1995

     – Le vie del simbolico, in Diotima, Il cielo stellato dentro di noi. L’ordine simbolico della madre, La tartaruga, Milano 1992

     – L’inaudito e Appendice – Diotima comunità, Diotima politica, Diotima maestra, (con Luisa Muraro) in Diotima, Mettere al mondo il mondo. Oggetto e oggettività alla luce della differenza sessuale, La Tartaruga, Milano 1990

     – Il pensiero della differenza sessuale (collettivo) e Appendice – Cronaca dei fatti principali di Diotima (con Luisa Muraro), in Diotima, Il pensiero della differenza sessuale, La Tartaruga, Milano 1987

     

    Articoli su rivista

     – Le maestre di Lacan per una psicoanalisi come arte, in Attualità lacaniana, n. 19, 2014, pp. 75-82

     – Maria Zambrano et la mystique iranienne, in Europe, n. 1027-1028, 2014, pp. 187-194

     – Il materialismo di Maria Zambrano e la politica delle donne, in Humanitas, anno LXVIII. n. 1-2, 2013, pp. 100-108

     – Subjectividad feminina e inconsciente. En diálogo con Lou Andreas-Salomé, in Duoda, n. 45, 2013, pp. 14-21

     – Edith Stein: una donna, in Religioni e società, Gennaio-Aprile, Firenze 2005, pp. 8-14

     – Edith Stein, la Germania e lo Stato totalitario, in Koinonia,12, 2003, pp. 15-17

     

    Link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice

    Linguaggio e politica

    https://www.iaphitalia.org/quarto-incontro-linguaggio-e-politica-intervento-di-chiara-zamboni/

    La passione della differenza sessuale

    https://www.iaphitalia.org/chiara-zamboni-l…ferenza-sessuale/

    Lo splendore di avere un linguaggio

    http://www.associazionelaima.it/intervento-di-chiara-zamboni/

    Derrida, tra lingua materna e lingua dell’altro

    http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=951

    La libera voce di cassandra

    http://personagge.wordpress.com/2011/12/03/la-libera-voce-di-cassandra-di-chiara-zamboni/

    La filosofia è femminile

    http://www.giudiziouniversale.it/articolo/Politica/la-filosofia-%C3%A8-femminile

    Parole vive e coraggio di uscire dalle identità

    http://www.pensierinpiazza.it/pensieri-e-pensatori/142-zamboni-chiara.html

    Quando lo spirito soffia dove vuole. Le donne che si astengono dal cibo.

    http://www.diotimafilosofe.it/down.php?t=3&id=244

    Il desiderio di politica

    http://www.youtube.com/watch?v=B8rFMFY1xew

    Gendering the academy, un altro genere di università

    http://genderingtheacademy.jimdo.com/relatrici-speakers/chiara-zamboni/

    Intervista su Mammablog

    http://nuke.mammablog.it/_linguamaterna/_Zamboni/tabid/71/Default.aspx

     

    Link

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    La comunità di Diotima

    www.diotimafilosofe.it

    Pagina sul sito di Diotima

    http://www.diotimafilosofe.it/bio_chiazam.htlm

     

  • Tristana Dini

    tristana.dini[at]libero.it

    Dottoressa di ricerca in Filosofia, Tristana Dini ha studiato presso le Università di Napoli, Berlino, Bochum e Messina. La sua attività di ricerca viene a concentrarsi sul dibattito filosofico attorno ai temi della biopolitica, ambito su cui per anni ha svolto attività di ricerca guidata da Angela Putino. Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze politiche, sociali e della comunicazione Università degli studi di Salerno, lavora al progetto “Donne, democrazia e crisi della politica”. Fa parte del collettivo di redazione di “Adateoriafemminista”, rivista online che si occupa di filosofia, psicanalisi e comunicazione, fondata da Angela Putino e Lucia Mastrodomenico.

     

    Opere dell’autrice

     – La materiale vita. Biopolitica, vita sacra, differenza sessuale, Mimesis, Roma 2016

    «Le teorie e le pratiche femministe offrono un punto di avvistamento privilegiato sull’orizzonte biopolitico che viviamo. Da due secoli al centro dell’area di attrito tra biopolitica e democrazia, il femminismo – nelle sue numerose varianti – ha messo a nudo il carattere contraddittorio di categorie della teoria politica classica come uguaglianza, democrazia, individuo, diritto, cittadinanza. […] Nel momento in cui le nuove tecnologie portano il capitalismo al cuore della vita, della sessualità, della riproduzione e i corpi delle donne risultano frammentati, oggettivati, investiti dal biopotere, si fa urgente una “politica della vita materiale” in grado di disegnare nuovi modi di abitare la contraddizione tra bíos e zoé».

    – (con S. Tarantino), (a cura di), Femminismo e neoliberismo. Libertà femminile versus imprenditoria di sé e precarietà, Mimesis, Roma 2014

    Ci vuole del coraggio ad affiancare due parole potenti come  femminismo e neoliberismo , con l’intento di ottenere uno schizzo della soggettività femminile scritta e riscritta dell’avvento di quella immensa forma di governo delle vite, che va appunto sotto il nome di neoliberismo. Dalla recensione di Eleonora De Majo su Iaph Italia.

     – La rosa di nessuno/ La rose de personne – Le rivolte metropolitane. Potere destituente/Les Révoltes métropolitaines. Pouvoir desituant, Mimesis, Milano 2008

    Terzo numero della rivista «La rosa di nessuno» che raccoglie i contributi di alcuni dei più significativi filosofi della politica francesi ed italiani attorno al concetto di “potere destituente”. Momento di avvio delle riflessioni è la rilettura delle rivolte delle banlieues francesi del 2005 «come l’apice dell’emersione metropolitana (Los Angeles, Seattle, Genova) di un potere di rifiuto che sembra svincolarsi dal confronto dialettico tra un potere costituente e un potere costituito».

     – Il «filo storico» della verità. La storia della filosofia secondo Friedrich Heinrich Jacobi, Rubbettino, Cosenza 2005

    Riflessione sull’importanza che Jacobi restituisce al “filo storico” dei problemi filosofici e come esso risulti tratto essenziale della critica jacobiana alla filosofia speculativa.

     

    Saggi in volume

     – Per una politica della vita materiale. Il femminismo alla prova del neoliberalismo, in Femminismo e neoliberalismo (a cura di T. Dini e S. Tarantino), Natan Edizioni, Roma 2014, pp. 22-35

     – Fili-azioni. La politica tra eredità e nascita, in M. Forcina (a cura di), Diamo corpo al futuro, Milella, Lecce 2013, pp. 63-73

     – Dispotismo e libertà. Religione e politica negli scritti di F. H. Jacobi, in T.Dini e S. Principe (a cura di), Jacobi in discussione, Franco Angeli, Milano 2012, pp. 15-30

     – Desiderio di teoria, desiderio di vita, in M. Forcina (a cura di), La vita, il limite e le leggi: tutela, controllo, fiducia, Milella, Lecce 2010, pp. 225-229

     – Femminismo e biopolitica. Note sul pensiero di Angela Putino, in S. Tarantino e G. Borrello (a cura di), Esercizi di composizione per Angela Putino. Filosofia, differenza sessuale e politica, Liguori, Napoli 2010, pp. 31-36

     – From self-preservation of the individual to regulation of the species. Biopolitics and teleology, in F. Michelini, L. Illetterati (a cura di), Teleology between Mind and Nature, Ontos Verlag Frankfurt, pp. 113-134

     – «L’Altro nel cuore di una totalità». Alterità, corpo e differenza sessuale nel pensiero di Simone de Beauvoir, in N. Pirillo (a cura di), Sartre e la filosofia del suo tempo, Università degli Studi di Trento, pp. 229-242

     – È già politica. Democrazia, biopolitica e singolarità sessuata, in A. Vinale (a cura di), Biopolitica e democrazia, Mimesis, Milano 2007

     – «E’ già politica». Democrazia, biopolitica e singolarità sessuate, in A. Vinale (a cura di) Biopolitica e democrazia, Mimesis, Milano 2006, pp. 169-198

     

    Articoli su rivista

     – «Cercare la forma della ragione in quella universale delle cose». Jacobi contra Kant, in «Il Cannocchiale», XXXVIII, 1, 2013, pp. 97-113

     – L’ambiguità del sacro nell’epoca della biopolitica, in «Fenomenologia e società», 1 (2009), pp. 99-112

     – Eine Stimme im italienischen Feminismus, in «Feministische Studien», 2 (2008), pp. 239-247

     – Estasi metropolitane, in «La rosa di nessuno/La rose de personne», 3 (2008), Mimesis, pp. 113-124

     – Ist das Persönliche (bio-)politisch?, in «Feministische Studien», 1 (2007), pp. 8-24

     – Adateoriafemminista, in «DWF», 1(73), 2007, pp. 4-5

     – Sistema e fine del patriarcato, in «Adateoriafemminista», n. 2, gennaio 2007

     – Tra “bíos” e “zoé”: teorie femministe della biopolitica, in «Annali di Studi religiosi», 7 (2006), pp. 29-52

     – Religione e politica negli scritti di F. H. Jacobi (1773-1796), in «Annali di studi religiosi», 5 (2004), pp. 193-227

     – Croce interprete di Jacobi, in «Croce filosofo. Atti del Convegno Internazionale di studi in occasione del 50° anniversario della morte», Rubbettino, Cosenza 2003, vol. II, pp. 320-331

     – In dialogo col fantasma. Il confronto di Jacobi con la filosofia di Spinoza, in «Archivio di storia della cultura», Anno XV – 2002, pp. 195-231

     

    Link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice

    L’evoluzionismo che visse due volte, in “Qt”, n. 6, 25 marzo 2006

    Sensata o sessuata esperienza? Epistemologia femminista e biopolitica, XII IAph Symposium

    Santità versus salute, in “Adateoriafemminista”, n. 31, gennaio 2008

     

    Link

    Collegamento alla pagina personale sul sito dell’Università degli studi di Salerno

     

    Iniziative

    Maggio 2009 – Pensiero e giustizia in Simone Weil. Giornate di studio per il centenario della nascita di Simone Weil;

    Agosto – Settembre 2006, Roma – XII IAph Symposium.

    Gennaio 2006-2009 – progetto: il futuro della natura umana, con P. Costa e F. Michelino.