RIVOLUZIONE DELLE DONNE: LA LEGISLAZIONE SULLA PARITA’ DI GENERE IN ROJAVA

Introduzione

divulghiamo il testo legislativo sulla parità di genere in Rojava. Tradotto dall’arabo e uscito in esclusiva sul sito di UIKI Onlus il 1 Agosto 2016 il testo qui riportato è una raccolta di principi fondamentali e norme generali sullo status della donna che ne garantiscono l’effettiva parità, con il fine di costruire una società democratica ed ecologica.

Queste norme rappresentano un processo di costituzione materiale del diritto proveniente in modo diretto dall’autoregolazione dei comitati assembleari delle donne. E’ un documento fondamentale di espressione di democrazia diretta utile a chiunque voglia comprendere, concretamente, anche sotto l’ambito del giuridico, i processi di rivoluzione sociale portati avanti e oggi in atto dalle donne in Rojava.

Il tema generale della legge è ancora molto dibattuto all’interno dell’autorganizzazione nella Federazione Democratica della Siria del Nord. Guardando a questo testo legislativo emerge chiaramente che nell’ottica dell’autonomia democratica, le metodologie delle applicazioni dei principi collettivamente redatti trascendono di gran lunga i metodi coercitivi dei nostri sistemi giudiziari basati sull’amministrazione giuridica statale: queste norme generali  e questi principi che presentiamo, lontani da un formalismo rigido e asfittico e da un’impostazione penale punitiva si inseriscono in maniera processuale in un contesto di autogoverno basato sulla pratica della continua rieducazione e formazione, per opera di appositi comitati comunitari per la risoluzione pacifica dei contrasti sociali. Il principale conflitto sociale per il movimento curdo risiede nella relazione tra i generi. Ed è a partire dalla centralità imprescindibile della liberazione delle donne e dalla parità tra i generi che si attuano forme di rieducazione rivolte a chi non rispetta questi principi democratici nella convivenza sociale. Questo testo legislativo mostra come le donne all’interno di in un contesto fortemente patriarcale abbiano preso parola e decisioni sull’autoregolazione comune delle loro vite. Queste leggi sono un esito dell’unione dei movimenti interculturali delle donne portati avanti a partire dal modello di organizzazione sociale in atto del confederalismo democratico. Il modo in cui in essi legano, a filo diretto, l’autodeterminazione delle donne con l’autodeterminazione sociale nell’autogoverno offre sicuramente un esempio avanzatissimo anche per i movimenti di lotta nei nostri contesti e altrove nel mondo.


INTRODUZIONE AL TESTO*

*a cura delle traduttrici, Lia Pastorelli e Valentina Anastasi

Una delle ragioni per cui la resistenza in Rojava, l’area a maggioranza curda della Siria, va sostenuta, è la centralità posta sul ruolo delle donne. Le forze politiche locali, tra cui curdi e arabi di diverse confessioni religiose, stanno costruendo con fatica un’autonomia democratica. Con fatica perché ogni singola persona è impegnata a combattere contro l’organizzazione dello Stato Islamico che da sud li attacca ogni giorno, mentre da nord i turchi tengono la frontiera chiusa. Il Rojava vive in un imbuto in cui l’unica uscita è lo stretto confine con l’area curda irachena, anche questa in guerra. Le donne del Rojava hanno deciso di non subire la violenza della guerra e sono parte attiva della resistenza. Ma sopratutto del processo decisionale e politico. In ogni ruolo chiave dell’amministrazione ci sono donne e le loro organizzazioni hanno elaborato una dichiarazione sui diritti di genere che costituisce la base delle nuova legge in via di approvazione. Si tratta della legislazione più innovativa del Medio Oriente e di un esempio utile anche a tanti paesi europei, Italia in testa.

 10 Marzo 2015

 

Principi fondamentali e norme generali relative allo status della donna

Nella nostra società pervasa dalla mentalità maschilista in campo politico, sociale, economico, culturale e psicologico, la donna soffre in termini di ingiustizia, emarginazione, sottosviluppo e di privazione dei diritti.

Il retaggio culturale rappresenta un ostacolo per lo sviluppo della donna e frena le sue aspirazioni in un futuro migliore. Sussistono ancor molte leggi e norme che sono motivo di oppressione, testimoni del fatto che la lotta della donna per il conseguimento dei propri diritti non può arrestarsi né può dirsi ancora conclusa, opporsi a questa lotta avrebbe conseguenze negative non solo sulla donna, ma sulla società in toto, dato che innumerevoli questioni legali che aggravano la sua oppressione, come la decisione unilaterale di divorziare, il matrimonio precoce e la poligamia, sono tuttora presenti.

Crediamo nell’importanza del ruolo della donna all’interno della famiglia, il pilastro della società. La libertà della donna sarà una garanzia fondamentale per la costituzione di una famiglia democratica e di una società democratica e libera, infatti il livello di sviluppo di ogni società viene verificato tramite l’effettivo ruolo della donna e la sua partecipazione nel processo di costruzione e sviluppo di questa stessa società.
Per questo la donna continuerà a lottare fino a raggiungere garanzie che tutelino la propria indipendenza e i propri diritti per se stessa e per i suoi figli e non accetterà più in futuro di essere isolata, poiché il suo gesto l’ha resa libera e sente la necessità di impegnarsi per resistere all’arretratezza, alla violenza e all’omicidio.

Dato che la garanzia di libertà della donna e dei suoi diritti è tra gli obiettivi fondamentali per la stessa autogestione democratica, è necessario affrontare tutte le problematiche femminili presenti nella società ed elevare il ruolo della donna in ogni ambiente, al fine di garantire una vita serena e stabile al riparo da oppressione, violenza e dalla negazione dei suoi legittimi diritti.

Per questo è stato deciso di elaborare una raccolta di principi fondamentali e norme generali sullo status della donna che ne garantiscano l’effettiva parità con il fine di costruire una società democratica ed ecologica.

 

Principi fondamentali:

  1. la battaglia contro la mentalità autoritaria e retrograda nella società ha bisogno di spazio in ogni campo dell’autogestione democratica;
  1. parità di genere in tutte le sfere della vita pubblica e privata;
  2. la donna ha il diritto di candidarsi ed essere candidata e quello di ricoprire ogni ufficio;
    4. è obbligatorio attenersi ai principi deontologici nella gestione compartecipata di ogni

istituzione;

  1. la donna ha il diritto di far parte dei processi di riforma politici, sociali, economici, culturali e programmatici, ad esclusione di quei processi di riforma in contrasto con il contratto sociale;
  2. è ammessa la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni femministe e delle organizzazioni per i diritti umani in qualità di osservatori nelle discussioni sulle leggi promulgate in circostanze eccezionali dall’assemblea legislativa, previa richiesta all’assemblea;
  3. nella promulgazione di leggi sulla donna all’interno dell’assemblea legislativa la gestione è affidata alle donne;
  4. la parità di genere riguardo l’occupazione e i salari è regolata in conformità con lo Statuto dei Lavoratori all’interno dell’autogestione democratica;
  5. uguaglianza tra la testimonianza della donna e quella dell’uomo in termini di valore giuridico;
    10. sono vietati i matrimoni di ragazze nubili in assenza del loro consenso;
  6. abolizione della dote intesa come valore materiale corrisposto per l’acquisizione della donna; al suo posto è consentito alle due parti contribuire a garantire la vita coniugale;
  7. strumenti per la regolamentazione del matrimonio civile;
  8. divieto di poligamia;
  9. entrambe le parti hanno il diritto di richiedere la separazione, non è ammesso il divorzio per volontà del singolo;
  10. parità di genere su tutte le questioni di eredità; regolamentazione delle questioni di eredità con norme specifiche;
  11. divieto di matrimonio quid pro quo e di matrimonio per risarcimento o compensazione;
  12. penalizzazione del delitto d’onore, ritenuto un crimine a tutti gli effetti, dal punto di vista materiale, morale e legale, il cui esecutore è punibile con le pene previste dal codice penale per l’omicidio intenzionale o premeditato;
  13. imporre pene rigide, ed equivalenti per entrambe le parti, per i colpevoli di infedeltà coniugale;
  14. penalizzazione di ogni genere di traffico di bambini e donne, e imposizione di pene rigide per i responsabili. Sono inclusi tutti i generi di commercio (sfruttamento sessuale – lavoro minorile – traffico di organi umani);
  15. la violenza e la discriminazione contro la donna sono vietate. Si stabilisce che la discriminazione è un crimine punito dalla legge, e che l’autogestione democratica combatte tutte le forme di violenza e discriminazione attraverso lo sviluppo di meccanismi giuridici e servizi per la prevenzione, la protezione e la cura delle vittime di violenza;
  16. l’autogestione democratica garantisce i diritti dei bambini e la loro protezione da ogni genere di violenza e sfruttamento.

 

Disposizioni generali:

 

  1. è garantita la parità di genere sulle norme che regolano il diritto di cittadinanza;
  2. l’autogestione democratica garantisce all’individuo ed alla famiglia, in particolare al bambino e alla donna, il diritto alla salute e alla previdenza sociale, mezzi fondamentali per una vita libera e dignitosa; e fornisce la protezione necessaria a donne, vedove ed anziane;
  3. è vietato il matrimonio di una ragazza prima del compimento del diciottesimo anno di età;
    25. la donna ha il diritto di custodia dei figli fino al quindicesimo anno di età, sia che si risposi o no;

 

successivamente i figli avranno il diritto di scelta. È dovere di entrambe le parti garantire l’alloggio e gli alimenti ai figli per tutto il periodo dell’affidamento;

  1. in caso di viaggio di bambini di età inferiore ai quindici anni è necessario avere il permesso di entrambi i genitori;
  2. nei casi esposti dinanzi ai tribunali riguardanti la donna e la famiglia è obbligatoria la presenza di un rappresentante della posizione della donna; il suo parere sarà consultivo e non vincolante;
  3. il congedo di maternità retribuito è garantito alle donne lavoratrici per tre nascite. Tale interruzione è regolata conformemente allo Statuto dei Lavoratori all’interno dell’Autogestione Democratica;
  4. in caso di separazione la sposa vanta i diritti sul corredo che aveva porato in offerta e sugli oggetti d’oro, o all’equivalente del loro valore. Sia che questi siano in suo possesso o che siano stati scambiati o venduti da parte del marito;
  5. l’autogestione democratica dovrà istituire centri speciali per le condannate incinte ed in allattamento fino alla fine del periodo di pena, tenendo presente la loro situazione, quella del nascituro e quella del neonato.

 

*Traduzione dall’arabo a cura di Lia Pastorelli e Valentina Anastasi  FONTE: UIKI ONLUS

 

 

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