L’Italia, come molti altri paesi, potrebbe offrire una lista sterminata di documenti video sulla vita delle donne, spesso nascosti tra gli altri. È solo da alcuni decenni tuttavia che grazie al lavoro delle donne – alla creazione di luoghi (archivi, biblioteche) e spazi (festival) – attingere a questi materiali non è più riservato esclusivamente agli addetti ai lavori o possibile solo attraverso la Rai (Radio televisione Italiana) e all’Istituto Luce. Un grande passo avanti per la ricerca consiste difatti nella raccolta già operata da altre; nella creazione di siti e infine nella pubblicazione oggi di filmati degli anni passati e contemporanei, che fotografano la vita delle italiane; l’evoluzione del rapporto tra i sessi; il/i femminismo/i.
Propongo sette video per iniziare, tra film e documentari, che aiutino a comprendere le condizioni economiche, sociali, giuridiche italiane e la loro struttura patriarcale, dagli anni Quaranta ai giorni nostri. Per avere una prima seppure approfondita visione di cosa il femminismo degli anni Settanta e i grandi gruppi di donne – alcuni presenti già dal dopoguerra, come l’Unione donne in Italia – hanno avversato, criticato e modificato. Comunque seguendo la filmografia dei/delle singoli/e registi/e che incontrerete, oppure investigando sui lavori, i film, le donne e gli uomini intervistati nei materiali proposti, ognuna/o potrà già ritagliarsi un percorso personale di ricerca.

Buona visione, buon lavoro!

A cura di Lorella Reale e Antonella Buonauro

  • Luisa Muraro – Tiratevi su, si torna a combattere

    9 Aprile 2013, Libreria delle donne di Milano

    visionabile qui
  • Le stanze delle donne

    Italia, 2010, b/n e colori, 27′

    Film documentario di Sandra Burchi e Silvia Savorelli, che si propone di raccontare l’esperienza contemporanea del “lavorare a casa”.
    La camera da presa è entrata nelle case, negli spazi di lavoro per registrare il fare quotidiano e le storie di quattro donne che investono molta energia e creatività nella gestione del tempo, quello che hanno a disposizione e quello che inventano moltiplicando le attività e dividendosi fra una e l’altra. Heidi si definisce creatrice di borse con materiali di riciclo, Elisabeth illustratrice di libri per l’infanzia, Antonella consulente creativa e Martina oscilla fra costumista e aiuto regista teatrale. Ma per nessuna di loro è facile trovare una semplice definizione per qualificare il proprio lavoro. Che cosa hanno in comune quattro donne di età e formazione così diversa? Vivono a Bolzano, una città di confine, multilingue, ricca, in bilico fra tradizione e ipermodernità, ma soprattutto lavorano a/da casa. Tutte si sono costruite e organizzate uno spazio di lavoro (laboratorio, ufficio, studio) all’interno delle mura domestiche, contribuendo a ridefinire, dalle loro stanze, l’esperienza del lavoro contemporaneo.
    Oggi molte donne tornano a lavorare a casa. Flessibili rispetto alle organizzazioni e ai contesti produttivi, molte giovani donne con alti titoli di studio e specializzazioni tradizionali o inedite, si trovano nella posizione di precarie, freelance, partita iva,  a svolgere un andirivieni fra luoghi di lavoro e luoghi “privati” della produzione. Altre trovano nella casa un punto di “ri-partenza” dopo la nascita di un figlio, un cambiamento di lavoro e rinnovano forme tradizionali di lavoro: artigianato, agricoltura, accoglienza, dando loro un senso e uno sviluppo nuovo e moderno. Ma lavorare a casa è una situazione che rischia di rivelare ambivalenze e ambiguità: gli aspetti di agio) spesso sono accompagnati da difficoltà e fatiche e dalla percezione di chiusura, fragilità, isolamento.
    Nel documentario le immagini di questo lavorare nascosto sono contrapposte alle immagini di archivio di altre donne, quelle che negli anni Sessanta conquistavano l’autonomia e la libertà attraverso il lavoro che portava fuori casa, come a suggerire pensieri sullo strano modo di scorrere del tempo nella storia delle donne.
    Il film è stato realizzato nell’ambito del progetto di ricerca “Lavorare a casa. Indagine sul fabbisogno formativo delle nuove lavoratrici a domicilio” , promosso dal Centro Documentazione della Donna di Bolzano e finanziato dal Fondo Sociale Europeo e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociale.

    Si può richiedere all’indirizzo:
    lestanzedelledonne@gmail.com
  • Ragazze… La vita trema

    Italia, 2009, 85’, colore e b/n, 35 mm

    Presentato al Festival di Venezia 2009 nella sezione “Giornate degli autori” e vincitore di diversi riconoscimenti all’interno del panorama festivaliero nazionale, il documentario di Paola Sangiovanni racconta la vicenda rivoluzionaria delle donne del “paese senza memoria”, concentrandosi sugli eventi compresi tra il 1967 e il ‘77. Attraverso la testimonianza di quattro esponenti di quella generazione di ventenni, il film si snoda in un appassionante racconto di quelle vittorie, che, passo dopo passo, hanno cambiato il volto delle vite personali delle donne e della cultura politica nazionale, per poi procedere ad un resoconto delle sconfitte subite ed assorbite con grande amarezza nel corso dei decenni successivi. Un racconto emozionante ed un’analisi lucida che intende rispondere idealmente ai dissidi e alle domande delle ventenni di oggi.

    Si può vedere il trailer presso:
    http://www.youtube.com/watch?v=DuJZ239cNxs
  • Ci dichiariamo nipoti politici

    Italia, 2006, 55’, colore

    Un documentario di Monica Lanfranco e Pietro Orsatti, che nella forma classica dell’intervista racconta la vita di una figura di spicco dello scenario politico e sociale italiano dal dopoguerra ad oggi: Lidia Menapace. Femminista, partigiana, tra le fondatrici del Manifesto, senatrice dal 2006, Lidia Menapace ci riporta con la sua esperienza e con la sua pratica politica alla parte migliore delle lotte per i diritti politici, per la laicità, per l’autodeterminazione delle donne. Un documento ed una testimonianza utile per accedere alla storia del ‘900 del nostro paese con una prospettiva critica e sapiente, che aiuta a leggere anche le vicende politiche dell’oggi.

    Si può vedere presso:
    http://www.arcoiris.tv/cinema_arcoiris.php
  • Una speranza e qualche dubbio

    2008, 26’, colori

    Si chiama “Falò” l’omologo svizzero-italiano di “Report”, l’unico programma che da noi in Italia ospita i documentari – inchieste. E Per “Falò” sono andati in onda molti dei lavori di una nostra giovane concittadina, Serena Tinari, il cui occhio acuto s’incentra spesso sulla salute, di tutti ovviamente bambini, uomini, donne, ma spesso e in special modo di queste ultime perché molti sono i farmaci che si tenta loro di propinare. A partire dal vaccino contro il papilloma virus che si svela essere solo impropriamente definito come un vaccino contro il tumore al collo dell’utero. Al lavoro più complessivo sui farmaci oncologici o intelligenti, che non si sa se funzionino o meno. Agli effetti delle pillole contraccettive cosiddette “leggere” o “di nuova generazione” e di farmaci suicidali come quelli anti-acne. Oppure quello complessivo sulla (in)sicurezza dei farmaci, tra i quali Aulin, che a Tinari avevano quasi valso una querela ma poi anche la soddisfazione dopo l’uscita del documentario di assistere alla restrizione delle regole per la prescrizione. Lavori fondamentali e illuminanti.

    Si possono vedere agli indirizzi:
    Una speranza e qualche dubbio
    http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=0&idc=33525
    Swissmedic, l’insicurezza dei farmaci
    http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=888&idc=8560
    Speranza e affari
    http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=888&idc=23084
    Malata e abbandonata
    http://www3.rsi.ch/pattichiari/node/471
    Morire per la pelle
    http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=888&idc=15094
    I rischi delle pillole
    http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=0&idc=40022
    Il fantasma della pandemia
    http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=0&idc=40551 
  • Un’ora sola ti vorrei

    Italia, 2002, 55’, b/n e colore

    Documentario d’esordio di Alina Marazzi alla regia. Una produzione indipendente che ha ottenuto diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali, un viaggio nella memoria personale e collettiva attraverso la travagliata vicenda biografica di Liseli Marazzi Hoepli, madre di Alina e figlia dell’editore milanese Ulrico Hoepli, dal quale fu girato il materiale amatoriale sapientemente rimaneggiato ed integrato dall’autrice. Un film poetico ed intimista, che nel descrivere il disagio di una giovane donna della buona borghesia di fronte all’ottusa intransigenza di determinati ruoli e costumi sociali, sa offrirci al contempo anche uno spaccato della condizione femminile lungo trent’anni di storia italiana.

    Si può richiedere presso:
    http://www.ibs.it
    http://www.feltrinelli.it
    Per informazioni ci si può rivolgere anche a:
    MIR Cinematografica
    Via A. Anfossi 36 – 20135 MILANO
    Tel. 0237059000
    Mail: segreteria@mircinema.com
  • Vogliamo anche le rose

    Italia, 2007, 84’, b/n e colore

    Scritto e diretto da Alina Marazzi, il film si sviluppa a partire dalle storie diaristiche di tre ragazze tra la metà degli anni sessanta e la fine degli anni settanta in Italia, ricostruite, in un’ideale continuità, attraverso l’intreccio con una serie di materiali di repertorio. Fotografie, fotoromanzi, dibattiti televisivi, film indipendenti e sperimentali, riprese militanti e private, pubblicità, musiche e animazioni d’epoca e originali, servono all’autrice per tracciare un quadro della condizione delle donne in quegli anni, una testimonianza delle lotte familiari e politiche, personali e collettive per affermare autonomia, identità e diritti in un Paese patriarcale, ma costituiscono al contempo anche lo spunto per interrogarsi sul presente delle donne e sulle sue tematiche irrisolte.

    Si può richiedere presso:
    http://www.ibs.it
    http://www.feltrinelli.it
    Per informazioni ci si può rivolgere anche a:
    MIR Cinematografica
    Via A. Anfossi 36 – 20135 MILANO
    Tel. 0237059000
    Mail: segreteria@mircinema.com
  • Storia del movimento femminista in Italia

    Italia, 2006, 45’ e 49’, b/n e colore

    Andato in onda per la Rai in due parti (Dal dopoguerra agli anni Sessanta; Gli anni Settanta) per la mia regia, è il primo tentativo in video di offrire una visione complessiva del femminismo italiano. Col pretesto di capire perchè siano state proprio le prime donne emancipate a dare il via alla più grande rivoluzione di pratiche e di pensiero, per certi versi ancora in atto nelle nostre società, ho interrogato donne e uomini, testimoni dell’epoca; filosofe; femministe; scienziate; giornaliste e insieme, il ricco repertorio Rai e del cinema italiano. Inoltre attraverso l’uso di materiali video e musicali che avessero potuto fare da collante a più generazioni, compresa la mia ( classe 1976 ), ho provato a restituire la storia e le storie del femminismo da una delle prospettive possibili. Nella versione pubblicata nel 2008 ho potuto aggiungere un terzo filmato, quasi grezzo: “Io sarò stata”, che attraverso pensatrici come Rosi Braidotti, Luisa Muraro o esperienze che dagli anni Ottanta arrivano fino a noi, come quella della libreria delle donne di Milano, propone degli spunti di riflessione sull’attualità.

    Si può richiedere presso:
    http://www.ibs.it (sezione libri), titolo: “Futuro femminile. Con DVD. Vol. 1: Passioni e ragioni nelle voci del femminismo dal dopoguerra a oggi”. 2008, Luca Sossella Editore
    Oppure, si può vedere presso:
    Archivia- Casa Internazionale delle Donne
    Via della Lungara 19 – 00195 Roma- Italia
    Tel. 066833180
    Mail: archivia.cidd@libero.it
    O ancora, alcune parti sono visibili all’indirizzo:
    http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=469

     

  • Processo per stupro

    Italia, 1978, 60′, b/n

    È tra i più sconvolgenti e notevoli materiali video prodotti in Italia relativamente alle relazioni tra i sessi. Grazie all’idea di alcune professioniste (molte appartenenti al Collettivo Femminista Cinema Roma) si ottenne per la Rai l’autorizzazione a filmare un processo per stupro. Il documentario fu registrato al Tribunale di Latina da Rony Daopulo, Paola De Martiis, Annabella Miscuglio, Loredana Rotondo, con la regia di Loredana Dordi. Quando fu trasmesso raggiunse una punta di 9 milioni di spettatori, ed ebbe una vastissima eco sull’opinione pubblica riguardo al dibattito sulla legge contro la violenza sessuale, che si voleva cambiare. Quando nel 2006 io stessa intervistai Tina Lagostena Bassi, difensore di parte civile, l’avvocata sottolineò lo shock degli spettatori, che vedevano per la prima volta come e quanto la giustizia nei tribunali era nei confronti delle donne altrettanto violenta del reato stesso (considerato tra l’altro reato contro la morale e non contro la persona): nei processi per stupro, si vedeva ora con chiarezza, non si capiva più chi fosse la parte lesa e chi gli imputati.

    È possibile vederne delle parti agli indirizzi:
    http://www.youtube.com/watch?v=xaTmbLzyWmk
    http://www.youtube.com/watch?v=pht2dMsbuao
    http://www.youtube.com/watch?v=me5AX3LVvYk
  • La lotta non è finita

    Italia, 1973, b/n e colore

    Alle immagini delle fondamentali manifestazioni dell’ 8 marzo 1972 e dell’ 8 marzo 1973 si alternano momenti di riflessione, confronto e performance ironiche del nuovo movimento femminista degli anni Settanta, che è già “pratica di pensiero”. Si tratta soltanto di uno degli importanti lavori realizzati da Colletivo Femminista Cinema Roma che nello stesso anno rendeva pubblico il proprio documento programmatico “Per un cinema clitorideo e vaginale”. In esso, prese le distanze dagli stereotipi femminili proposti dai mezzi di comunicazione audiovisivi, strumento del potere, le autrici ribadivano innanzitutto una doppia consapevolezza: la necessità di modificare i rapporti umani; la rivoluzionarietà della creatività “quando non rimane limitata all’operazione “artistica”, ma diventa creazione della vita stessa”. E in questo senso appunto loro stesse avrebbero utilizzato i loro lavori: “per parlare con altre donne, per esprimere un nuovo modo di essere donna senza per questo volere imporre nuovi modelli.”

    Si può vedere agli indirizzi:
    http://www.cinemadipropaganda.it/search/record/718
    http://iptv.cgil.lombardia.it/web/CanaleTematico.aspx?ch=42&fl=1459&mode=
    Oppure presso:
    ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO
    Via Ostiense, 106 – 00154 Roma – Italia
    Tel.(39) 06/57289551 – 06/5742872 – 06/57305447 – Fax (39) 06/5758051
    Mail: info@aamod.it – Web: http://www.aamod.it