• Sara Del Bello, Esperienza, politica e antropologia in María Zambrano. La centralità della persona, Mimesis, Milano, 2017, pp. 247

    Sara Del Bello, Esperienza, politica e antropologia in María Zambrano. La centralità della persona, Mimesis, Milano, 2017, pp. 247

    Recensione di Ishvarananda Cucco

    Nel panorama del pensiero femminile del secolo scorso spicca una figura originale e poliedrica. Un’autrice che già dai primi anni del suo impegno ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo di tematiche poi confluite e sviluppate nell’ambito del pensiero femminista. Mi riferisco a María Zambrano, pensatrice il cui contributo teorico è stato condensato da Sara Del Bello in un denso ma agile saggio di recente uscita. Una monografia dalla quale emerge, oltre che l’impegno, l’autentica passione dedicata dall’autrice all’argomento. Di particolare interesse sono i passaggi del testo in cui María Zambrano è chiamata far luce, col suo contributo teoretico e teorico-politico, su delle premesse forse non ancora del tutto illuminate del pensiero femminista. Ed è proprio su questo aspetto che intendo concentrarmi. Lo farò attraverso il personaggio di Antigone osservato con gli occhi della pensatrice spagnola.

    L’eroina tragica di Sofocle incarna infatti il prototipo umano in cui confluiscono tutte le tematiche su cui María Zambrano ha riflettuto. Appare del resto significativo il fatto che Del Bello collochi la lettura zambraniana dell’Antigone praticamente a metà del suo lavoro, costituendola implicitamente come uno snodo teorico necessario: raccordo in cui tutti i contenuti problematici affrontati in precedenza convergono, e da cui ne escono trasformati e in qualche modo rigenerati in una coloritura che sembra acquisire il tono di quella speranza che per Zambrano è un primo strumento della dotazione salvifica cui può ricorrere l’uomo europeo (p. 55). Ora, sperare significa disegnare un tragitto salvifico solo a patto di tornare a riconoscere “la propria condizione creaturale”, di “addentrarsi nelle viscere dell’umano”, nella sua finitezza corporea e nella sua indefinitezza/infinitezza interiore. Nulla a che vedere quindi col razionalismo occidentale che si situa nell’astrattezza dell’idea e che per Zambrano ha molte responsabilità nelle patologie dell’Europa della prima metà del Novecento. E Antigone? La sua vicenda per Zambrano rappresenta esattamente questo ritorno alle viscere dell’umano che il razionalismo ha obliterato rivolgendo lo sguardo all’Iperuranio. Lo rappresenta già nella sua dimensione simbolica: la discesa nella tomba, caverna, casa delle ombre, è un percorso inverso rispetto a quello compiuto da Platone, come giustamente rileva Del Bello (p. 122). La discesa nella tomba che è paradossalmente nascita (interiore), scoperta di sé, che si compie attraverso l’incontro con l’altro: “i fratelli Eteocle e Polinice, la sorella Ismene, la madre Giocasta, il padre Edipo, la nutrice Anna e l’Arpia” (p. 115). Questa nascita, scaturita dalla discesa nelle viscere dell’interiorità e dall’incontro con l’altro, si contrappone al “carattere mortifero”, autoreferenziale e solipsistico, del potere maschile, incarnato dalle figure di Creonte, Edipo, Eteocle e Polinice (p. 123). Tutti autori di azioni feconde solo di colpe e di sangue che, riversatesi sulle spalle di Antigone, attraverso di lei trovano redenzione in una morte che è aurora di nuova vita. La vita concreta però – contrapposta a quella astratta e ideale – smarrita dal pensiero e dall’uomo moderni non è rappresentata dalle viscere di per sé, ma dal loro contenuto: amore generatore, pietà, responsabilità, tutte articolazioni della norma più importante che Antigone oppone al decreto di Creonte: la legge di natura (p. 114). In una parola, potremmo dire: autocoscienza. Ma non si esaurisce in ciò la complessità dell’Antigone di Zambrano. Non è un caso che il suo profilo, il contenuto teorico che essa rappresenta e custodisce, ha interessato, direttamente o indirettamente, pensatrici di primo piano – e richiamate da Del Bello nella sua ricostruzione – come per esempio Adriana Cavarero, Luce Irigaray, Wanda Tommasi, Elena Laurenzi, Katja Tenenbaum. Pensatrici. Donne. Perché Antigone, proprio alla luce delle qualità qui solo sommariamente descritte, rappresenta innanzitutto un archetipo femminile: di conoscenza e saggezza. E ciò è evidente per esempio dal tipo di sapere che essa oppone al sapere logico, normativo e astratto costituito dal razionalismo e portato avanti da generazioni di pensatori in gran parte uomini: un sapere dell’anima, che Antigone condivide con altre eroine (donne) dell’universo zambraniano, come Diotima, Eloisa, la Nina di Galdós, S. Teresa D’Avila. (pp. 106-107). Qui il sapere maschile (razionale, astratto, assertivo) non può che tacere e porsi in rispettoso ascolto di ciò che il femminile è in grado di annunciare. La messa in discussione della “ragione egemonica” (E. Laurenzi) è allora una messa in discussione di un intero “ordine simbolico”, falsamente neutrale ma in realtà declinato al maschile (A. Cavarero). Il rifiuto di Antigone di ottemperare al decreto di Creonte rappresenta allora anche quella “indipendenza simbolica” cui mira la stessa Zambrano (W. Tommasi). Ecco che Antigone, nella sua dimensione di prototipo antropologico, diviene per Zambrano – e per le pensatrici che su di lei hanno riflettuto – un faro sulla condizione femminile (p. 105).

    Ora, un’interpretazione di Zambrano come autrice animata da intenti meramente critici, non coglie l’originalità dello sguardo della filosofa, come sottolinea Del Bello (nota 364, p. 109), la quale cita una frase emblematica e che mi ha colpito: «non fui femminista, fui femminile». Come interpretare questa affermazione? La risposta a questa domanda passa ancora una volta per Antigone. Antigone, che non nega la legge, oppone alla legge (dello Stato) un’altra norma, più forte: la legge di natura, “legge vera”, “legge del cuore, del sentire originario, delle viscere umane” (p. 121) di cui proprio la donna è custode; silenziosa sì, ma solo fino al momento della responsabilità della scelta. Dunque la dicotomia femminile/femminista enunciata da Zambrano è solo apparente. Il femminile rivendicato da Zambrano è per esempio il richiamo a una corretta interpretazione della differenza sessuale. Una differenza da una parte imposta (dal paradigma maschile) e quindi da confutare; dall’altra naturale, e in questo caso da rivendicare. Nel primo caso, Zambrano invita a osservare come tale differenza sia evidente in ciò che la donna dice e, soprattutto, in ciò che la donna tace, poiché costretta nelle limitazioni di una cultura sviluppata su paradigmi maschili (p. 109). La reazione a ciò passa per l’esortazione all’impegno politico e sociale delle donne, una teoria d’azione sviluppata da Zambrano in numerosi articoli pubblicati dal 1928 nella rubrica Mujeres della rivista El Liberal. Un impegno che deve essere non solo delle donne ma anche dei giovani e di tutte quelle “voci nuove” relegate fino a quel momento a ruoli passivi, chiamati a contribuire alla costruzione del futuro nell’ora più buia per la Spagna del Novecento. Fin qui, la presa d’atto della differenza imposta e le sue possibili soluzioni. Quanto alla differenza naturale, essa è invece rivendicata con forza da Zambrano: come fattore in grado di affermare le specificità della dimensione femminile. Donne e uomini infatti non si situano sullo stesso piano di realtà: ciò che la donna sente e vede è diverso da ciò che sente e vede l’uomo. Da qui l’incoraggiamento a non inseguire un’emancipazione che, nel replicare modelli maschili, allinea semplicemente il mondo femminile a quello maschile, ma a costruire un cammino emancipativo che attinga esclusivamente dal proprio deposito di potenzialità. Perciò non è lo scontro a rendersi necessario, ma l’equilibrio fra questi due mondi (p. 110). Neppure il rancore è più giustificato, dal momento che la presa di coscienza delle proprie possibilità implica nella donna l’uscita dalla sottomissione psicologica e dunque dallo schema del risentimento. Ciò che la donna deve rivendicare è il rispetto: della sua specificità di elemento autonomo, differente e paritario rispetto all’elemento maschile. Ora, per tutto questo, la sola emancipazione economica da sola è insufficiente. È necessaria piuttosto un’emancipazione politica, perseguita da una “donna politica” (p. 111) ancora assente nella Spagna del primo Novecento e fortemente invocata dalla Zambrano di Mujeres: una donna che riesca ad affermare la sua visibilità sociale e dunque la sua dignità.

    Tornando ad Antigone, il suo valore per la pensatrice spagnola è anche quello di contribuire a schiudere un orizzonte teoretico che il pensiero occidentale non è ancora stato in grado di descrivere, formalizzare, concettualizzare. Zambrano azzarda questa impresa di dar nome, coniando la nozione di razón poética. Questa è innanzitutto l’esito della ricerca di un linguaggio filosofico che risponda al proprio essere donna (p. 106). Inoltre mostra la nuova direzione che il logos occidentale, ora cristallizzato nell’astratto, può intraprendere per riconoscere, e quindi nominare, elementi del sentire che un nome ancora non ce l’hanno e che solo la poesia, col suo lessico simbolico, è riuscita talvolta a catturare. La ragione poetica è il tentativo di confutare quello che Luisa Muraro definisce “il peggiore degli inganni” per il pensiero, ossia la dimenticanza dell’umano sentire (p. 224). È “una sorta di simbiosi” tra il sentire, proprio della sensibilità poetica, e il capire – nel suo senso etimologico di cogliere, trattenere – proprio della logica filosofica (p. 230). Questo connubio fa sì che la verità (qui propriamente intesa come ἀλήθεια) non sveli se stessa cedendo a un comando coercitivo del pensiero razionale (maschile), bensì attraverso un impulso autonomo di emersione lenta, graduale e continua, ma perennemente incompiuta, in grado di essere compresa solo dall’ascolto attento e paziente del pensiero femminile. Essa acquisisce così un “aspetto aurorale e continuamente nascente” (p. 221) che contribuisce a conferire al metodo razional-poetico di Zambrano il suo carattere visionario-onirico (p. 222), avvicinandolo così ad altri procedimenti egualmente orientati al sentire o al dire propri della poesia e sperimentati da altri filosofi del primo Novecento; si pensi per esempio ai riferimenti heideggeriani a Hölderlin o allo stesso metodo del filosofo di Meßkirch, volto a una “distruzione” critica e concettuale della tradizione filosofica europea; nessi che opportunamente Del Bello rileva (pp. 225 e ss.), colti anche da un grande studioso del pensiero tedesco come Massimo Cacciari (p. 227).

    Se la proposta metodologica individuata da Zambrano nella ragione poetica sconta in termini concettuali l’indeterminatezza tipica delle filosofie che si allontanano dal rigore proprio del metodo teoretico, mantiene però intatto il suo valore di chiave ermeneutica per comprendere la parabola teorico-esistenziale della pensatrice spagnola (p. 246) e, in fondo, offre le coordinate per individuare quei depositi di verità rimasti oscuri al pensiero occidentale (maschile) e in grado di offrirsi a una visione nuova. Si tratta evidentemente di un percorso ancora tutto da compiere e su cui il pensiero femminista cerca di disegnare delle traiettorie. Come sempre, tornare indietro, alle premesse teoriche di un itinerario di pensiero, è il modo migliore per un incedere consapevole e spedito. Ecco che il saggio di Sara Del Bello ci offre una densa ma accessibile panoramica adatta proprio a un’operazione di questo tipo.

  • Elena Laurenzi

    mail: elena.laurenzi(at)unisalento.it

    Elena Laurenzi, filosofa, saggista e studiosa della filosofia delle donne, è nata nel 1961. Laureata in Filosofia presso l’università di Pisa, ha seguito i corsi dottorali dell’Università di Barcellona fino alla discussione della propria tesi nel 2001, per la quale ha ottenuto un premio della Fondazione Maria Zambrano e una menzione speciale del Premio di Filosofia “Viaggio a Siracusa”.
    È attualmente membro del seminario permanente “Genere e Filosofia” diretto da Fina Birulès dell’Università di Barcellona ed assegnista di ricerca presso l’Università di Firenze; fa parte del seminario internazionale “Donne contro i fondamentalismi” promosso dall’associazione “Testarda” ed e’ impegnata nella solidarietà con le donne afghane. I suoi studi ruotano attorno alla filosofia delle donne e ai temi della riflessione sui generi.
    Studiosa e traduttrice delle opere di María Zambrano, ha scritto, curato e tradotto molte delle opere della filosofa spagnola. Ha inoltre pubblicato rilevanti saggi su Christa Wolf e su Mary Shelley. Ha curato il sito web “Donne contro i fondamentalismi”. Ha partecipato al XII Simposio IAPh sul pensiero dell’esperienza.

     

    Opere dell’autrice

    – (a cura di), Maria Zambrano, Il pagliaccio e la filosofia, Roma, Castelvecchi, 2015

    – (con P. De Luca), Por amor de materia. Ensayos sobre María Zambrano. Un entramado a cuatro manos, Madrid, Plaza y Valdés, 2015

    I saggi che compongono questo volume seguono il filo rosso del concetto di “materia” nelle molteplici modulazioni che assume nel lavoro di Zambrano: nella moltiplicazione caleidoscopica delle prospettive, nella composizione musicale del fraseggio, nell’esplorazione esperienziale della riflessione.

    – Sotto il segno dell’Aurora. Studi su María Zambrano e Friedrich Nietzsche, Pisa, ETS, 2012

    Questo volume offre un profilo inedito di María Zambrano in qualità di lettrice appassionata e fedele di Nietzsche. Si tratta del primo studio esaustivo degli scritti – editi e inediti – che Zambrano dedica al filosofo dello Zarathustra. Il motivo conduttore dell’aurora – metafora condivisa dai due autori e che dà il titolo a due rispettive opere – permette di illuminare gli intrecci tra i rispettivi percorsi filosofici, e di mostrarne tanto le affinità e le coincidenze come le discrepanze e le incompatibilità. Un Nietzsche inedito, antieroico, tragico e “aurorale”, emerge da questa lettura, in cui gli elementi teorici si intrecciano indissolubilmente con quelli biografici ed esistenziali.

    – (a cura di), Maria Zambrano, Dante specchio umano, Enna, Città Aperta Edizioni, 2007

    – (a cura di), Profilo informativo del fenomeno delle mutilazioni genitali femminili: conoscerle per prevenirle; contributi di G. Adam, L. Abi Ahmed, M. Busoni, D. Consoli, E. Laurenzi, D. Ndjaye, G. Sacchetti, C. Trugli, M. Zaffaroni; Arezzo, Industria Grafica Valdarnese, 2006

    Questo Profilo informativo costituisce un ampliamento delle Linee Guida per operatori prodotte nel 2002 all’interno del progetto IDIL “Salvare la Diversità non la Sofferenza” ed è stato elaborato su iniziativa del Gruppo di lavoro multidisciplinare sulle MGF istituito dalla Regione Toscana nel 2003 come progetto sperimentale in collaborazione dell’Azienda Sanitaria 3 di Pistoia. Il gruppo di lavoro affronta il delicato tema delle mutilazioni genitali femminili nelle sue molteplici implicazioni, che vanno dall’assistenza sanitaria alle donne che hanno subito mutilazioni allo sviluppo di un dialogo interculturale tra gli operatori sociosanitari e le popolazioni direttamente coinvolte.

    – (a cura di), Il corpo dei simboli: nodi teorici e politici di un dibattito sulle mutilazioni genitali femminili / saggi di Laila Abi Ahmed…[et al.]; Firenze, Seid, 2005

    La raccolta prende le mosse da un dibattito innescato nel gennaio 2004 sulla praticabilità di un’alternativa “simbolica” alle mutilazioni genitali femminili (Mgf) e ne amplia l’orizzonte problematico. Elemento comune ai saggi è la sensibilizzazione al problema delle Mgf nella prospettiva del loro sradicamento. In questo quadro, ogni autore imposta un discorso originale e sviluppa problematiche diverse, sia fornendo informazioni sullo stato della questione, soprattutto in Africa e in Europa, sia esplorando vari nodi teorici e politici collegati (l’uso della categoria di genere; la critica dei fondamentalismi; la riflessione critica sul multiculturalismo e sull’uso della nozione di cultura). Nell’insieme, il volume propone un rinnovamento delle categorie e un profilo critico per lo studio delle pratiche delle Mgf, attingendo alle testimonianze e alla documentazione delle associazioni, nazionali e internazionali (OMS, AIDOS, Nosotras, Network Europeo contro le Mgf, ecc.) che lavorano da tempo per l’eliminazione di queste pratiche di mutilazione dei corpi.

    – (a cura di), Maria Zambrano, Spagna. Pensiero, poesia e una città, Enna, Città Aperta Edizioni, 2004

    – (con M. Ginestri, P. Ranzato), Afghanistan conteso: il sogno del ritorno, Firenze, Giunti, 2003

    In questo libro si vuole raccontare, attraverso numerose fotografie, l’Afghanistan oggi: mozziconi di case in cui la gente vive aggrappata all’attesa degli aiuti umanitari; donne avvolte nei burqa che scivolano frettolose per le strade; figure spettrali di adolescenti rinchiusi nelle prigioni; l’università presidiata dai militari e le strade infestate da uomini armati. Ma vuole raccontare anche la resistenza dei tanti che, in Afghanistan, continuano a lottare contro i signori della guerra e i giustizieri locali e internazionali. E, infine, questo libro vuole raccontare il sogno del ritorno. Il sogno di un’Afghanistan pacificato e libero. Di una terra tornata fertile e ospitale. Dell’ Afghanistan com’era.

    – (a cura di), Zambrano María, Le parole del ritorno, Enna, Città Aperta Edizioni, 2003

    – (a cura di), María Zambrano, Dell’Aurora, Genova, Marietti, 2000

    – (a cura di), Maria Zambrano, All’ombra del dio sconosciuto: Antigone, Eloisa, Diotima, Milano, Pratiche, 1997


    Traduzioni

    – (traduzione, introduzione e cura di), Zambrano María, Croce Elena, A presto, dunque, e a sempre. Lettere, 1955-1990, Milano, Archinto, 2015


    Saggi in volume 

    – Punti luminosi per guardare avanti, in Marisa Forcina (ed), Un punto fermo per andare avanti. Saperi, relazioni, lavoro e politica, Milella, Lecce, 2015

    – Amicizia stellare, in P. D’Iorio, M. C. Fornari, L. Lupo, C. Piazzesi (eds), Prospettive. Omaggio a Giuliano Campioni, Pisa, ETS, 2015

    – In direzione sconosciuta. Studiare e trasmettere le opere delle donne, in C. Zaboni (ed), Una filosofa femminista. In dialogo con Françoise Collin, Lecce, Manni, 2015, pp. 81-96

    – Lezione d’amore. María Zambrano e Rosa Chacel sul rapporto tra i sessi, in La mela proibita. Saggi e pensieri di scrittrici del Novecento, Roma, Aracne, 2015, pp. 159-185

    – María Zambrano ed Elena Croce. Quando l’amicizia fa la politica, in M. Forcina (ed), Quando la differenza fa la politica, Lecce, Milella, 2014, pp. 91- 108

    – Con figura e vita propria. María Zambrano e la questione della cittadinanza delle donne. Spunti per una ricerca, in M. Forcina (ed), Nelle controriforme del potere: generazioni al lavoro, Lecce, Milella, 2013, pp. 143-154

    – El funámbulo y el payaso. Notas sobre Friedrich Nietzsche y María Zambrano, in Birulés Fina, Rius Gatell Rosa (eds.), Pensadoras del Siglo XX. Aportaciones al pensamiento filosófico y político, Madrid, Instituto de la Mujer, 2011, pp. 96-106

    – La responsabilidad de los escritores. Elsa Morante lectora de Simone Weil, in Fina Birulés, Rosa Rius y Gatell (eds), Lectoras de Simone Weil, Icaria, Barcelona, 2011, pp. 91-110 (trad. it La responsabilità degli scrittori. Elsa Morante lettrice di Simone Weil)

    – L’accaduto che si trasforma in libertà, in A. Buttarelli, F. Giardini (eds), Il pensiero dell’esperienza, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2008.

    – Identidades forzadas. La violencia del multiculturalismo, in Mola Font M. Dolors (ed.), Violència deliberada, Barcelona, Publicacions i Edicions de la Universitat de Barcelona, 2007, pp. 189-203

    – Identità forzate, in Bertilotti T., Galasso C., Gissi A., Lagorio F. (eds.), Altri femminismi. Corpi, culture, lavoro, Roma, Manifestolibri, 2006, pp. 121-141

    – María Zambrano, in Guerra M. José, Hardison Ana (eds.), Pensadoras del siglo XX, Oviedo, Ediciones Nobel, 2006, pp. 147-156

    – Il paradosso della libertà. Note su libertà e passione in María Zambrano, in Buttarelli Annarosa (ed.), La passività. Un tema filosofico-politico in María Zambrano, Milano, Bruno Mondadori, 2006, pp. 15-33

    – «Si cae España»: María Zambrano y la guerra, in Rius Gatell Rosa (ed.), Sobre la guerra y la violencia en el discurso femenino (1914-1989), Barcelona, Publicacions i Edicions de la Universitat de Barcelona, 2006, pp. 143-160

    – Il multiculturalismo in questione. Donne in rete contro i fondamentalismi, in Busoni Mila, Laurenzi Elena (eds), Il corpo dei simboli. Nodi teorici e politici di un dibattito sulle mutilazioni genitali femminili, Firenze, 2005, Seid, pp. 41-78

    – Il sapere dell’anima. María Zambrano e José Ortega y Gasset, in Silvestri L. (ed.), Il pensiero di María Zambrano, Udine, Forum, 2005, pp. 11-28

    – La differenza tra i sessi al cuore della crisi europea, in AA.VV., Actas del Congreso Internacional del centenario de María Zambrano: Crisis cultural y compromiso civil en María Zambrano, Vélez-Málaga, Fundación María Zambrano, 2005, pp. 281- 291

    – El saber del alma (María Zambrano y José Ortega y Gasset), in AA.VV., María Zambrano. De la razón cívica a la razón poética, Madrid, Publicaciones de la Residencia de Estudiantes, 2004, pp. 531-549

    – Decifrare l’identità, in AA.VV., L’io ferito e l’altro, Brescia, Consultorio di via Milano, 1999, pp. 69-81

    – La cuesta de la memoria, in Revilla Carmen (ed), Claves de la Razón Poética. María Zambrano, un pensamiento en el orden del tiempo, Madrid, Trotta, 1998, pp. 67-90

    – La filosofía ligera de María Zambrano, in AA.VV., Actas del Segundo Congreso Internacional sobre la Vida y la Obra de María Zambrano, Vélez-Málaga, Fundación María Zambrano, 1998, pp. 433-444

    – I mostri della ragione. Il Frankenstein di Mary Shelley e l’utopia scientifica del secolo XIX, in AA.VV., Filosofia, donne, filosofie. Atti del Convegno Internazionale, Lecce, Milella, 1994, pp. 581-601


    Articoli su rivista

    – Love lesson. María Zambrano and Rosa Chacel on Ortega and gender relations, in “Journal of Spanish Cultural Studies”, New York, 2015

    – L’altra metà del silenzio. Una riflessione a partire da María Zambrano, in “Segni e comprensione”, n. 86/2015

    – Con figura e vita propria. María Zambrano e la questione della cittadinanza delle donne, in “Lectora. Revista de dones i textualitat”, n.20/2014, pp. 149-160

    – La filosofia leggera di María Zambrano. Un dialogo a distanza con Italo Calvino, in “Estetica. Studi e ricerche”,  n.2/2013, pp. 117-131

    – (a cura di), Angela Lorena Fuster, Introducción: Contra la aridez. La propuesta filosófica de Iris Murdoch, in “Daimon”, n. 60/2013, pp. 5-7

    – Daniel Stern. L’opinione pubblica come forza politica, in “Leggendaria”, n. 100/2013, p. 50

    – (con A.L. Fuster), Contra la aridez. La propuesta filosófica de Iris Murdoch (Monografia), in “Daimon”, n.60/2013

    – Hacia una filosofía de la persona. Un diálogo a distancia entre Iris Murdoch  y María Zambrano, in “Daimon”, n.60/2013, pp. 95-110

    – El funámbulo y el payaso. Notas sobre Friedrich Nietzsche y María Zambrano, in Revilla Carmen (ed), “La palabra liberada del lenguaje. María Zambrano y el pensamiento contemporaneo”, Barcellona, Edicions de Bellaterra, 2013, pp. 29-40

    – Desenmascarar la complementariedad de los sexos. María Zambrano y Rosa Chacel frente al debate en la Revista de Occidente, in “Aurora. Papeles del Seminario María Zambrano”, Barcelona, 13/2013, pp. 18-29

    – El funámbulo y el payaso. Sobre la risa en Friedrich Nietzsche y María Zambrano, in “La Habana Elegante”, 50/2011

    – Bajo el signo de la Aurora. María Zambrano y Friedrich Nietzsche, in “Aurora. Papeles del Seminario María Zambrano”, Barcelona, 10/2009, pp. 38-46

    – Christine de Pizan: ¿Una feminista ante-litteram?, in “Lectora. Revista de dones i textualitat”, Barcelona, 15/2009, pp. 301-314

    – Françoise Collin, Praxis de la diferencia. Liberación y libertad, in “Lectora. Revista de dones i textualitat”, Barcelona, 14/2008, pp. 325-333.

    – Il paradosso della libertà. Note su libertà e passione in María Zambrano, in “Antígona. Revista cultural de la Fundación María Zambrano”, Málaga, 2/2007, pp. 78- 89

    – La luce del sapere alchemico sulla razionalità occidentale, in “Il Manifesto”, 12 gennaio 2007

    – O feminismo de María Zambrano, in “Andaina: revista do Movemento Feminista Galego”, 43/2006, pp. 36-41

    – El feminismo de María Zambrano: apuntes para un debate, in “Meridiam”, Sevilla, 32/2004, pp. 27-29

    – I semi della rivoluzione, in “Lectora. Revista de dones i textualitat”, Barcelona, 9/2003, pp. 135-1

    – 8 marzo con RAWA, in “Quaderni del Fondo Moravia”, Roma, 1/2002, pp. 209-228

    – María Zambrano, filósofa de l’aurora, in “Aurora. Papeles del Seminario María Zambrano”, Barcelona, 3/2001

    – (con L.Boella, R. Prezzo), María Zambrano. Una pensatrice in esilio, monografia in “aut aut”, Milano, 279/1997

    – Il cammino in salita della memoria, in “aut aut”, Milano, 279/1997, pp. 79-99

    – Il sapere dell’anima, in “Iride”, Firenze, 22/1997, pp. 589-592

    – (con J.M. Cuesta Abad, J.C. Marset), Discussione su “Verso un sapere dell’anima” di Maria Zambrano, in “Iride”, n. 3/1997, pp. 582-598

    – Los nervios sensibles de la realidad: La figura de la pasión de la diferencia sexual en las Noticias sobre Christa T. de Christa Wolf, in “Duoda: Revista d’estudis feministes”, Barcelona, 6/1994, pp. 19-42. (trad. it: I nervi sensibili della realtà. Una lettura delle “Riflessioni su Christa T.” di Christa Wolf)


    Elenco dei link dove compaiono articoli, testi, interventi dell’autrice

    – L’impresa di essere donna
    http://www.women.it/impresadonna/

    – Women for women. Donne contro i fondamentalismi
    http://www.wforw.it

    – Saperi delle donne
    http://ipsaperidelledonne.wordpress.com

    – Interventi a radio radicale
    https://www.radioradicale.it/soggetti/109650/elena-laurenzi

    – La pietà grandiosa. Intervista a cura di Franco Melandri

    http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=350

    – Alla radice delle parole, in “Sito web italiano per la filosofia”.
    http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna.html

    – Interventi dell’autrice su Radio Radicale
    http://www.radioradicale.it/soggetti/elena-laurenzi

    – I semi della rivoluzione, in “le Tavernuzze”, maggio 2002.
    http://www.rawa.org/elena_it.html


    Attività varie

    – Documentario: Afghanistan. Il sogno del ritorno. REGISTA: Pia Ranzato (2002). Libro: Afghanistan conteso. Il sogno del ritorno, Firenze, Giunti Editore, 2003, di Pia Pranzato, Mario Ginestri, Elena Laurenzi.

    – Documentario: Le tradizioni antiche non sono verità assolute. REGISTA: Pia Ranzato (2007)

    – Testo per mostra fotografica: Nostalgia di futuro. FOTOGRAFA: Pia Ranzato, Edizioni Lavoro, 1998.

    – Testo per mostra fotografica: Afghanistan. Il sogno del ritorno. FOTOGRAFA: Pia Ranzato, Giunti, 2003.

    – Testo per mostra fotografica: Un coraggioso faticare avanti. FOTOGRAFA: Pia Ranzato, Regione Toscana, 2008.


    Link 

    Scheda – XII Iaph Symposium

    http://host.uniroma3.it/dipartimenti/filosofia/Iaph/donne/laurenzi.html

     

    Iniziative

    – “La responsabilità degli scrittori”
    XVIII semana de la AEEFP: Desafíos públicos. Congreso Internacional de la Asociación Española de Ética y    Filosofía Política. Cordoba, 13-15 Gennaio 2016

    – “Un altro modo di guardare. Elena Croce e il femminismo”
    Giornata di studi su Elena Croce nel centenario della nascita
    Istituto Italiano per gli Studi Storici, Napoli, 9 Novembre 2015

    – “La filosofía bambina. María Zambrano e Sarah Kofman”
    In relazione: perché? Biopolitica e tanatopolitica. XIII° Edizione della Scuola Estiva della Differenza
    Università del Salento, Lecce, 7-10 Settembre 2015

    – “Supervivencia de las luciérnagas. María Zambrano y la experiencia de la Guerra de España”
    V Seminario Internacional del Máster en Derechos Humanos, Paz y Desarrollo sostenible. 1915-2015: Cien Años de Mujeres por la Paz y la Libertad
    Universitat de Valencia. Valencia, 23-26 Febbraio 2015

    – “La filosofía es niña. La apuesta de María Zambrano y Sarah Kofman” La infància en femení: les nenes. Imatges i figures de la filiació.
    Universitat de Barcelona. Barcellona, 2-4 Dicembre 2014

    – “Relazioni”. Un punto fermo per andare avanti: saperi, relazioni, lavoro e politica.
    XII° Edizione della Scuola Estiva della Differenza.
    Università del Salento, Lecce, 8-12 Settembre 2014

    – “María Zambrano ed Elena Croce. Quando l’amicizia fa la politica”
    Quando la differenza fa la politica. XI Edizione della Scuola Estiva della Differenza
    Università del Salento, Lecce, 10-14 Settembre 2013

    – “Iris Murcoh. An Intellectual Biography”
    I TRAMOD International Conference
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 29 Ottobre 2012

    – “Some epistemological conditions of political modernity”
    I TRAMOD International Conference
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 20-22 Febbraio 2012

    – “La revelación de las ruínas. Zambrano y la guerra de España”
    Jornadas de Filosofía. El tiempo del despertar en la filosofía de María Zambrano
    UNED, Madrid, 4-5 Novembre 2011

    – “Desenmascarar la complementaridad de los sexos. María Zambrano y Rosa Chacel”
    Congreso Internacional Habitar el género/Inhabiting Gender. XXI Congreso anual de la AILCFH
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 19-21 Ottobre 2011

    – “Genere e migrazioni. Comprendere gli effetti delle discriminazioni multiple”
    Provincia di Bolzano, NGO Trame di Terre, 2010

    – “Elsa Morante e Simone Weil. La poetica dell’attenzione”
    Congreso Internacional Les lectores de Simone Weil
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 11-12 Maggio 2009

    – “María Zambrano e Friedrich Nietzsche. Bajo el signo de la aurora”
    XII Seminari Internacional María Zambrano: Zambrano i la presència de Nietzsche al s. XX
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 7-8 Maggio 2009

    – “¿El multiculturalismo daña a las mujeres?”
    Seminario: “¿El multiculturalismo daña a las mujeres?”
    Centre Dona i Literatura, Universidad de Barcelona, 20 gennaio 2009

    – “Eppur si muove. L’alchimia del ridere in María Zambrano”
    Jornadas Internacionales “Del riure i la ironia femenins: observacions filosòfiques”
    Universidad de Barcelona, Barcelona, 5-6 Aprile 2008

    – “Donne immigrate: la violenza della doppia discriminazione”
    Seminario “Violenza alle donne. Quadro attuale e progetti di prevenzione”
    Università di Firenze, Firenze, 15 Maggio 2007

    – “Rendijas sobre el miedo”
    Seminario Internacional “Pors femenines: observacions filòsofiques”
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 21-22 Aprile 2007

    – Il femminismo degli anni Settanta e i nuovi femminismi.
    Trieste, Novembre 2006

    – “L’esperienza della storia: María Zambrano e Walter Benjamin”
    12th IAPH International Symposium: “Il sapete dell’esperienza”
    Università di Roma, Roma, 31 Agosto – 3 Settembre 2006

    – “Profilo informativo del fenomeno delle mutilazioni genitali femminili.”
    Regione Toscana, Università di Firenze, 2006

    – “L’attivismo delle donne africane contro le pratiche tradizionali nefaste”
    Festival Human Right Night
    Università di Bologna, 21 Marzo 2006

    – “La casa, il centro, il nostro luogo naturale”
    II Jornades Sobre l’amistat i altres formes de relació política en el pensament femení
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 15-16 Ottobre 2005

    – “Il Sacro e la femminilità in Maria Zambrano” in Il sesso degli angeli. Sacro, sessualità, religioni.
    Poggibonsi, Aprile 2005

    – “Identità forzate. Una riflessione sul multiculturalismo sotto il profilo del genere”
    Convegno Internazionale “Nuovi femminismi e nuove ricerche”
    Società Italiana delle Storiche, Roma, 19 Marzo 2005

    – “I diritti delle donne sono diritti umani” in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della    Donna
    Firenze, 8 Marzo 2005

    – “María y Araceli Zambrano, hermanas de Ismene”
    Simposi Internacional: “Les germanes trágiques. Perspectives contemporànies”
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 3-4 Marzo 2005

    – “Nuovi femminismi e nuove ricerche”
    SIS, Roma, Marzo 2005, Roma

    – “Mujeres y fundamentalismos”
    I° Simposi Internacional sobre les Violències de Gènere
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 23-25 Novembre 2004

    – Convegno/Simposio “Il pensiero di Maria Zambrano”
    Milano 2004

    – “La differenza tra i sessi al cuore della crisi europea”
    II° Congreso Internacional del centenario de María Zambrano
    Residencia de Estudiantes, Madrid, 19-22 Novembre 2004

    – “Il sapere dell’anima (María Zambrano e José Ortega y Gasset)”
    Convegno Internazionale: “Il pensiero di María Zambrano”
    Università degli Studi di Udine, 5-6 Maggio 2004

    – “En el corazón de Europa. La guerra en el recorrido biográfico y filosófico de María Zambrano”
    Congreso Internacional: “Reflexions sobre la guerra i la violència en el disurs femenì (1914- 1989)”
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 28-29 Novembre 2003

    – “Il paradosso della libertà. Note su libertà e passione in María Zambrano”
    10th International IAPh Symposium: “A passion for Freedom”
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 2-5 Ottobre 2002

    – “Pensare un mondo con le donne”
    Novembre 2001

    – “¿Como habla la filosofía? Comentario a De la aurora”
    V° Seminario Internacional María Zambrano
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 8-10 Maggio 2000

    – “L’impresa di essere donna.”
    Regione Toscana, Università di Firenze, NGO Cospe, 1999

    – “La cuesta de la memoria”
    I° Seminario Internacional María Zambrano
    Universidad de Barcelona, Barcellona, 5-7 Maggio 1997

    – “Mistica e Politica sopra la legge. Il luogo, il corpo e il sacro”
    Luglio 1995

    – “La filosofia leggera di María Zambrano”
    II° Congreso Internacional sobre la vida y la obra de María Zambrano
    Fundación María Zambrano, Vélez Málaga, Spagna, 1-4 Novembre 1994

    – “La scienza e il sogno nelle utopie del secolo XIX”
    Convegno Internazionale “Filosofia, donne, filosofie”
    Università degli Studi di Lecce, 27-30 Aprile 1992

     

    Scheda curata da Federica Castelli, Valeria Mercandino e Martina Di Pietro 

  • María Zambrano. Filosofia, poesia, politica

    María Zambrano. Filosofia, poesia, politica

    a cura di Sara del Bello 

    Voce fondamentale del Novecento, espressione di un pensiero che non si lascia incardinare in nessun sistema filosofico, dà forma ad una riflessione che, nella varietà di tematiche affrontate, lascia emergere il suo tratto principale nella volontà di riscoprire l’umana attitudine ad entrare in relazione con l’altro. È, dunque, un percorso filosofico, che si caratterizza fondamentalmente per un’attenzione costante alla persona, vista da Zambrano quale creatura animata da una costitutiva tensione alla trascendenza e all’apertura all’altro da sé.

    Inoltre, la filosofa spagnola, pur dichiarando di non essere femminista, bensì femminile, anticipa il pensiero della differenza sessuale, laddove rivendica la necessità di elaborare forme di espressione sociale e politica coniugate anche al femminile. Infatti, la contrarietà verso l’omologazione al modello maschile, dominante nell’ambito storico-politico ed il conseguente bisogno di garantire il rispetto della specificità femminile nella sfera pubblica, oltre che l’attenzione a figure femminili emblematiche, tra cui spicca quella di Antigone, sono elementi che affiorano nelle parole di Zambrano a proposito della condizione delle donne.

    Le opere qui presentate toccano alcuni aspetti essenziali dell’universo zambraniano: la prospettiva antropologica, che si sostanzia nei temi della persona, della storia, della relazione tra umano e divino e l’idea di ragione poetica, cui si lega necessariamente il rapporto tra la filosofia e la poesia.

     

    Filosofia e poesia (1939)

    Edizioni Pendragon, Bologna, 2002

    In queste pagine prende corpo la riflessione, centrale nel pensiero zambraniano, relativa al rapporto tra filosofia e poesia. Sviluppando un’analisi che molto risente dell’eco heideggeriana, Zambrano sottolinea la necessità di ricondurre questi due percorsi, filosofico e poetico, verso un punto di contatto da tempo perduto. Il discorso muove da un atteggiamento di critica nei confronti del razionalismo, termine con il quale la pensatrice identifica quel panorama culturale che si sviluppa già con l’eleatismo e che ha rappresentato, secondo la sua prospettiva, la tendenza dell’uomo a voler realizzare un controllo assoluto sulla propria esistenza, mediante la ragione, considerata quale unico metro d’indagine e valutazione della realtà, arrivando così, per riprendere un’espressione orteghiana, a sostituire ciò che è spontaneo con il razionale.Zambrano rileva, in particolare, il differente atteggiamento che il poeta, da un lato, ed il filosofo, dall’altro, assumono nei confronti del mondo. Il secondo, infatti, vi si accosta mosso dalla volontà di comprenderlo ad ogni costo, riducendo le molteplici sfaccettature che lo caratterizzano ad un’unità assoluta. Il primo, invece, aderisce in modo concreto alla realtà, lasciandosi penetrare completamente da essa. Si tratta, secondo Zambrano, di riscoprire l’intimo e profondo legame che unisce poesia e filosofia, dando forma ad un pensiero che sia razionale e poetico al tempo stesso, dove la capacità chiarificatrice della filosofia sia sostenuta dall’attitudine poetica al saper accogliere e accettare ciò che si ha la possibilità di vedere ed ascoltare.

     

    L’agonia dell’Europa (1945)

    Marsilio Editori, Venezia, 2009

    Con questa opera, Zambrano si propone di ricercare le cause, tanto storiche, quanto religiose, che hanno contribuito a rendere l’Europa un corpo malato e decadente. La riflessione nasce e si sviluppa alla luce della tragica esperienza storica rappresentata dalla Seconda Guerra Mondiale e dal fenomeno totalitario.

    La pensatrice analizza il rapporto tra l’uomo europeo e le sue radici cristiane, muovendo dalla figura di Agostino, da lei stessa definito il padre dell’Europa. Lungo queste pagine, Zambrano mette in luce il tramonto di quei valori fondanti l’umanesimo europeo e rileva come l’uomo sia stato mosso fino all’estremo da una volontà creatrice, tale da dominare e possedere la realtà, smarrendo la sua capacità di saper trattare adeguatamente l’altro. È come se l’Europa avesse dimenticato di prendersi cura del proprio cuore e l’uomo europeo si fosse reso un disanimato. Ma di fronte ad un’immagine di violenza che appare priva di confini, spetta all’uomo europeo ritrovare quella speranza che, riprendendo le parole di Zambrano, rappresenta il fondo ultimo della vita umana, riscoprendo il proprio vero volto, quello che ha contribuito a renderlo persona e non un mero personaggio della storia.

     

    L’uomo e il divino (1953)

    Edizioni Lavoro, Roma, 2009

    Nelle pagine de L’uomo e il divino, María Zambrano, con un linguaggio più lineare rispetto ad altre sue opere, sceglie di raccontare l’umano, muovendo dalla relazione di quest’ultimo con quel divino, che si incarna negli dèi dell’Olimpo, nel dio della visione intellettuale della filosofia ed, infine, nel Dio del cristianesimo. In particolare, la pensatrice traccia un percorso in cui vengono a delinearsi tre differenti modalità di esplicazione di tale rapporto. La prima è quella dell’uomo mendico, che si percepisce come essere manchevole, indigente, edipico. La seconda coincide con quella del sapere filosofico in cui l’uomo esige di conoscere la verità, definita diversamente a seconda dei momenti della filosofia. Qui Zambrano sviluppa, inoltre, la sua critica nei confronti del razionalismo e dell’idealismo, incapaci a suo giudizio, di comprendere appieno la vita. L’ultima fase, infine, è quella del superuomo, in cui la cancellazione di ogni vincolo con il divino, ha spinto l’individuo ad auto-divinizzarsi, perdendo di vista, nell’interpretazione della filosofa, quel legame che ci rende tutti egualmente creature dinanzi a Dio. Si tratta, quindi, di un’analisi che, prendendo in considerazione anche altri aspetti, cerca di comprendere la condizione umana, tentando di trovarvi un fondamento che dia ragione del nostro essere parti di questo mondo.

     

    Persona e democrazia. La storia sacrificale (1958)

    Bruno Mondadori, Milano, 2000

    Con questa opera, Zambrano riprende le file di una riflessione nata negli anni dell’impegno politico-sociale, coincidenti con la sua gioventù e poi lasciata sullo sfondo, più o meno a partire dall’inizio dell’esilio. Questo testo, rispetto ai precedenti scritti di carattere più propriamente politico, quali Orizzonte del liberalismo (1930) o Gli intellettuali nel dramma di Spagna (1937), rivela una maggiore maturità. Manca, tuttavia, anche all’interno di questo saggio un’analisi dettagliata che arrivi a sondare gli elementi relativi ai principi ed ai meccanismi alla base delle istituzioni e delle forme di governo.

    Tre sono gli aspetti su cui si concentra l’attenzione della filosofa: la storia, la dimensione sociale ed infine, la persona. L’idea della storicità dell’uomo così come la critica alla massificazione della società lasciano affiorare l’influsso orteghiano, da cui però l’allieva Zambrano si distanzia, elaborando un percorso assolutamente personale ed unico. In modo particolare, uno degli aspetti di maggiore distacco rispetto a Ortega è il tema della persona, legato in maniera indissolubile all’idea di pietà e di trascendenza che, all’interno della riflessione zambraniana, diviene il fulcro attorno a cui ruota il concetto di democrazia.

     

    La tomba di Antigone. Diotima di Mantinea (1967)

    La Tartaruga Edizioni, Milano, 2001

    In questo testo, la filosofa ripropone la tragedia di Antigone, dandone però una versione alternativa rispetto a quella di Sofocle. Il racconto si concentra sul tema del soggetto femminile aperto all’accoglimento del diverso, dell’altro. Qui, infatti, la giovane protagonista non muore poiché deve prima avere il tempo di rendersi conto di se stessa, di prendere consapevolezza della propria vita. È così chiamata a scendere nelle profondità della terra e quindi della propria anima per dar luce alla propria coscienza. Antigone, muovendo dall’incontro con gli altri, con tutti coloro i quali, negli inferi, le si accostano rivolgendole la parola, arriva a poco a poco a scoprire se stessa, dando completezza e senso alla propria nascita, nascendo una seconda volta.

     

    Chiari del bosco (1977)

    Bruno Mondadori, Milano, 2004

    Chiari del bosco è una delle opere in cui prende corpo in modo più compiuto il concetto di razón poética che rappresenta l’elemento centrale del pensiero zambraniano, il quale inizia ad emergere nelle sue riflessioni già dalla metà degli anni trenta. Anche qui, sempre sottolineandone le dovute differenze, è possibile rintracciare un rimando ad Heidegger, in particolare alla riflessione che il filosofo inizia a sviluppare successivamente ad Essere e tempo. Il riferimento è presente già a partire dal titolo stesso dell’opera zambraniana che richiama, infatti, l’idea heideggeriana della radura come luogo, al tempo stesso, di nascondimento e svelamento dell’Essere.

    La ragione poetica e materna, che la filosofa tratteggia, è espressione di quelsapere dell’anima che ha il compito di indirizzare gli uomini nel mondo, al pari di una guida, affinché essi possano sentirsi pienamente parti integranti di quest’ultimo. È una ragione capace di comprendere i chiaroscuri della vita umana, scandagliandoli anche là dove, secondo Zambrano, la ragione modernarazionalista non si è dimostrata tale da accedere e non si è rivelata in grado di penetrare né gli aspetti razionali, né quelli irrazionali del mondo umano.