• Dentro e oltre la pandemia: pretendiamo il reddito di cura e un Green New Deal femminista

    di Stefania Barca

    Uno degli effetti della pandemia Covid19 che ha riscosso maggiore attenzione mediatica e politica, è quello delle ricadute economiche – in particolare del regime di quarantena. Ne sono nate proposte governative (decreto ‘Cura Italia’) e non (reddito di quarantena, estensione del reddito di cittadinanza) che si confrontano nella sfera pubblica plasmando il campo delle possibilità e della lotta sociale e politica nel nostro paese. Nel frattempo, tuttavia, il movimento femminista anti-capitalista internazionale sta lavorando per ridefinire il terreno della lotta in una direzione che permetta di dare risposte più inclusive e strutturalmente trasformative. Ne è nata la proposta dell’istituzione di un Reddito di Cura – appena lanciata attraverso un webinar internazionale e una lettera aperta ai governi di tutti i paesi. Questo intervento riassume i punti cardine della proposta del Reddito di Cura, e della sua articolazione all’interno del Green New Deal for Europe, nell’intento di aprire un dibattito sull’utilità strategica di tali proposte nell’attuale congiuntura politica in Italia.

    La campagna internazionale per il Reddito di Cura

    La proposta consiste nel riconoscere il lavoro di cura non retribuito (o mal-retribuito e senza diritti), prevalentemente attribuito alle donne e a soggetti marginalizzati, come una funzione sociale necessaria e ineliminabile, ma al tempo stesso invisibile e ignorata dalle misure anti-crisi – persino nel momento in cui pandemia e quarantena si traducono in un aggravio senza precedenti di tale lavoro. La lettera osserva come il Covid19 sia andato a sommarsi a tutte le pandemie invisibili (povertà, guerra, violenza domestica, austerità) che da decenni ormai affliggono i settori più vulnerabili della popolazione – tra cui le famiglie monoparentali, le persone malate, disabili e anziane. E nota come la pandemia stia indebolendo la nostra capacità di resistere e sopravvivere fisicamente e finanziariamente (da sistemi immunitari già compromessi da povertà, discriminazione, inquinamento, guerra, occupazione, sfollamenti e altre violenze, a cure sanitarie e redditi inadeguati, specialmente nel Sud globale, nelle comunità razializzate al Nord e tra i rifugiati di tutto il mondo).

    In risposta al virus, continua il documento, sono stati chiusi luoghi di lavoro, scuole e trasporti, e si stanno discutendo delle proposte per sostituire i salari persi. Queste misure drastiche mostrano che i governi possono agire rapidamente e trovare denaro per affrontare le “emergenze”, se lo desiderano. In questo momento critico, diventa dunque fondamentale organizzarsi e lottare per ridefinire collettivamente ciò di cui abbiamo bisogno.

    La campagna per il reddito di cura è promossa dallo storico movimento di lotta per il salario domestico attraverso la partecipazione del movimento transnazionale Global Women Strike (GWS). Nata nei primi anni ’70, la campagna per il salario al lavoro domestico (Wages for Housework) ha profondamente segnato il movimento femminista internazionale, ed è confluita nello sciopero dell’8 marzo. Una delle richieste cardine del GWS consiste nel ridurre drasticamente le spese militari, destinando almeno il 10% delle risorse così ricavate, ai servizi sociali e al sostegno del lavoro di cura – non soltanto per via salariale ma anche attraverso la fornitura di servizi pubblici gratuiti. Tra questi, un posto centrale occupa il sostegno alle vittime di violenza domestica e la prevenzione della stessa attraverso il supporto all’indipendenza economica delle donne – linee guida adottate anche in Italia dal movimento Non Una Di Meno.

    Negli anni ’80, la petizione Women Count – Count Women’s Work diede voce a un movimento di massa per il riconoscimento di questo lavoro; firmata da 1.200 organizzazioni che rappresentavano milioni di donne in tutto il mondo, ottenne una risoluzione delle Nazioni Unite (nel 1995) che invitava i governi a misurare e valorizzare il lavoro non retribuito nei rendiconti del PIL. Sebbene il valore di questo lavoro sia stato stimato in 10,8 trilioni di dollari, nessun meccanismo di mercato o di policy garantisce che questo valore sia sistematicamente tradotto in reddito per le donne ed i soggetti che svolgono il lavoro di cura non retribuito. È diventato assolutamente necessario invece, continua la lettera, sostenere le/i prestatrici/ori di cura attraverso un reddito che ne riconosca la funzione pubblica e le/i aiuti a svolgerla nel modo migliore possibile.

    In Europa, conclude la lettera, questa richiesta è ora incorporata in una nuova proposta politico-economica, il Green New Deal for Europe, che ne fa un punto cardine del suo programma per la giustizia climatica. Finalmente la protezione delle persone e la protezione della Terra possono essere equiparate e rese prioritarie rispetto ad un mercato chenon se ne fa carico. Il GNDE prevede dunque l’istituzione di un reddito per tutte/i coloro che si prendono cura delle persone, dell’ambiente urbano e rurale, e del mondo naturale.

    Un altro Green New Deal è possibile – ed è femminista.

    Com’è noto, ai primi di gennaio di quest’anno, la Commissione Europea ha approvato il Green Deal, un piano di investimenti per ridurre le emissioni climalteranti. Elaborato in risposta alle recenti iniziative dei Dem statunitensi, e in particolare al Green New Deal lanciato dalla deputata Alexandria Ocasio Cortez con l’appoggio di Bernie Sanders, il piano della Commissione adotta un approccio neoliberista alla crisi climatica, che consiste nell’usare le esigenze della riconversione per scopi di crescita economica all’interno di politiche di rigore fiscale che non consentono l’espansione della spesa pubblica. Il piano si basa dunque sulla logica perversa del trickle down: solo se l’economia di mercato cresce si rendono disponibili fondi per compensare i danni provocati dalla stessa, tra cui cambiamenti climatici, disuguaglianze e calo dell’occupazione.

    Questo però non è l’unico piano disponibile. Negli stessi mesi in cui il GD era in preparazione, una rete di ricercator*, intellettuali e attivist* da tutta Europa – sollecitata dal movimento Diem 25 – si stava impegnando alla compilazione di un piano alternativo, da inserire nell’ambito di una grande campagna di mobilitazione per la democratizzazione dell’economia europea e delle politiche anti-crisi. Ne è risultato il Green New Deal for Europe (GNDE), centrato su un documento dal titolo A Blueprint for Europe’s Just Transition, che può essere consultato sulla piattaforma online www.gndforeurope.com. La differenza è radicale. Il GNDE è basato su criteri di finanza pubblica redistributiva che dà priorità alla lotta alle disuguaglianze e all’ingiustizia ambientale e la democrazia economica, in un’ottica di post-crescita. Mentre quello della Commissione è un programma top-down, indirizzato ai governi dei paesi afferenti all’UE perché adottino incentivi di mercato a vantaggio delle imprese, il GNDE è una piattaforma politica, un progetto strategico teso a sollecitare ampie mobilitazioni dal basso.

    Il GNDE rappresenta un’opportunità storica per una rivoluzione eco/femminista dell’economia. Per garantire una transizione equa verso un’economia ‘post-carbonio’, il piano ambisce infatti a spostare il fulcro della creazione di reddito e benessere collettivo dalla produzione industriale alla riproduzione sociale e ambientale, ossia alle attività di mantenimento, riciclo, riparazione e restauro delle risorse ambientali, infrastrutturali e sociali, insomma alla cura – tanto delle persone quanto dell’ambiente. In questo spirito di articolazione strutturale tra riproduzione sociale e riproduzione ecologica, il GNDE propone di istituire un Reddito di Cura (Care Income) da rendere disponibile per tutt* coloro che – non essendo formalmente salariat* – sono impegnat* nella cura delle persone e/o degli ambienti urbani e rurali (attraverso la difesa organizzata contro estrattivismo e degrado, ma anche le attività di riabilitazione e cura degli spazi comuni, del suolo, delle acque, del verde, della biodiversità), nell’ambito domestico tanto quanto in quello comunitario ed ecosistemico.

    Una proposta come questa, di ristrutturazione dell’economia fondata su principi ecofemministi, non nasce evidentemente dal nulla; essa incorpora decenni di lotte, attivismo, e ricerca femminista. Il concetto di Reddito di Cura è infatti il frutto di una collaborazione nata nell’ambito del gruppo di estensor* del documento sopra citato A Blueprint for Europe’s Just Transition, in particolare tra Selma James e Nina López (GWS), Giacomo D’Alisa (Research & Degrowth) e chi scrive. Si tratta di una concezione estesa, ossia socio-ecologica, della ‘cura’, derivante dall’intreccio tra l’economia politica femminista, l’ecofemminismo (attraverso il concetto di earthcare – cura della terra) e la prospettiva della decrescita.

    La campagna per il GNDE, che incorpora il Reddito di Cura all’interno di un vasto programma di riconversione finanziaria e produttiva a livello europeo, costituisce un’occasione storica e una risorsa di enorme importanza per elaborare una politica femminista all’altezza della sfida climatica del nostro tempo. La campagna tuttavia non prescrive nel dettaglio le modalità di attribuzione del reddito di cura: queste ultime dovranno essere elaborate autonomamente da ciascun movimento di lotta e soggetto politico che vorrà farlo proprio, in base alle esigenze e condizioni specifiche. Più che un programma compiuto di policies, il GNDE si propone come piattaforma di lotta aperta al contributo di tutti quei movimenti che ne condividano le linee guida, nello spirito della democratizzazione e decentralizzazione delle politiche economiche e climatiche europee attraverso la partecipazione di soggetti collettivi e realtà in lotta per la giustizia ambientale. Quest’ultima, come ormai è noto, si basa sul principio che la crisi ecologica è radicata nelle profonde disuguaglianze sociali e globali generate dal modello capitalista, coloniale e patriarcale. Questo principio base consente oggi – forse per la prima volta in decenni – di pensare un femminismo che sia davvero la chiave di volta di un cambiamento radicale.

  • SEMINARIO RESIDENZIALE. La misura dei corpi.  Economia, ecologia e politica nel pensiero femminista – Val Camonica 25>30 luglio 2016

    Parole chiave della riflessione eco-politica femminista per costruire uno scambio tra saperi della ricerca, saperi delle pratiche, saperi delle lotte.

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    a cura del gruppo di ricerca Ecologia/Economia Politica di Iaph – Italia*

    in collaborazione con MUSIL (Museo dell’Industria e del Lavoro, Brescia; Museo dell’Energia Idroelettrica, Cedegolo)

    Distretto culturale della Val Camonica e Comune di Malegno

     

    ▸▹▸▹▸▹Programma▸▹▸▹▸▹

    25 luglio
    Arrivo e accoglienza
    h20 Circolo ANPI di Malegno > Pastasciutta antifascista!

     

    26 luglio GIORNATA I. Natura/cultura/artificio
    La convenzionale distinzione tra natura e cultura è un binarismo da tempo in crisi. Quali teorie si pongono all’intersezione di tecnologia, arte, scienze naturali e storia del Pianeta? Qual è il contributo del pensiero femminista al campo dell’ecologia?

    h10>13 Preparazione al seminario pomeridiano | Le Fudine
    h14>19 Seminario aperto | MUSIL Museo dell’energia idroelettrica

     

    27 luglio GIORNATA II. Misura/valore/eccedenza
    L’economia politica neoliberista ci consegna il valore monetario come unica misura dell’attività e delle relazioni umane e l’accumulazione come unico modo di gestione dell’eccedenza. Come mettere in crisi questo paradigma? Quali misure intervengono nelle nuove pratiche di giustizia sociale e ambientale? Quali valori esprimono le economie informali e di comunità?

    h10>13 Preparazione al seminario pomeridiano | Le Fudine
    h14>19 Seminario aperto | MUSIL Museo dell’energia idroelettrica

     

    28 luglio GIORNATA III. Crisi/conflitto/alternative
    La crisi eco-politica degli ultimi decenni ha fatto emergere esperienze di autogoverno in diversi luoghi del Pianeta. Quali linee di crisi, e quali conflitti, sono capaci di generare un cambiamento sociale? Su quali principi alternativi si basano le numerose lotte ambientali nello scenario attuale?

    h10>13 Preparazione al seminario pomeridiano | Le Fudine
    h14>19 Seminario aperto | MUSIL Museo dell’energia idroelettrica

    h21 “Rojava/Valcamonica: sperimentazioni di democrazia” | Incontro aperto

    >Al termine di ogni giornata è prevista una sessione di pensiero del corpo con le redattrici di IAPh Italia – Alessandra Chiricosta, Ilenia Caleo. Nelle giornate di lavoro Norma Santi curerà l’intervento”Arte in natura – opera elementare #5”.

    >I materiali per le giornate seminariali saranno caricati sul sito di IAPh Italia: https://www.iaphitalia.org/atelier-ecopol-economiaecologia-politica/

     

    Venerdì 29 luglio | h14>18 MUSIL Museo dell’energia idroelettrica
    Sabato 30 luglio | h10:30>14 MUSIL Museo dell’energia idroelettrica

    Il Seminario Aperto I SAPERI DEL CORPO
    Con la partecipazione di: Stefania Barca, Cristina Morini, Maria Luisa Venuta, Donatella Saroli, Norma Santi, Liana Borghi, Olivia Fiorilli, Ozlem Tanrikulu, Pier Paolo Poggio, Enzo Ferrara, Beatrice Busi, Antonella Picchio

    Il Seminario sarà dedicato allo scambio e incontro tra attivismo e ricerca sui temi della economia ambientale e di comunità (community and environmental economy), a partire dai temi svolti nei seminari.

     

    *********************

    *Sede MUSIL – Museo dell’energia idroelettrica Via Roma, 48, 25051 Cedegolo (BS)
    *Le Fudine di Malegno, via S. Antonio, 22/A, Malegno (Bs)

    PER PARTECIPARE è sufficiente segnalare la propria presenza inviando una mail a: redazione@iaphitalia.org

    *a cura del gruppo di ricerca Ecologia/Economia Politica di Iaph – Italia: Alessia Brandoni Ilenia Caleo Gea Cerrone Alessia Dro Mariaenrica Giannuzzi Federica Giardini Gea Piccardi Isabella Pinto Federica Tommasello

    partecipano: Federica Castelli Alessandra Chiricosta Tania Garribba Camilla Caré Fortunato Leccese Alessandra Masala Stefania Barca Cristina Morini Maria Luisa Venuta Donatella Saroli Norma Santi Liana Borghi Olivia Fiorilli Ozlem Tanrikulu Pier Paolo Poggio Enzo Ferrara Barbara Badiani Teresa Di Martino Anna Mirarchi Serena Rossi Valeria Zuccoli Marina Landolfi Roberta Paoletti Susanna Signorelli Beatrice Busi Antonella Picchio Laura Verga

     

  • Rojava: la rivoluzione delle donne nella federazione democratica della Siria del Nord

    a cura di Alessia Drò

    Ripartiamo da alcuni articoli già pubblicati su Iaph Italia, per aprire una nuova rassegna su quanto in elaborazione come pratiche politiche e portato teorico nell’esperienza del Rojava. Un’esperienza di democrazia senza stato e convivenza interculturale tra popoli all’avanguardia del XXI secolo, che interroga fortemente la storia dei processi di civilizzazione occidentali e che richiama  i femminismi e le lotte delle donne di tutto il mondo a rivedere le proprie categorie politiche, a pensare e agire nuove pratiche. In un momento storico come quello che viviamo oggi, diviene importante riflettere sullo scenario attuale della guerra mondiale in corso in Medio Oriente, a partire dai possibili sviluppi insurrezionali e confederali in Iran, dopo il grave esito dittatoriale delle elezioni in Turchia e dei suoi attacchi genocidi al movimento di liberazione curdo –oggi in una fase di strenua resistenza nel cantone di Afrin. In questa pagina troverete una raccolta organica di materiali e articoli tradotti e scelti per approfondire la conoscenza della sperimentazione politica della lotta del movimento di liberazione delle donne in Kurdistan con riferimento particolare al Rojava e a quell’esperienza sociale e politica oggi sotto attacco della Federazione Democratica della Siria del Nord, nata e cresciuta all’interno del nuovo paradigma politico del confederalismo democratico, basato sull’autogoverno, sull’ecologia, sull’autodifesa e sulla liberazione delle donne e la Gineologia, la scienza delle donne. Questa sezione è pensata dalla redazione Iaph Italia non solo come  raccordo di materiali, ma  anche come punto d’incontro per nuove relazioni e contributi: per qualsiasi proposta di ulteriore condivisione, per segnalare articoli o richieste specifiche di approfondimento sul tema, dubbi e domande. Articoli, saggi, notizie, iniziative si trovano aggiornati quotidianamente sul sito www.uikionlus.com a cui si fa riferimento, insieme ai Comitati della Jineoloji in Europa, rispetto ad ogni approfondimento e incontro sui temi che proponiamo.


    ***ULTIMI AGGIORNAMENTI:

     

    Irene Anais Poletto (a cura) The Revolution in the making: la conferenza delle donne a Francoforte

    Il 6 e 7 Ottobre 2018 si è svolta a Francoforte la conferenza internazionale delle donne dal titolo “The revolution in the making”. La conferenza è stata organizzata dal Network Women Weaving Future e ha visto la partecipazione di piú di 500 donne proveniente dal mondo intero.
    L’idea della conferenza nasce dall’incontro attraverso seminari, formazioni e azioni di solidarietá degli ultimi 5 anni tra il movimento delle donne kurde e donne di diverse parti del mondo impegnate nella lotta contro l’oppressione patriarcale (continua)

    1. Claudia Korol, Pañuelos en Rebeldia, Argentina – Il collasso del XXI secolo: sfide e opportunità delle donne
      Provengo dal sud di Abya Yala.  Cosi chiamiamo, con un termine preso dal popolo Kuna –originario di Panama e della Colombia -, il territorio che gli invasori europei denominarono America, in onore a uno dei loro, il commerciante e navigatore fiorentino Amerigo Vespucci. Scoprì che quelle terre, in cui era arrivato Cristoforo Colombo, non erano le Indie, ma un continente sconosciuto agli europei fino a quel momento.
      Abya Yala significa “sangue che scorre libero” o “terra di sangue vitale”. Da Abya Yala – dal nostro sangue che vuole correre libero e senza frontiere (continua)
    2. Rita Segato, Brasile – Pensando in conversazione
      Ho cambiato tre volte il testo del mio intervento. Sono molto riconoscente di essere stata invitata a questo evento, che è assolutamente unico. Sono inoltre molto stupita della quantità di cose che abbiamo in comune, molte più di quante mi aspettassi (continua)

    3. Risoluzione finale della Prima Conferenza Internazionale delle Donne “Revolution in the Making”
      Siamo consapevoli del fatto che il patriarcato sta conducendo una guerra globale contro le donne. Abbiamo lottato contro il patriarcato per migliaia di anni in forme diverse. Questa nuova ondata di guerra globale contro le donne è rivolta contro di noi per via di ciò che abbiamo conquistato e per il fatto che abbiamo fatto crescere strumenti per immaginare e realizzare sempre di più una vita uguale e libera; in tutte le parti del mondo (continua).

     

    CALL:

    Tribunale Permanente dei Popoli 15-16 Marzo 2018:   Sotto richiesta di diffusione dalla Rappresentanza  Internazionale del Movimento delle donne curde e da UIKI-Onlus condividiamo la chiamata rivolta anche a organizzazioni femministe, collettivi e associazioni di donne, giuriste, avvocate, accademiche, giornaliste per la partecipazione il 15 e 16 Marzo 2018 alla Sessione del Tribunale Permanente dei Popoli,  a Parigi. 

    vedi l’articolo 

    Da Parigi al mondo intero: la lotta in cammino di Sakine Cansiz Fidan Dogan e Leyla Saylemez. 6 Gennaio, Parigi. Oltre ventimila persone. Provengono da ogni parte dell’Europa e del mondo. Si incontrano dal mattino presto, nello spiazzo così pieno da togliere il fiato a Gare du Nord (continua)

    CONFLITTI GLOBALI E MOVIMENTI

    Appello: dall’ Ufficio Relazioni Donne Kurde, Rise up for Afrin! Let’s defend the Women’s Revolution in Rojava!

    vedi l’articolo: 

    Dilar Dirik- Una chiamata alla solidarietà: difendere Afrin è difendere l’umanità

     

     

    ARTICOLI

    Silvia Federici – Contributi femministi alle scienze sociali. La tesi che voglio presentare in questo scritto è che il femminismo, a partire dai primi anni ’70, ha completamente rivoluzionato il campo delle scienze sociali in un modo che ha pochi precedenti nella storia (continua)

    Rahila Gupta – Come i consigli delle donne del Rojava hanno dato ispirazione diffondendosi in Europa. Potrebbe questo sistema poco conosciuto dei consigli delle donne offrire un metodo… (continua)

    Dilar DirikL’esperienza di liberazione delle donne curde. La Marcia Mondiale delle Donne di quest’anno è partita al confine tra il nord e… (continua)

    Franscesca La Bella – Le radici del movimento delle donne curde. «Le donne curde, da un lato, sono state meno soggette alle politiche di assimilazione degli Stati… (continua)

    Dilar Dirik – La rivoluzione delle donne in Rojava. Sconfiggere il fascismo costruendo una società alternativa. La resistenza a Kobanê contro lo Stato islamico ha aperto gli occhi al mondo...(continua)

    Dilar Dirik- L’autodifesa radicale delle donne curde, armata e politica. La resistenza delle donne curde opera senza gerarchia né dominazione ed è parte della più ampia trasformazione…(continua)

    ANFWorkshop Donne e Difesa nel Rojava. Il workshop su Donne e Difesa con il motto “La vera forza delle donne è la sicurezza in una società libera” è iniziato a Kobanê…(continua)

    Dilar Dirik- Pacifismo femminista o “passiv-ismo”? L’autodifesa femminista alternativa del Rojava.  L’8 marzo è la Giornata internazionale della donna. Di fronte all’aumento di femminicidi… (continua)

    JINHA- Rojava, le donne che tessevano la rivoluzione. Un’analisi oltre la censura. Il Rojava si prepara a celebrare quattro anni di rivoluzione identificata come la rivoluzione delle donne… (continua)

    Dilar Dirik- Sfidare il privilegio: solidarietà e autoriflessione. La solidarietà non è carità a senso unico praticata da attivisti privilegiati … (continua)

    Dilar Dirk- Turchia: la guerra di Erdoğan contro le donne “Resisteremo e resisteremo fino a quando vinceremo!” grida Sebahat Tuncel prima che la sua bocca venga chiusa con la forza…(continua)

     

     

    JINEOLOJI

    Gonul Kaya- Gineologia, un paradigma postvittimista per la liberazione Perché la Gineologia? Ricostruire le scienze per una vita libera e comunitaria… (continua)

    UIKI ONLUS- Gineologia e confederalismo democratico. Gineologia, letteralmente significa scienza delle donne, o meglio conoscenza… (continua)

    Dilar Dirik -Immaginare un mondo nuovo con l’esempio della Gineologia. Ci sono molte donne nel nord del Kurdistan, così come in Rojava… (continua)

    InStereotype– Gineologia, la nuova scienza che libera le donne Gineologia? Mai sentita. Cos’è, un refuso? Perché anche a cercare su internet… (continua)

     

    INTERVISTE

    Sakine Cansiz- Resistenza e utopie vissute. Dialogo con Sakine Cansiz sulle montagne di Qandil L’inizio è stata l’organizzazione come unione delle donne YAJK… (continua)

    Dilar Dirik- Quando parliamo di tentare di destabilizzare un sistema. La Gineologia come alternativa Quando parliamo di tentare di destabilizzare un sistema, cosa che sarebbe… (continua)

    Quaderni Gialli Radio Onda Rossa-  All’accademia del diritto in Rojava: nuovi modelli di giustizia oltre lo Stato-Nazione. Nell’accademia lavorano sei persone come amministratrici, poi ci sono 26 componenti… (continua)

    Radio Onda d’Urto- Intervista alle compagne del Rojava. Tutto il mondo trae ispirazione, ormai da due anni… (continua)

     

    REPORT/APPROFONDIMENTI

    Alessia Drò – Apprendere pratiche alternative per sfidare la modernità capitalista. Nel nesso inscindibile tra la libertà delle donne nella lotta della liberazione curda e la costruzione di un sistema di democrazia radicale antimonopolistico e senza stato… (continua)

    Alessia Drò – Sulla questione curda tra genocidio diaspora e resistenza Un report della Conferenza “L’Unione Europea, la Turchia, il Medio Oriente : vecchie crisi, nuove soluzioni” Alcune importanti coordinate interpretative di una questione decisiva per gli assetti democratici dell’area (continua)

    Alessia Drò – Cosa sta succedendo in Turchia? Genealogia di un fascismo. Tra governamentalità, nazionalismo e colonialità del potere In pericolose visioni normalizzanti rispetto alla guerra mondiale in corso in Siria, il punto d’inizio delle analisi che vengono diffuse sul Medio Oriente è spesso mediaticamente rappresentato in ambito occidentale da una linea…(continua)

    Alessia Drò – Da Parigi al mondo intero: la lotta in cammino di Sakine Cansiz, Fidan Dogan, Leyla Saylemez 6 Gennaio, Parigi. Oltre ventimila persone. Provengono da ogni parte dell’Europa e del mondo. Si incontrano dal mattino presto, nello spiazzo così pieno da togliere il fiato a Gare du Nord… (continua)

    Alessia Drò – Dwf- Europa, Ragioni e Sentimenti – C0nversazione con le donne di Kobane  La lotta delle donne qui a Kobane non è una lotta separata dalle altre lotte politiche delle donne del mondo… (continua)

    UIKI – Kairos moti contemporanei-  Etica ed Estetica nel confederalismo democratico -L’etica e l’estetica non sono per noi dei campi separati dalla politica e dalla società in cui viviamo. Per noi è importante far vivere questi concetti, concretamente…(continua)

    INTERVENTI- CONFERENZE

    David Graeber- Nuove misure dall’economia politica del Rojava: l’eccezione di un approccio femminista. All’inizio di dicembre ho fatto parte di una delegazione in visita a un centro di riabilitazione per i combattenti feriti… (continua)

    Janet Biehl – Sulle assemblee cittadine: dalla Nuova Inghilterra al Rojava. E’ da qualche centinaio di anni che le assemblee cittadine hanno avuto la funzione di governi locali nel Nord del New England, incluso il Vermont, dove io vivo… (continua)

    Radha D’Souza – Per una politica alternativa. Analisi su Industrialismo, Legge, Scienza e Imperialismo. Propongo di porre tre domande che ritengo essere la chiave per una nuova politica alternativa che chiamerò “resistenza con rigenerazione”… (continua)

    Nazan Üstündağ – Relazioni di Potere, Stato e Famiglia. Nuovi modelli di intimità e amicizia nella liberazione Uno degli elementi chiave del dibattito di Öcalan sulla modernità capitalistica e la civiltà è la sua analisi critica sulla famiglia moderna e…(continua)

    Meral Çiçek – Analizzare il genocidio contro il popolo curdo dal punto di vista delle donne. Il 20° secolo in Kurdistan è caratterizzato da attacchi genocidi, assimilazione e resistenza per l‘autodeterminazione… (continua)

    Ozlem Tanrikulu, Silvia Baraldini, Ebru Gunay – SAKINE CANSIZ, “Tutta la mia vita è stata una lotta”. INTERVENTI sul libro  Questa iniziativa che abbiamo lanciato come prima presentazione del libro di Sakine… (ascolta l’audio)

     

    MATERIALI

    Carta del Contratto Sociale del Rojava: Il testo e gli aggiornamenti   (leggi per intero)

    La legislazione sulla parità di genere in Rojava: Introduzione e testo (leggi per intero)

    APPELLO delle donne in sostegno al Rojava contro l’invasione della Turchia in Siria L’esperienza democratica di successo che donne e uomini stanno da tre anni costruendo in Rojava è oggi a rischio (continua)

    APPELLO per la democrazia femminista in Rojava In sostegno delle donne curde e dell’esperienza politica della Rojava, avanguardia della democrazia, e delle docenti turche arrestate per aver firmato un appello a loro favore: Care Accademiche e Scenziate Italiane, Cari Accademici e Scenziati Italiani…(continua)

     

    BIBLIOGRAFIA 

    Bibliografia essenziale

     

    RECENSIONI

    Emanuela Irace – Sakine, che ha lottato tutta la vita. Per la libertà. Esce il secondo volume dell’autobiografia di Sakine Cansiz: “Tutta la mia vita è stata una lotta”, fondatrice del Pkk, imprigionata e torturata per dieci anni, morta in un attentato il 9 Gennaio del 2013 nel cuore di Parigi… (continua)

     

     

    SITI WEB

    www.uikionlus.com

    EN:

    https://cooperativeeconomy.info/

    The Evolution and Mechanics of Slot Machines

    http://www.networkaq.net/

    komnews.org

    ESP:

    http://kurdistanamericalatina.org/category/jineoloji/

    IT blog:

    https://dakobaneanoi.noblogs.org/