Catherine Malabou

a cura di Mariangela Madonna

MAIL: c.malabouatkingston.ac.uk

Catherine Malabou nasce a Sidi Bel Abbès il 18 giugno del 1959. Studia presso l’École Normale Supérieure Lettres et Sciences Humaines di Fontenay Saint-Cloud e alla Sorbonne Université, nel 1994 discute la tesi di dottorato incentrata su Hegel, pubblicata, poi, con il titolo L’avenir de Hegel. Suo supervisore durante il percorso universitario è Derrida, con il quale scrive, nel 1999, La Contre-Allée. Inizia la propria carriera accademica in qualità di docente all’Università di Paris-Nanterre e vi resta fino al 2011, anno in cui è nominata professoressa ordinaria al Centro per la Filosofia Europea Moderna presso l’Università di Kingston nel Regno Unito nel quale è tutt’ora docente. Contemporaneamente occupa la cattedra al dipartimento di Letteratura Comparata presso l’Università della California Irvine, precedentemente ricoperta da Derrida. Il suo approccio interdisciplinare le permette di spaziare tra la filosofia, la psicoanalisi, le neuroscienze e le teorie femministe. Di indubbia importanza all’interno della filosofia malabouiana sono il concetto di plasticità, declinato in ogni sua possibile forma, e un approccio femminista – che si dirama in ogni opera – incentrato sull’analisi del concetto di femminile.

BIBLIOGRAFIA ITALIANA  
consulta anche la Bibliografia ragionata

  • Il piacere rimosso. Clitoride e pensiero, trad. it. L. Valle, Milano, Mimesis 2022

La clitoride è il grande assente. La sua assenza, a ben guardare, ha i segni di una rimozione per lo più volontaria o indotta. È proprio a partire da ciò, per mostrare la resistenza e la plasticità della clitoride a questa rimozione forzata, che Catherine Malabou scrive questo testo. In quest’opera, la clitoride diviene la bussola per orientarsi nella storia del femminismo, ma anche il luogo del femminile, dove femminile è inteso come negato, rimosso, anche nascosto, sottoposto a violenza e quindi non è termine riservato alle sole donne.

  • Il trauma: ripetizione o distruzione? Un confronto tra psicoanalisi, filosofia e neuroscienze (con S. Žižek), a cura di L. F. Clemente e F. Lolli, Teramo, Galaad 2022

Dialogo su due diverse concezioni del trauma: la penna di Malabou incontra quella di Žižek. Le posizioni sono antitetiche, ma entrambe concordano sulla necessità di un confronto riguardante una tematica tanto complessa quanto rilevante per una nuova e più approfondita riflessione intorno all’identità soggettiva.

  • Metamorfosi dell’intelligenza. Che fare del nostro Blue Brain?, trad. it. A. Bondi, Milano, Meltemi 2021

Gli studi sull’intelligenza sono si sono sviluppati fino all’attuale progetto Blue Brain allo scopo di riprodurre e meglio comprendere la struttura di base del funzionamento dell’intelligenza o, meglio, del nostro cervello. In un mondo ipertecnologico, la narrazione dell’intelligenza, e del suo agire, diviene più complessa e solo una riflessione critica può aiutarci a comprendere quanto essa possa ancora giocare un ruolo fondamentale nella realtà.

  • Divenire forma. Epigenesi e razionalità, a cura di S. Tedesco, trad. it. A. F. J. Maciel, Milano, Meltemi 2020

Il testo è una rilettura del sistema kantiano quale risposta ai posteri che ritengono superate la finitudine, la fenomenicità e la sintesi.

  • Ontologia dell’accidente. Saggio sulla plasticità distruttrice, trad. it. V. Maggiore, Milano, Meltemi 2019

Partendo dalla domanda “cosa vi è dopo l’avvento dell’accidente?”, Malabou indaga l’operato della plasticità, in quanto distruttrice, e le sue conseguenze. Riflette sulla costruzione dell’identità del soggetto ponendo l’agire della plasticità distruttrice in quanto apertura del possibile. L’essere umano si dispiega in quanto dinamico. Il disegnarsi della dinamicità, o meglio, della plasticità, come attributo fondamentale per la caratterizzazione della persona, si connette con le istanze femministe.

  • Avvenire e dolore trascendentale, a cura di N. Alessandrini, Milano, Mimesis 2019

Una raccolta di saggi scritti dalla pensatrice francese che ripercorre le sue istanze filosofiche più note come, ad esempio, la riflessione intorno alla filosofia hegeliana e il concetto di plasticità.

  • Che tu sia il mio corpo. Una lettura contemporaneamente della Signoria e della Servitù in Hegel (con Judith Butler), a cura di G. Tusa, Milano, Mimesis 2017

«Che tu sia il mio corpo» è l’ordine che il padrone rivolge al servo, ma né il primo può liberarsi mai davvero del proprio corpo, né il secondo può mai accogliere altro corpo al di fuori del proprio. In quanto fantasma, in quanto assente apparente che lascia sempre una traccia viene letto e analizzato, in chiave femminista, il corpo all’interno della dialettica hegeliana.

  • Cosa fare del nostro cervello, trad. it. E. Lattavo, Roma, Armando 2007

La maggior parte delle funzionalità e del potenziale del nostro cervello ci sono ancora nascosti. Accennando alle principali proprietà conosciute del cervello, l’autrice si dedica, poi, alla plasticità. Ne analizza la funzione e si concentra sulla sua intrinseca differenza rispetto alla flessibilità, attributo spesso erroneamente utilizzato come sinonimo della prima. I temi secondo lo sguardo, lo stare al mondo della filosofa che è spiccatamente femminista.

BIBLIOGRAFIA FRANCESE

  • Au voleur ! Anarchisme et philosophie, Paris, PUF 2022
  • Métamorphoses de l’intelligence, Paris, PUF 2018
  • Avant demain. Épigenèse et rationalité, Paris, PUF 2014
  • con Adrian Johnston, Self and Emotional Life: Merging Philosophy, Psychoanalysis, and Neuroscience, New York, Columbia University Press 2013
  • con Judith Butler, Sois mon corps, Parigi, Bayard 2010
  • La Grande Exclusion, l’urgence sociale, thérapie et symptômes, Parigi, Bayard 2009
  • Changer de différence, le féminin et la question philosophique, Parigi, Galilée 2009

Testo nel quale si delinea l’approccio femminista dell’autrice che caratterizzerà, poi, tutti i suoi studi. Qui si esaminano il concetto di essenza e se valga ancora la pena parlarne, l’etica femminista e il concetto di differenza; ci si propone di rivisitare ontologia e biologia per meglio esplorare il concetto di féminin e lo si fa anche attraverso la narrazione e l’analisi dell’esperienza di “donna filosofa” vissuta in prima persona dall’autrice.

  • La Chambre du milieu, de Hegel aux neurosciences, Paris, Hermann 2009
  • Ontologie de l’accident: essai sur la plasticité destructrice, Pars, Éditions Léo Scheer 2009
  • Les Nouveaux Blessés: de Freud à la neurologie: penser les traumatismes contemporains, Paris, Bayard 2007
  • La Plasticité au soir de l’écriture, Paris, Éditions Léo Scheer 2004
  • Que faire de notre cerveau?, Paris, Bayard 2004
  • Le Change Heidegger: du fantastique en philosophie, Paris, Éditions Léo Scheer 2004
  • Plasticité, Paris, Éditions Léo Scheer 1999
  • Voyager avec Jacques Derrida – La Contre-allée, con Jacques Derrida, Paris, Quinzaine littéraire-Louis Vuitton 1999
  • L’avenir de Hegel: plasticité, temporalité, dialectique, Paris, Vrin 1996

Il saggio, di cui non è presente la traduzione in lingua italiana, ha come istanza di base un interrogativo: “vi è un avvenire in Hegel?” che, fin da subito, si declina in “vi è un avvenire per Hegel?”. A fronte di tali domande si articola un’analisi, particolarmente articolata, della filosofia hegeliana. Si delinea quella che sarà la più feconda intuizione dell’autrice: il concetto filosofico di plasticità. Il rapporto tra la filosofa francese e le tesi del filosofo tedesco culminerà in opere di matrice femminista come, ad esempio, Che tu sia il mio corpo, in cui il confronto con Hegel ritorna attingendo al tema qui presentato.

ELENCO DEI LINK DOVE COMPAIONO ARTICOLI, TESTI, INTERVENTI DELL’AUTRICE:

Intervento al Festivalfilosofiagiustizia 2021 https://www.youtube.com/watch?v=u8cY366tXu4

Profilo su academia.edu https://kingston.academia.edu/CatherineMalabou

Profilo presente sul sito della Kingston University London            https://www.kingston.ac.uk/staff/profile/ms-catherine-malabou-407/

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